Le scuole americane: “A Reggio un caso di antisemitismo globale”

Jewish su Reggio Children

Il caso del gruppo di un centinaio di insegnanti, educatrici ed educatori di scuole ebraiche statunitensi e israeliane che sarebbero dovuti arrivare al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia per partecipare a una visita di studio alla scoperta del Reggio Emilia Approach – alla fine ne arriveranno solo 25, e tutti da Israele – sta avendo un’eco anche oltreoceano.

Dopo che la delegazione statunitense ha deciso di rimandare il viaggio, il quotidiano online americano Jewish Insider ha dedicato un articolo in prima pagina alla vicenda, dal titolo “Jewish preschool educators forced to condemn Israel to attend Reggio Emilia conference” (ovvero: “Educatori ebrei di scuole dell’infanzia costretti a condannare Israele per partecipare alla conferenza di Reggio Emilia”).

Nell’articolo si spiega che prima del viaggio ai partecipanti sarebbe stato chiesto di firmare una dichiarazione – aggiuntiva rispetto alla Carta di Reggio Children “Per una educazione democratica e partecipata” – che recitava, tra le altre cose: “Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati, così come in ogni luogo del mondo”.

Ma le accuse vanno anche ben oltre: “Le nostre identità sono state rese pubbliche e i nostri profili personali e istituzionali sui social sono stati esaminati come prova del nostro sostegno a Israele e all’Idf”, ha denunciato Pesha Kletenik, direttrice della Manhattan Day School di New York ed essa stessa una delle educatrici attese a Reggio.

Insomma, un’azione di “intelligence” operata dai sabotatori della visita per scoprire se tra i partecipanti al viaggio in terra reggiana ci fossero espliciti sostenitori delle Israel Defence Forces, le unità militari dell’esercito israeliano, o del governo dello Stato di Israele guidato da Benjamin Netanyahu.

In un’e-mail inviata all’intera comunità scolastica, la direzione di un’altra scuola ebraica degli Stati Uniti – che avrebbe dovuto inviare in Italia tre insegnanti per studiare il Reggio Emilia Approach – ha definito l’annullamento “una perdita per la nostra comunità nell’immediato”, attribuendo la cancellazione del viaggio alle “ripercussioni dell’antisemitismo globale”. Di conseguenza, “stiamo riflettendo su ciò che questo significa per la nostra adesione di lunga data alla filosofia di Reggio”.



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