Giovedì 18 dicembre il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini è arrivato a Vetto, accompagnato dal commissario straordinario per la diga Stefano Orlandini e dai vertici provinciali della Lega, per fare il punto della situazione sull’opera: un’infrastruttura considerata dal Ministero “fondamentale per la resilienza idrica regionale e nazionale”, ma ritenuta strategica in primis per i territori della Val d’Enza reggiana (e più in generale per l’Emilia-Romagna).
“Abbiamo avviato il progetto, ci abbiamo messo i primi tre milioni di euro, siamo in fase avanzata”, ha detto Salvini, che ha ringraziato il professor Orlandini “che si è messo a disposizione come commissario e che ha l’esperienza per portare a casa il progetto”. “Il mio obiettivo”, ha detto il ministro, ricordando di avere davanti ancora poco meno di un anno e mezzo di mandato prima che termini l’attuale legislatura, “è di lasciare a chi verrà dopo di me i cantieri della diga di Vetto finalmente avviati”.
“Ovviamente – ha aggiunto Salvini – lascio ai tecnici la discussione su dove si fa, come si fa, di quanto la si fa; l’unico mio ragionamento politico è che se avete aspettato 130 anni per farla, se la si deve fare bisogna farla bene, visto che si fa una volta sola, e quindi la si faccia come serve che si faccia”.
“Il ponte sullo Stretto lo fanno gli ingegneri, la diga di Vetto la fanno gli ingegneri”, ha concluso il ministro: “Io cerco di portare norme, tagliare burocrazia e trovare i soldi necessari”.






“Voglio lasciare con i cantieri già avviati”
Se serve, arrivo subito a dare una mano, purchè questo martire del lavoro sudato si tolga dai piedi.
Non direi che l’opera (diga di Vetto) sia inutile e dannosa, anzi è una grande opportunità da cogliere e valorizzare sopratutto con i cambiamenti climatici in atto. Spero venga realizzata bene, presto e che porti benefici anche a quelli che avversano, ingiustificatamente, la sua realizzazione. Certo che il ministro avrebbe potuto fare l’incontro in centro a Vetto e non nel budello contorto che arriva nel greco dell’Enza. I montanari avrebbero apprezzato. Cordialità Valerio Costetti.
Questo è l’endorsement perfetto per seppellire senza alcun dubbio, oltre che l’inutile e dannosa opera, altri milioni di euro. Che dire se non “grazie Matteo” !