[Podcast] “Niente Chiacchiere” – Talk Room #34 – Remo Anzovino: il suono delle immagini

Compositore, pianista, autore di colonne sonore. Ma definire Remo Anzovino soltanto così significa raccontarne una parte. Perché la sua musica attraversa il cinema, incontra la pittura, dialoga con la memoria e sembra trovare proprio nelle immagini il punto di partenza per raccontare ciò che le immagini, da sole, non riescono a dire.

Nato a Pordenone nel 1976 da genitori napoletani, Anzovino si avvicina al pianoforte da bambino, studiando composizione e orchestrazione. A 24 anni si laurea con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna e intraprende la professione di avvocato penalista. Un percorso apparentemente distante dalla musica, ma che restituisce qualcosa della sua formazione e di quella curiosità trasversale che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione artistica.

La carriera musicale prende forma nei primi anni Duemila, inizialmente attraverso le composizioni per i capolavori del cinema muto, poi con un lavoro sempre più articolato sul rapporto fra musica, cinema, arte e memoria.

Remo Anzovino
Nel suo catalogo figurano opere dedicate a Pier Paolo Pasolini e Muhammad Ali, la “Suite for Vajont” e le colonne sonore della serie “La Grande Arte al Cinema”: da “Van Gogh tra il grano e il cielo” a “Le Ninfee di Monet”, da “Gauguin a Tahiti” a “Frida Viva la Vida”, il film dedicato a Frida Kahlo.

Nel 2019 quelle colonne sonore confluiscono nel box Art Film Music, mentre la sua musica raggiunge anche il pubblico internazionale con concerti a Londra, Tokyo, Osaka, New York, Chicago e Washington. Nel 2025 celebra vent’anni di carriera discografica con “Atelier”, album dal vivo registrato nell’atelier dell’artista Giorgio Celiberti e pubblicato da Decca Records.

Il 2026 lo vede protagonista di nuovi progetti, ancora una volta all’incrocio tra linguaggi e forme espressive differenti. Firma le musiche originali del film dedicato al primo santo dell’era digitale, anticipate dal singolo “The Millennial Saint”; realizza la colonna sonora di “I colori della tempesta”, il film di Roberto Dordit dedicato a Pasquale Rotondi, e accompagna con le proprie composizioni il progetto audiovisivo celebrativo “150 anni di Corriere della Sera. Il racconto dell’Italia”, diretto da Simona Risi.

A questi lavori si aggiungono le musiche originali per il nuovo spettacolo teatrale di Marco Goldin dedicato a Claude Monet, che lo vede impegnato anche nell’esecuzione dal vivo della partitura.

Ma questa non è una conversazione su Monet, né la presentazione di un’altra colonna sonora.

È piuttosto un viaggio dentro il processo creativo di un musicista che da oltre vent’anni si confronta con la capacità del suono di evocare, interpretare, restituire emozioni. Con le immagini, ma anche oltre le immagini.

Che cosa può raccontare la musica quando le parole e le immagini non bastano più? E che cosa resta, della musica, quando l’immagine scompare?

Di questo, del rapporto con la propria ispirazione, dei dubbi che accompagnano la creazione e di ciò che significa continuare a cercare dopo vent’anni di carriera, parliamo con Remo Anzovino in una nuova puntata di “Niente Chiacchiere. Storie che suonano”.




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