Lunedì 25 giugno
"Apprendiamo dalla stampa che si sono chiuse le indagini nei confronti degli indagati ex dipendenti Burani William, Fabio Muleo e dell'attuale funzionario commerciale Montanari Wainer - si legge in una nota di Transcoop - Notiamo, da parte della stampa, una erronea assimilazione fra i tre indagati e la Transcoop, intesa come società cooperativa, la quale non ha mai ricevuto alcuna notifica che la coinvolga nell'indagine appena conclusa. Precisiamo che l'unica notifica ricevuta da Transcoop è la richiesta proveniente dalla Procura di Reggio di poter accedere ed acquisire copia di documenti, che sono stati tutti esibiti e consegnati con la massima e collaborazione".
"Ribadendo la nostra completa fiducia nell'operato della magistratura, siamo convinti che le persone indagate sapranno dimostrare la loro completa estraneità ai fatti loro addebitati - prosegue la nota - Precisiamo infine che i rapporti tra Transcoop e la stazione appaltante ex Agac, oggi iren, erano e sono sempre stati improntati alla massima trasparenza e correttezza tariffaria, ed è del tutto fuorviante quanto si legge negli articoli di stampa con riferimento ad una 'maggiorazione eio supplemento' fatturato da Transcoop aila ex Agac rispetto alle tariffe dell'appalto. Chiunque abbia un minimo di familiarità con la materia degli appalti pubblici, conosce benissimo che ciò non può accadere".
Domenica 24 giugno
E' stato recapitato ai tre responsabili dell'ufficio commerciale di Transcoop,
indagati a vario titolo per estorsione e minacce, l'avviso di chiusura indagini. Nel mirino della Procura di Reggio l'ex direttore generale William Burani, il responsabile settore rifiuti Vainer Montanari e Fabio Muleo, ex dipendente.
L'inchiesta è partita da una denuncia sporta dal titolare dell'azienda di trasporti Paride Vacondio. Nel 2004, per aggiudicarsi un appalto dell'allora Enìa per la raccolta di fanghi e la pulizia di letti di essiccamento di impianti di depurazione, la Transcoop aveva formato un'associazione temporanea di impresa (Ati) con la Vacondio Paride & Co e un'altra ditta di Cremona. L'appalto fu vinto dalla Ati.
In seguito, però, sarebbero sorte irregolarità nei pagamenti: la coop avrebbe fatturato a Enìa l'intero importo dei lavori eseguiti a scadenze fissate, comprendenti anche la parte della Vacondio. A sua volta l’azienda di Gualtieri avrebbe fatturato a Transcoop la sua parte. Tali fatture, tuttavia, non sarebbero state pagate per intero: i responsabili di Transcoop avrebbero trattenuto il 7% dell’importo per la cooperativa, giustificando il pagamento ridotto con un contratto di affitto fittizio per un terreno di proprietà di Transcoop dato in locazione alla Vacondio.
Scaduto il primo affidamento dei lavori con Transcoop, Vacondio decise di partecipare con una seconda Ati a un'altra gara di appalto indetta da Enìa per la raccolta di fanghi di impianti di depurazione. Montanari avrebbe suggerito a Vacondio di non remare contro la cooperativa.
In un comunicato stampa successivo, Transcoop dichiarava di "aver prestato la massima collaborazione con gli inquirenti consegnando la documentazione dagli stessi richiesta e di essere a disposizione, con assoluta trasparenza, per ogni ulteriore necessità dell’indagine, nella serena convinzione che le accuse rivolte agli indagati risulteranno del tutto infondate". "Transcoop che vede nel suo stesso statuto un richiamo al principio di legalità assicura di aver sempre operato nel più ampio rispetto delle norme di legge, anche a tutela delle imprese socie e della Clientela sia privata che pubblica, esprime la propria fiducia nell’operato della magistratura" concludeva la nota.