Ramiseto, ruba soldi a casa del nonno e firma assegni a suo nome: spariti 4.650 euro

auto 112 carabinieri Ramiseto – CC

I carabinieri hanno denunciato un uomo di 34 anni residente a Ramiseto con l’accusa di furto in abitazione, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento, falso materiale e sostituzione di persona: secondo le indagini, a fine settembre si sarebbe introdotto di notte a casa del nonno, mentre quest’ultimo dormiva, rubandogli centinaia di euro in contanti dal portafogli e una decina di assegni in bianco. In seguito, poi, avrebbe falsificato la firma del parente per auto-intestarsi assegni per oltre quattromila euro.

Quando la vittima, un pensionato di 82 anni domiciliato a Ventasso, ha scoperto l’ammanco, ha sporto denuncia-querela contro ignoti per due episodi distinti. L’ottantaduenne ha riferito ai carabinieri della stazione di Ramiseto che al suo risveglio, sia nella mattinata del 28 settembre scorso che in quella successiva, si è accorto che nottetempo erano spariti dei soldi dal suo portafogli, che aveva lasciato la sera prima in sala, nella tasca dei pantaloni: nel primo caso mancavano 300 euro, nel secondo altri 50 euro, per un totale di 350 euro.

Secondo le indagini, il ladro si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’anziano – situata al piano terra – approfittando del chiavistello d’ingresso non inserito e delle finestre solo appoggiate, ma non chiuse dall’interno.

La vicenda, tuttavia, non era ancora conclusa: nei giorni successivi, infatti, l’ottantaduenne è stato contattato dalla filiale della sua banca, che aveva notato una serie di movimenti anomali sul conto corrente dell’anziano. E così, controllando il suo libretto degli assegni, custodito in un comodino della cucina, l’uomo ha scoperto che in effetti mancavano ben dieci assegni.

Indagando sul caso, i carabinieri di Ramiseto hanno scoperto che qualche mese prima, a maggio, il nipote della vittima, disoccupato e con precedenti di polizia, aveva aperto un conto corrente proprio presso la filiale locale dello stesso istituto di credito, e che l’unico movimento registrato su quel conto era l’incasso di un assegno riconducibile al nonno.

I riscontri documentali e le verifiche grafologiche sulle copie degli assegni in questione hanno fatto emergere palesi anomalie nelle firme di emissione e girata, che sono state disconosciute dal presunto firmatario (l’ottantaduenne) e attribuite invece dagli inquirenti con ogni probabilità allo stesso destinatario, ovvero il nipote.

Attraverso questa serie di operazioni fraudolente, tra maggio e giugno il trentaquattrenne sarebbe riuscito a versare – e contestualmente a prelevare in contanti – ben 4.300 euro, svuotando completamente il conto del nonno prima che il meccanismo venisse scoperto e bloccato dai carabinieri. Aggiungendo i 350 euro spariti a fine settembre, la somma totale rubata all’anziano è stata di 4.650 euro.



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