Il permesso premio ad Antonella Conserva, condannata a 24 anni per il sequestro di Tommaso Onofri, bimbo ucciso a Casalbarancolo nel 2006, è la conseguenza di una decisione della Corte costituzionale: sono state ritenute illegittime norme che altrimenti le avrebbero impedito di usufruire del beneficio, dopo oltre 13 anni di detenzione.
Era stato il magistrato di Sorveglianza di Milano a valutare il caso della detenuta a Bollate, difesa dall’avvocato Corrado Limentani e a investirne la Consulta. La Corte a ottobre ha giudicato incostituzionale, perché viola gli articoli 3 e 27 della Carta, la legge che non consente di concedere permessi prima di aver scontato due terzi della pena, per il reato per cui è stata condannata. Il giudice aveva già sottolineato il percorso della donna che, pur continuando a negare di aver partecipato all’ideazione del rapimento, si è mostrata “assolutamente consapevole della gravità del reato” e manifesta “profondo dolore nei confronti della vittima e dei familiari”.






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