Nella serata di sabato 3 gennaio si è spenta la flebile speranza che negli ultimi giorni aveva tenuto aperto un piccolo spiraglio sulla sorte di Giovanni Tamburi, il ragazzo di 16 anni di Bologna che risultava tra le persone disperse a Crans-Montana, la località svizzera dove si è consumata la tragedia di Capodanno all’interno del bar Le Constellation, teatro del terribile incendio divampato durante i festeggiamenti per l’arrivo dell’anno nuovo, che ha causato decine di vittime.
Fino all’ultimo tutti hanno sperato che il minorenne emiliano potesse essere tra i sopravvissuti alla tragedia, magari tra i ricoverati non ancora identificati, ma alla fine è arrivata l’ufficialità: come ha riferito l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, Tamburi è stato identificato dalla polizia svizzera tra le vittime italiane dell’incendio, dopo il riscontro del Dna.
Il ragazzo, studente del liceo Righi di Bologna, si trovava in Svizzera con il padre (l’imprenditore bolognese Giuseppe Tamburi, alla guida di Rinaldi 1957, azienda che importa e distribuisce vini e liquori pregiati), cha ha una casa proprio a Crans-Montana, per trascorrere le vacanze invernali.
La notte di Capodanno il giovane era uscito con alcuni amici: erano andati prima a cena allo Chalet, poi proprio al bar Le Constellation per festeggiare l’arrivo del 2026. Un amico ha raccontato di averlo perso di vista nella fuga disperata tra le fiamme: da allora di Giovanni Tamburi non si è saputo più nulla, fino purtroppo alla tragica conferma della sua morte.






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