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Giovedì 19.10.2017 ore 03.54
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Davide Zanichelli

Una questione di tatto


di Davide Zanichelli

Premetto che non ho assistito al dibattito tra Vanna Iori e Paolo Crepet a FestaReggio. Ho letto le polemiche successive e ho ascoltato alcune interviste rilasciate dallo psichiatra.



Nella valanga di commenti, distinguo, levate di scudi pavloviane e battibecchi di corrente non ho trovato una – dico una – considerazione sul merito dell’osservazione che ritengo centrale nel discorso di Crepet: “Non mi convince questa corsa alla tecnologia, a dire che l’iPad deve essere lo strumento pedagogico per i bambini, perché questa è una pura e semplice fesseria. I bambini oggi hanno più bisogno di vent’anni fa di giocare con le mani”.

E ancora più in generale, anche rivolto – immagino – ad adolescenti e adulti: “Il telefonino piace a tutti perché è una comodità e ci consente di evitare le emozioni”.

Allora: qui si dicono, a mio avviso, due cose importanti. La prima: pensare di fare il bene dei bambini considerando che i dispositivi touch possano avere un ruolo (evidentemente positivo o migliorativo) nello sviluppo dell’apprendimento è una fesseria. Se lo si pensa e lo si pratica in realtà si fa il male dei bambini, che invece avrebbero bisogno di sviluppare maggiormente abilità manuali (di tutta la mano, non di pollice o indice).



Perché uno psichiatra dice questa cosa strana? Perché il senso del tatto è così sottovalutato nella dinamica dell’apprendimento? Quali sono le conseguenze nel tempo di un senso così basilare che si atrofizza? Quali relazioni intercorrono tra senso del tatto, sviluppo neurologico e sviluppo di capacità relazionali e sociali?

La seconda: i dispositivi tecnologici legati alla gestione delle relazioni ci consentono di evitare le emozioni. Le emozioni, lo sappiamo, costano impegno, fatica, sono rischiose e avrebbero bisogno magari anche di un'educazione specifica, perché se mal gestite sono molto pericolose.

Il telefonino ci separa dalla prova, ci scherma, ci maschera, accelera il percorso senza dover attraversare la prova delle emozioni di una relazione vera, dove due io (non i loro fantasmi) si incontrano e si guardano negli occhi. È indifferente tutto ciò? È salutare nei processi di crescita di bambini e ragazzi?

Il sistema Reggio Children ha certamente una posizione seria, forte e rispettabile su tale questione. Esattamente come altre scuole di pensiero, non meno consolidate e rispettabili, in certi casi anche più diffuse nel mondo (se ne vogliamo fare una questione, per me poco interessante, di numeri), che invece ne hanno un altro.

Su queste questioni fondamentali avrei voglia di ascoltare un confronto serio, aperto, fatto di una dialettica chiara, scientificamente fondata e non autocelebrativa.

Piaccia o no, antipatico o meno, quando uno psichiatra (un medico) dice due cose così importanti indicando la luna che senso ha discutere per due giorni sul suo dito?


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30/08/17 h. 21.27
LARA fantoni dice:

Impavido sarà lei signor Caliceti che nel nome dell'ortodossia edicativa di sinistra ha assunto Reggio Chiildren ad una sorta di reliquia sacra. E sopratutto che strumentalizza la questione per attaccare un po' l'odiato Pd renziano ... Ogni pretesto è buono dalla buona scuola ( che se avesse scritto Bersani sarebbe difesa a spada tratta ) ad una semplice osservazione e provocazione da parte di un noto psichiatra.

30/08/17 h. 16.38
aggiungerei dice:

aggiungerei che la "crescita" dei figli, alla quale una società intera deve contribuire, NON SI FERMA ALLA SCUOLA DELL'INFANZIA.
ANCHE A QUESTO SI RIFERIVA CREPET basta volerlo ascoltare.
In quanto alle nostre scuole dell'infanzia ....diciamocelo pure che non sono più tanto brillanti.....

