Scuse pubbliche, riconoscimento dell’antisemitismo denunciato dagli educatori ebrei e garanzie concrete per evitare nuovi episodi: sono le richieste rivolte a Reggio Children da cinque tra le maggiori organizzazioni ebraiche degli Stati Uniti.
La dichiarazione segna un passaggio decisivo nel rapporto tra il sistema educativo reggiano e il mondo ebraico americano, mentre proseguono i contatti tra gli organizzatori del viaggio cancellato, Reggio Children e il Comune di Reggio Emilia.
La dichiarazione congiunta è firmata da Anti-Defamation League, American Jewish Committee, Jewish Federations of North America, Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations e Prizmah – Center for Jewish Day Schools. Non si tratta dunque di cinque scuole, ma di altrettante organizzazioni nazionali che rappresentano settori molto ampi della comunità ebraica americana, dalla lotta all’antisemitismo alle relazioni istituzionali, dalle federazioni territoriali al sistema educativo. Particolarmente significativa è la presenza di Prizmah, la rete delle Jewish day schools del Nord America.
Il rapporto tra le scuole ebraiche americane e la pedagogia nata a Reggio è infatti antico e profondo. Il Reggio Emilia Approach è entrato da tempo negli asili e nelle scuole ebraiche statunitensi, dove i suoi princìpi sono stati adattati alla cultura e ai valori educativi dell’ebraismo. Esistono scuole che si definiscono apertamente “Reggio-inspired”, programmi di formazione dedicati e una letteratura pedagogica sviluppatasi proprio attorno all’incontro tra il pensiero di Loris Malaguzzi e l’educazione ebraica.
La Jewish Early Childhood Education Initiative, una delle esperienze che hanno contribuito maggiormente a questa diffusione, spiega ancora oggi di aver scelto il modello reggiano per la sua reputazione di eccellenza educativa e per quella che definisce la sua coerenza filosofica con i valori ebraici. Negli anni insegnanti, direttrici e responsabili di scuole americane sono venuti a Reggio per studiare direttamente il metodo, visitare i servizi educativi e formarsi al Centro internazionale Loris Malaguzzi.
È anche attraverso rapporti come questi che Reggio Children ha costruito la propria dimensione internazionale. La società, nata nel 1994 per promuovere e tutelare il Reggio Emilia Approach nel mondo, indica oggi contatti con oltre 145 Paesi e territori. Gli Stati Uniti costituiscono uno dei luoghi nei quali il modello reggiano ha trovato maggiore attenzione, e all’interno del sistema educativo americano le scuole ebraiche rappresentano da molti anni una presenza particolarmente ricettiva.
È su questo rapporto che interviene adesso la dichiarazione delle cinque organizzazioni. Il documento riconosce alcuni sviluppi successivi alla cancellazione dello study tour. Prende atto del chiarimento del sindaco Marco Massari, secondo cui la firma della dichiarazione non era obbligatoria, e registra che una delegazione di educatori israeliani, che non aveva sottoscritto il documento, ha comunque partecipato alle attività a Reggio ricevendo, secondo quanto riferito, una buona accoglienza e adeguate condizioni di sicurezza. Le organizzazioni americane riconoscono inoltre che Reggio Children ha compreso la necessità di garantire alle future delegazioni ebraiche condizioni di sicurezza chiare in presenza di proteste o minacce e riferiscono dell’esistenza di un dialogo ancora in corso sui danni prodotti dalla vicenda.
Ma considerano tutto questo insufficiente. La richiesta formulata direttamente a Reggio Children è quella di una pubblica presa di posizione che riconosca esplicitamente l’antisemitismo che, secondo le cinque organizzazioni, gli educatori ebrei hanno subìto e di adottare misure concrete affinché tutti gli educatori vengano accolti e trattati nello stesso modo, indipendentemente dalla loro religione o dai loro legami storici e culturali con altri Paesi.
Il documento interviene anche sulla Carta per un’educazione democratica e partecipata elaborata dalle istituzioni educative reggiane. Le organizzazioni chiedono che ogni riferimento alle ingiustizie subite dai bambini non individui esclusivamente Israele o le sue politiche e comprenda esplicitamente tutti i bambini, compresi quelli israeliani ed ebrei.
La posizione è particolarmente rilevante perché arriva mentre il rapporto non risulta interrotto definitivamente. Dopo la cancellazione del viaggio degli educatori americani, Paradigm Project aveva già lasciato aperta la possibilità di riprendere il dialogo. Ora le cinque organizzazioni confermano che i contatti con Reggio Children e con il Comune sono proseguiti. La questione si sposta quindi sul terreno delle condizioni necessarie per ricostruire la collaborazione.
Il peso dei firmatari dà alla richiesta una dimensione che supera ampiamente il gruppo di educatori che avrebbe dovuto arrivare a Reggio in ottobre. L’Anti-Defamation League è una delle principali organizzazioni americane impegnate contro l’antisemitismo. L’American Jewish Committee opera nelle relazioni internazionali e istituzionali. Le Jewish Federations of North America costituiscono la rete delle federazioni ebraiche statunitensi e canadesi. La Conference of Presidents riunisce le maggiori organizzazioni ebraiche americane e ne rappresenta una sede centrale di coordinamento politico e istituzionale. Prizmah lavora direttamente con il sistema delle scuole ebraiche nordamericane.
Proprio quest’ultima presenza rende particolarmente delicato il passaggio per Reggio Children. Il mondo educativo ebraico americano non è un interlocutore occasionale del Reggio Emilia Approach. Ne è stato negli anni uno dei luoghi di diffusione più interessanti, al punto che l’espressione “Reggio-inspired” è entrata stabilmente nel linguaggio di numerose scuole dell’infanzia ebraiche. Nei giorni scorsi alcune educatrici coinvolte nella visita cancellata hanno già chiarito di voler continuare ad applicare la pedagogia reggiana nelle proprie scuole.
La distinzione che sta emergendo negli Stati Uniti è dunque tra il valore attribuito al pensiero pedagogico di Malaguzzi e il rapporto con le istituzioni reggiane che oggi lo rappresentano nel mondo. La dichiarazione delle cinque organizzazioni interviene precisamente su questo secondo rapporto. Non chiede di abbandonare il Reggio Emilia Approach e non annuncia una rottura con il modello. Indica invece ciò che i firmatari ritengono necessario perché la collaborazione possa essere ricostruita: scuse pubbliche, riconoscimento di quanto accaduto, parità di trattamento, sicurezza per le delegazioni e una revisione della Carta educativa nei punti contestati.
È dunque una richiesta formale rivolta a Reggio Children da interlocutori che appartengono allo stesso mondo educativo e istituzionale con il quale Reggio ha costruito una parte importante della propria presenza negli Stati Uniti. Il viaggio di ottobre è saltato. Il rapporto, invece, è ancora aperto. Ora le cinque grandi organizzazioni ebraiche americane hanno indicato pubblicamente a Reggio Children le condizioni che, dal loro punto di vista, possono consentire di riprenderlo.






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