È morto a 96 anni il filosofo tedesco Jürgen Habermas, una delle figure più influenti del pensiero europeo del secondo dopoguerra. Tra le sue idee più durature c’è la teoria della sfera pubblica, elaborata nel libro “The Structural Transformation of the Public Sphere”.
Il punto di partenza è semplice: la democrazia non si esaurisce nelle istituzioni. Funziona davvero solo se esiste uno spazio in cui i cittadini possono informarsi, discutere e criticare il potere. È lì che si forma l’opinione pubblica. In questo spazio il giornalismo svolge una funzione decisiva. Non è soltanto trasmissione di notizie: rende visibile il potere, costruisce l’agenda delle questioni pubbliche e rende possibile una discussione informata.
Habermas aveva già osservato come questo equilibrio potesse deteriorarsi quando l’informazione si piega alla logica dello spettacolo o della comunicazione politica.
Oggi il problema ha assunto una forma nuova. I social network hanno ampliato enormemente la circolazione delle informazioni, ma hanno anche frammentato il dibattito pubblico e indebolito i luoghi comuni della discussione. È una trasformazione che mette sotto pressione proprio quell’infrastruttura della sfera pubblica che Habermas considerava essenziale: il giornalismo professionale.
Più che una profezia, la sua resta una diagnosi. La qualità della democrazia dipende anche da come circolano le informazioni e da chi le organizza nello spazio pubblico. Il tema è decisivo e coinvolge i centri di insegnamento e le università. Tra le cosiddette scienze della comunicazione e il giornalismo professionale esiste un varco nel quale si gioca vasta parte della creazione dell’opinione pubblica – e, di conseguenza, del processo democratico.






Infatti proprio oggi il corriere pubblica le foto dei 6 soldati americani morti…. avrebbe voluto pubblicare le fotografie delle 165 bambine morte nella scuola bombardata, ma non ci stavano nell’impaginatura erano troppe… ma quando il giornalismo ha la schiena diritta pubblica lo stesso costi quel che costi… miglior modo per commemorare Habermas….