Covid. Verso il coprifuoco alle 22

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Le ipotesi allo studio del governo per contenere il dilagare dei contagi sembrano tutte orientate ad evitare lo spettro del lockdown totale. Quindi all’orizzonte si prevedono attività aperte con misure rigorose di distanziamento e protezione e scuole attive nelle ore diurne e serali, lockdown notturno generalizzato dalle 22 in tutto il Paese. E’ questa la linea del Governo che sembra emergere dalle cinque ore di vertice notturno a palazzo Chigi. Al vertice, chiesto pubblicamente e ottenuto dal Pd nella giornata di ieri dal capodelegazione al Governo Dario Franceschini, si sono confrontate, secondo quanto viene riferito da fonti di maggioranza, due visioni. Quella più immediatamente favorevole ad un immediato nuovo Dpcm nazionale restrittivo a soli quattro giorni da quello di “semi lockdown” di martedì scorso, sostenuta dal Pd del segretario-Governatore del Lazio Nicola Zingaretti e da LeU del ministro della Salute Roberto Speranza. Quella invece più incline ad attendere ancora qualche giorno per misurare gli effetti delle misure in atto che allo stato non possono ancora aver prodotto conseguenze, espressa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai Cinque Stelle, condivisa anche dalla delegazione di Italia Viva. Confronto sui tempi, dunque, più che sulla necessità di intervento.

Si sarebbe quindi concordato di attendere l’esito l’incontro che stamani è in programma con le Regioni per decidere subito dopo se procedere oggi stesso o al più tardi domani con il nuovo Dpcm per il “lockdown notturno” delle 22. O se invece provare ad attendere ancora qualche giorno della prossima settimana. Si terrà in questo quindi molto conto di indicazioni, richieste e sollecitazioni che arriveranno dai presidenti di Regioni circa la situazione sul territorio e le determinazioni che i Governatori intendono assumere in virtù del potere solo restrittivo che il Dpcm giù in vigore loro riconosce. Il ragionamento che viene fatto, in sintesi, è che ove si riscontrasse una determinazione comune o comunque diffusa al lockdown notturno già deciso da alcune Regioni (Campania e Lombardia in testa) non avrebbe senso attendere oltre per una nazionalizzazione del provvedimento destinato a breve ad essere comunque adottato a livello regionale.



C'è 1 Commento

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  1. paolo

    Decreti su decreti, la realtà è mascherina in centri storici obbligatoria all’aperto e 20 persone senza mascherina in salette di 20 mq nelle trattorie di Bologna e dintorni al chiuso….tutta apparenza fuffa e ipocrisia… un poco di dignitosa coerenza non guasterebbe, al contrario tutto al fine di dare un colore politico anche alle mascherine, sì oramai siamo solo mascherine, bianche nere o rosse, ma sempre anonime mascherine.


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