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Sabato 20.09.2014 ore 21.59
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Una cultura pacifica tra donne e uomini


di Sel Modena

A fronte di una società che ha ancora in sé il fenomeno diffuso del femminicidio, della violenza domestica, dello sfregio mediatico del corpo e dell’identità femminile, della percentuale irrisoria di donne nei luoghi decisionali, delle barriere all’accesso del lavoro, della minor retribuzione sul lavoro delle donne pur a parità di mansioni e competenze, della umiliazione delle lettere di licenziamento firmate in bianco, dell’insufficienza di asili, della mancanza di una cultura di gestione condivisa della casa, del conseguente mantenimento del doppio ruolo per le donne che lavorano fuori e dentro casa, della difficile conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, della mancanza per le donne di tempo libero per sé e dei continui attacchi all’autodeterminazione della donna rispetto al tema del generare, davvero possiamo permetterci di fare a meno di un’eccellenza nazionale ed europea come Il Centro Documentazione Donna di Modena?

I recenti tagli da parte delle amministrazioni locali, arrivati fino al 40%, stanno strozzando la vitale capacità di progettazione, ricerca, elaborazione ed offerta dei servizi del Centro che, ad oggi, si vede impossibilitato a programmare le proprie attività per l’anno 2012.

Le istituzioni modenesi hanno la responsabilità di onorare il patto stretto nel 1997 con il Cdd per la valorizzazione della cultura delle donne e dell’ottica di genere. L’alternativa è dire con parole politiche chiare che si ritiene conveniente per la collettività buttare a mare il patrimonio e la sua messa a disposizione di 9.000 fra libri e materiali grigi prodotti in occasione di convegni e seminari e di una quantità enorme di materiale archivistico catalogato ed inventariato nella rete nazionale degli Archivi del Novecento, riconosciuto di interesse storico e, per questo, sottoposto alla tutela della Sovraintendenza archivistica ministeriale.

Il patrimonio archivistico conta, tra le varie cose, 2.500 faldoni di materiale archivistico, 7.963 fotografie, 1.105 manifesti, 1300 audiocassette di iniziative e fonti orali e proviene da fondi personali e collettivi tra i quali quello dell’On.Gina Borellini Medaglia d’Oro della Resistenza, delle Senatrici Isa Ferraguti e Maria Vittoria Mezza e delle Associazioni Soroptimist, Udi, Casa delle Donne, Associazione nazionale delle Consigliere di Parità, ecc…

Diversamente da quanto credono persone come la consigliera comunale Vecchi, non bastano le leggi contro la violenza sulle donne perché, affinché le leggi vengano rispettate, occorre creare una coscienza collettiva che renda possibile il rispetto delle norme. Una cittadinanza preparata e consapevole relativamente ai temi del rispetto delle differenze di genere costituisce la miglior forma di prevenzione ai comportamenti violenti messi in atto contro le donne, di qualunque entità essi siano.

La prevenzione, allora, si realizza a partire dalla diffusione di una cultura pacifica nella relazione tra donne e uomini. Fare prevenzione facendo cultura è stato per il Cdd l’obiettivo che ha sempre animato le sue attività. Diffondere una cultura di genere non significa ghettizzare le donne, o come afferma la consigliera Vecchi, rinchiuderle in una “riserva indiana”, significa piuttosto dare visibilità e diffusione a pensieri e pratiche femminili che, nel corso del tempo, sono sempre stati rimossi dalla cultura ufficiale, nascosti, censurati, annacquati, predati. Le stesse parole con le quali Sel può dire politicamente il proprio pensiero su questa vicenda sono il risultato di queste elaborazioni che, avendoci arricchite ed arricchiti anzitutto come cittadine e cittadini, siamo convinti di dover difendere.

Invitiamo, per questo, le iscritte e gli iscritti di Sel e la cittadinanza tutta a firmare presso il Cdd di Modena di via Canaletto 88 (http://www.cddonna.it) l’appello per chiedere un segnale forte alle amministrazioni pubbliche affinché venga trovata una soluzione strutturale dei problemi di questo indispensabili istituto culturale.

Per Sel Modena:
Serena Ballista
Giuditta Perricone
Daniela Raneri
Elisa Sonego
Manuela Corradi
Giuseppe Morrone
Paola Manzini
Cristian Favarin
Gianni Ballista
Vittorio Molinari
Francesca Desiderio
Francesca Garagnani
Andrea Bosi
Marco Cugusi


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