Processo Minefield, fioccano le condanne: 5 anni e quasi 6 anni ai fratelli Lequoque

operazione Minefield carabinieri e Guardia di finanza Reggio Emilia – CC

Fioccano le condanne al termine dell’udienza preliminare relativa all’operazione “Minefield”, coordinata dalla procura di Reggio Emilia, che nel febbraio del 2024 aveva smantellato un’organizzazione considerata vicina alla criminalità organizzata.

I numeri raccontano bene la portata dell’indagine: 108 persone indagate (con contestazioni gravi per i reati di – a vario titolo – associazione a delinquere, estorsione, frode fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio, bancarotta fraudolenta), 81 società coinvolte, oltre mille fatture false scoperte, 10 milioni di euro sequestrati, per un giro d’affari stimato in oltre 30 milioni.

La pena più pesante è stata quella a carico di Samuel Lequoque, 43 anni, condannato a 5 anni e 11 mesi di reclusione (l’accusa aveva chiesto 9 anni e 2 mesi) con contestuale confisca della casa, che è risultata intestata fittiziamente alla moglie; 5 anni, invece, per il fratello Gionata Lequoque, 48 anni, per il quale l’accusa aveva chiesto 6 anni e un mese di carcere. Pesante anche la condanna per l’imprenditore scandianese Leonardo Ranati: 4 anni e 10 mesi.

Sotto i quattro anni, invece, tutte le altre condanne: tre anni e 6 mesi per Gabriele Bigi; due anni e 10 mesi per Federico Angelo Ciasullo e per Carmine Casella; due anni e 8 mesi per Francesco Campaniello; un anno e 8 mesi per Giambattista Di Tinco e per Spyridion Lempesis; un anno e 4 mesi per Stefania Greco.



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