30/08/17 h. 16.30
dz dice:

Caro Giuseppe, se permetti sul mio blog (ancorché ospite) parlo di quel che voglio ... come faccio in piena libertà da 7 anni.
Queste cose le penso e le scrivo da allora.
Qui il tema è questo: quali domande ci porta incontro il mondo di oggi (tecnologie incluse) nella nostra dimensione di adulti educatori. Perché tutti noi adulti siamo chiamati alla responsabilità di essere anche educatori (come bene ci dice Malaguzzi): chi ha figli, chi non ne ha, chi educa per mestiere e chi di mestiere fa altro.
Su questo sono disponibile ad un confronto. Su altre questioni anche, ma non in questo spazio.

30/08/17 h. 15.30
una utile provocazione? dice:

Non mi piacciono le levate di scudi per lesa maestà a prescindere. E gli ipad e il digitale mi pare che a Reggio Children li utilizzino già da tempo.
Ma a parte questo, siamo sicuri che non ci sia niente di utile nella sollecitazione tribunizia di Crepet? io penso che ci sia. Penso che Reggio Children, che è LA eccellenza reggiana, meriti di essere ben di più di una meta per delegazioni o di una società per consulenze o una vetrina. Veniamo "giù dal pero" con pragmatismo reggiano. Può essere una fucina di nuove idee, una forza nella crisi economica, un motivo di propulsione? Può essere un vero centro di pensiero o magari anche di opportunità e di lavoro (del resto ci sono professionisti che vivono di e per l'educazione, dall'architettura alle pubblicazioni ai corsi al design etc)?. Può essere un marchio vero che quando utilizzato genera risorse serie per mantenere RC senza che per questo si gridi allo scandalo? Può generare proposte nuove, visto che il mondo cambia vorticosamente? Può essere un luogo di formazione permanente o di creatività? RC ha avuto moltissimo dalla città, che a sua volta ne ha beneficiato, ne è orgogliosa e se è nota nel mondo per qualcosa lo deve a Malaguzzi. ok ma siamo sicuri che sia sostenibile questo primato se non si prova a evolvere?

30/08/17 h. 13.03
giuseppe caliceti dice:

quelli che nella vicenda Crepet non sopporto proprio, sono quelli che sdrammatizzano, o, peggio, che dicono, "ma dai, parliamo di quello che lo psichiatra ha detto sulla tecnologia e l'educazione senza andare fuori dal seminato", dai, dai, stiamo sul pezzo, come l'amico davide zanichelli... e quelli che, anche, dicono, postano, a rimorchio, ecco, finalmente delle persone intelligenti ... mamma mia che impavidi... da rabbrividire.... dai, davide, adesso però, visto che sei uomo pubblico a capo di palazzo magnani, dicci anche cosa ne pensi di quello che Crepet ha detto su reggio children, siamo curiosi......

30/08/17 h. 12.39
Stefano dice:

Leggi l'ottimo libro di Gardner, App Generation

30/08/17 h. 12.28
Adolf dice:

Il fenomeno Reggio Children è volutamente e fortemente sopravvalutato, per ovvie ragioni politiche.
In realtà la gestione e l'efficienza degli asili reggiani fa abbastanza schifo, in perfetta sintonia con la media nazionale.

30/08/17 h. 12.21
cg dice:

davide, condivido quanto dice create sulla questione. però vorrei sapere cosa pensi tu su, che hai un ruolo pubblico, su quello che ha detto su reggio children. dai, non facciamo i furbi. il tema è quello. dunque?

30/08/17 h. 11.13
Massimo dice:

Crepetin TV non mi è mai piaciuto tanto, dal vivo l'ho rivalutato.

Concordo in pieno con questo articolo, aggiungerei il tema finale di Crepet : i genitori devono fare i genitori e non essere "amici" dei propri figli.

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