Tarquini: “La sinistra è occupata da frange di estremismo ideologico pro-Islam”

Giovanni Tarquini in ufficio – FBRC

“Ancora una volta Reggio Emilia si ritrova al centro di questioni che vanno ben al di là delle mura cittadine. In questo caso ci sono in gioco equilibri e rapporti delicatissimi che affondano le loro radici nella storia di diversi popoli e religioni”: inizia così la riflessione di Giovanni Tarquini, consigliere comunale della lista civica Per Reggio Emilia, sulla vicenda del gruppo di insegnanti, educatrici ed educatori di scuole ebraiche in arrivo al Centro internazionale Loris Malaguzzi per partecipare a una visita di studio alla scoperta del Reggio Emilia Approach.

Per Tarquini questo dibattito “avviene in un momento delicatissimo che rischia di favorire scenari di distruzione della cultura occidentale. In particolare dell’Europa, sacrificata all’altare di un’accoglienza senza filtri di ondate di flussi migratori provenienti dai Paesi islamici. È così che, a prescindere dagli esiti, prevale su tutto un senso di grande smarrimento e di perdita di quei valori considerati fino ad oggi non superabili, appartenenti alle nostre tradizioni, al cristianesimo, alle conquiste per la difesa dei diritti fondamentali”.

“Princìpi che, scolpiti nella nostra Costituzione, nessuno pensava che potessero tremare in questo modo. Invece è così. Lo è per quel grande cortocircuito che ha colpito la politica di sinistra, gradualmente occupata da frange di estremismo ideologico pro-Islam e sempre più divisive. Fino a qualche anno fa nessuno avrebbe immaginato che avremmo assegnato la nostra massima onorificenza, il Primo Tricolore, a una Francesca Albanese che, pur relatrice Onu, ha invitato il nostro sindaco, mentre le dava la sacra bandiera, a capire i terroristi di Hamas. Nessuno avrebbe mai immaginato che qui a Reggio, culla dell’educazione e dell’accoglienza, avremmo affidato le politiche sociali ed educative a un assessore islamico che, tra le altre cose, ha invitato gli insegnanti a decolonizzarsi, dunque a liberarsi delle loro radici imperialiste, e ha istituito uno sportello antirazzista, offendendo così il passato di una terra e della sua gente da sempre aperta e generosa”.

E ancora, prosegue Tarquini, “nessuno avrebbe mai immaginato che più sindaci del territorio provinciale, con quello del capoluogo in prima fila, si sarebbero rifiutati, anche di fronte a un formale invito del prefetto, di togliere la bandiera palestinese dalla facciata degli edifici comunali. Nessuno avrebbe mai immaginato di vedere sul sito del Comune gli auguri per l’inizio del Ramadan e non quelli per il coincidente periodo pasquale della Quaresima. E, purtroppo, tantissimo altro”.

“Tutto questo perché? Per quella grande contraddizione che sta ammorbando da troppo tempo la sinistra. La sua radicalizzazione e il suo movimento verso forme di estremismo stanno producendo i peggiori effetti. È un fenomeno devastante che può e deve essere arrestato e contrastato da componenti di quella sinistra moderata che ha fatto la storia della nostra città e, più in generale, ha contribuito all’affermazione dei princìpi su cui si fonda il nostro Stato moderno e di diritto. Princìpi che nella dimensione estremista rischiano di crollare”.

Uno dei più grandi paradossi, secondo il consigliere Tarquini, “sta nel fatto che quel modello sociale radicalizzato e malcelato da una lenta e silenziosa invasione da parte di modelli culturali di matrice islamica, favorito in concreto anche da realtà come le parrocchie, le associazioni, i circoli, i movimenti giovanili, è la negazione di quei tanti e sacrosanti diritti conquistati con sacrificio e con lunghe e tormentate battaglie. Basti pensare al ruolo della donna oggi nella società moderna e a quello stesso ruolo nei Paesi di cui stiamo importando usi e costumi”.

“Di fronte a tutto questo, fortunatamente, sembra che stia suonando la sveglia, che forse si può chiamare anche pentimento”, secondo Tarquini: “Lo dimostrano iniziative come il ddl sull’antisemitismo che vede il senatore Delrio tra i suoi primi firmatari o le ultime reazioni del Pd locale che ha preso più chiaramente del solito le distanze dall’assessora integralista sulla vicenda della visita degli insegnanti ebrei a Reggio Children”.

“Il mondo è in subbuglio, l’Europa è in una fase delicata di lotta per la sua sopravvivenza, l’Italia è uno dei Paesi più esposti agli effetti dei grandi flussi migratori di provenienza dai Paesi islamici, Reggio Emilia è l’epicentro di un fenomeno che se non viene contrastato e controllato con fermezza, cosa che questo sindaco e questa giunta non sanno fare, ci porterà ad avere come ultima speranza soltanto una nuova Lepanto”.

“Noi da che parte stiamo?”, si chiede Tarquini: “Da quella che vuole rimanere libera da strategie di partito e da logiche di sopravvivenza più fini a sé stesse che al bene collettivo. Quella del civismo che guarda al merito delle cose apprezzando ciò che è buono e puntando con forza a cambiare ciò che non lo è”.



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