Il 2025 si è confermato un anno di intenso lavoro per i carabinieri del Comando provinciale di Reggio. Nei primi undici mesi dell’anno sono stati perseguiti 17.042 reati (l’85% del totale di quelli consumati in provincia), con un incremento del 5% rispetto ai 16.237 del 2024, a fronte di un andamento complessivo della “delittuosità” in tutta la provincia reggiana che ha fatto registrare un incremento del 3,4%.
Si evidenzia il trend in crescita delle truffe (+2,8%) ma soprattutto dei reati legati alle sostanze stupefacenti (+39%, con 153 reati perseguiti contro i 111 del 2024), nonché l’aumento marcato delle violenze di genere (quattrocento tra arresti e denunce, erano 296 l’anno precedente). Riflettori puntati anche sul disagio giovanile: aumentano, infatti, i minori denunciati (158, +10% rispetto al 2024) per aggressioni e risse tra gruppi di adolescenti.
Nell’anno che sta per concludersi sono stati effettuati oltre 20.000 servizi di controllo del territorio e 1.464 servizi di ordine pubblico, sono state identificate 102.000 persone e sono stati controllati 63.000 veicoli.
Sono state 304 le persone arrestate, 3.143 invece quelle denunciate in stato di libertà. I carabinieri reggiani hanno scoperto gli autori di 2.546 reati, identificandone i responsabili: 75 per rapina, 327 per furto, 446 per truffe e frodi informatiche, 69 per spaccio di sostanze stupefacenti, 21 per estorsioni, 21 per violenze sessuali, tre per atti sessuali con minorenni.
Nell’ambito delle attività di controllo della circolazione i militari reggiani sono intervenuti su 357 incidenti stradali, denunciando tre persone per omicidio stradale e altre sei per lesioni personali stradali gravi e gravissime. In totale sono state 125 le persone denunciate all’autorità giudiziaria (soprattutto per guida in stato d’ebbrezza e sotto l’influenza di stupefacenti), 1.489 le infrazioni al Codice della strada rilevate, 98 le patenti ritirate (in prevalenza per guida in stato d’ebbrezza), 159 i veicoli sequestrati o sottoposti fermo a amministrativo.
Un anno, il 2025, in cui si è continuato a registrare il significativo impegno dell’Arma reggiana contro la criminalità organizzata – come dimostra, da ultimo, l’operazione “Sugar Beet”. Anche quest’anno i carabinieri reggiani hanno fornito alla Prefettura di Reggio, assieme agli altri componenti del Gia, il contributo informativo necessario per l’adozione dei provvedimenti interdittivi antimafia.
In tema di contrasto alla criminalità transazionale, degna di nota è stata l’indagine “Palma”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo reggiano, che ha smantellato un’associazione a delinquere transazionale specializzata nel furto e nel riciclaggio internazionale di auto di lusso.
Tornando al contesto locale, dall’inizio dell’anno ai carabinieri del Comando provinciale di Reggio sono arrivate circa 80.000 richieste di intervento (oltre duecento al giorno in media): di queste, ben 5.692 (una quindicina al giorno) per liti, 1.373 delle quali tra le mura domestiche (le cosiddette “liti in famiglia”).
Un fenomeno purtroppo in costante crescita, quello della litigiosità e delle violenze domestiche, che nel corso dell’anno ha visto i carabinieri attivare 387 “codici rossi”, lo strumento che garantisce un intervento immediato nei casi di violenza domestica e di genere. In 28 di questi casi si è reso necessario l’intervento dei centri antiviolenza o il ricorso a case rifugio, fondamentali per offrire alle vittime un percorso di protezione e sostegno.
L’azione dei militari reggiani ha portato a 13 allontanamenti d’urgenza dalla casa familiare, 81 divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima (59 dei quali con applicazione del cosiddetto “braccialetto elettronico”), 25 arresti per reati attinenti alla violenza contro le donne (venti per maltrattamenti e/o lesioni aggravate in ambito familiare, due per atti persecutori e tre per violenza sessuale) e 339 denunce per gli stessi reati (258 per maltrattamenti e/o lesioni aggravate in ambito familiare, 46 per atti persecutori, 21 per violenza sessuale, 4 per costrizione o induzione al matrimonio, 7 per violazione di provvedimenti di allontanamento o divieto di avvicinamento, 3 per cosiddetto “revenge porn“).
È in aumento anche il fenomeno del disagio giovanile e dei reati ad esso correlati: quest’anno sono stati 158 i minori denunciati alla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Bologna (quindici in più rispetto al 2024), soprattutto per minacce, lesioni personali, rapine ai danni di coetanei e danneggiamenti. Per l’Arma reggiana “i protagonisti sono, in prevalenza, minori adolescenti che con preoccupante frequenza si rendono protagonisti di episodi delittuosi e comportamenti inurbani, aggravando così la percezione di degrado e insicurezza, anche nei centri minori”.
Un altro dato preoccupante riguarda il gran numero di truffe ai danni degli anziani: anche se nel 2025, grazie anche alle campagne informative di sensibilizzazione delle fasce più fragili della popolazione, promosse dagli stessi carabinieri reggiani, una cinquantina di tentativi di truffa sono stati sventati proprio grazie alle segnalazioni delle potenziali vittime, segno del diffondersi di una maggior consapevolezza del fenomeno.
Nel corso dell’anno, in provincia di Reggio, sono stati numerosi anche gli episodi di inseguimento da parte dei carabinieri nei confronti di malviventi sorpresi durante un furto, che hanno consentito di recuperare un ingente quantitativo di refurtiva.
Il 2025, infine, ha visto un significativo lavoro anche dei comparti delle specialità forestali dei carabinieri reggiani dedicati alla salvaguardia del patrimonio ambientale nazionale. I carabinieri forestali, grazie ai loro otto nuclei, hanno vigilato sulle prerogative dell’area protetta del Parco dell’Appennino tosco-emiliano (con il relativo reparto con sede a Busana, nel territorio comunale di Ventasso) e hanno supportato la Procura di Reggio nelle investigazioni di settore assieme al Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Reggio: sono stati numerosi gli interventi sul fronte delle indagini finalizzate a contrastare le condotte illecite concernenti l’abbandono di rifiuti.






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