“Nell’aia i soldati nazisti ammazzarono ventiquattro uomini, tra cui il parroco, don Giovanni Battista Pigozzi, e un paralizzato. Il più giovane delle vittime aveva diciassette anni mentre il più anziano ottantadue. In tre riuscirono infine a sopravvivere miracolosamente alla fucilazione, fingendosi morti”: il sindaco Elio Ivo Sassi ricorda con commozione la strage che ottant’anni fa, il 20 marzo 1944, colpì Cervarolo.
Domenica mattina (24 marzo) si terrà nel borgo l’annuale rievocazione. L’appuntamento è per le 10 nel piazzale della strada provinciale, da cui si formerà il corteo per l’aia nella quale si consumò la tragedia e dove, alle 10.15, sarà celebrata la messa e sarà benedetto il complesso monumentale dedicato alle vittime, composto da tre lapidi e un altare votivo, con la deposizione di una corona di fiori. Si proseguirà con il saluto del primo cittadino villaminozzese, la rievocazione dell’eccidio a cura degli studenti della scuola secondaria di primo grado del locale istituto comprensivo e la commemorazione ufficiale da parte dell’onorevole Ilenia Malavasi.

Nel pomeriggio, alle 15.30, a Cerrè Sologno, si rievocherà pure “la battaglia che era scoppiata in zona pochi giorni prima dell’eccidio, il 15 marzo, con gravi perdite – racconta Sassi – sia nelle file dei partigiani, che tuttavia ebbero la meglio, che in quelle tedesche. L’episodio, considerato uno dei combattimenti di maggior rilievo della guerra di liberazione in territorio reggiano, scatenò però la feroce reazione dei militari germanici”. Il ritrovo sarà in prossimità del centro sportivo e sociale del paese, da cui si snoderà un corteo per raggiungere la stele celebrativa dei caduti, con la deposizione di un omaggio floreale e gli interventi dello stesso sindaco e di Wassili Orlandi in rappresentanza delle associazioni partigiane.
Conclude Elio Ivo Sassi: “A Cervarolo (uno dei luoghi simbolo di quel tragico elenco di stragi e violenze subite dalla nostra regione durante il secondo conflitto mondiale), e per esso al nostro Comune, fu concessa, il 6 marzo 1950, la medaglia d’argento al valor militare, a conferma delle sofferenze e del tributo di sangue pagato dalla nostra gente per la libertà, la pace e la democrazia”.
Entrambe le manifestazioni verranno accompagnate dalle note musicali del corpo bandistico di Villa Minozzo.






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