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Venerdì 24.05.2013 ore 22.39
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Tra Reggio, Parma e Lodi sequestrati 21mila kg di falsi alimenti Dop


Le attività svolte dal Nac (Nucleo antifrodi dei carabinieri) di Parma hanno portato i militari ad effettuare controlli straordinari e verifiche nel comparto agro-alimentare delle province di Reggio, Parma e Lodi e al riscontro di numerose irregolarità, quantificabili in oltre 20mila kg di prodotti alimentari sequestrati in quanto falsamente indicati come Dop (Denominazione di origine protetta) per un valore complessivo di oltre 730mila euro. I controlli sono stati sviluppati anche con la collaborazione degli organi di vigilanza dei Consorzi dei principali marchi di qualità, con i quali i Nac hanno avviato un programma di collaborazione per contrastare l’agropirateria.

In particolare le principali irregolarità hanno riguardato 3 industrie agroalimentari in provincia di Modena, Reggio e Lodi nelle quali sono stati sequestrati oltre 7mila kg di alimenti indicanti impropriamente la sigla Dop “Parmigiano Reggiano” e “Grana Padano” e nei confronti delle quali sono state emesse sanzioni amministrative pari a 78mila euro; in provincia di Parma, inoltre, sono stati sottoposti a sequestro 2.409 prosciutti di Parma Dop declassati a prosciutti comuni senza la prevista autorizzazione ministeriale. In questo caso sono state comminate sanzioni amministrative per circa 200mila euro.

Durante la maxi-operazione, proprio in provincia di Reggio, sono state segnalate anche 21 posizioni amministrative irregolari di lavoratori per i quali non è risultata documentata la presenza al lavoro per non corrispondere i contributi salariali dovuti, per un'evasione stimata complessivamente in 235mila euro. Questa volta a coadiuvare i Nac sono stati i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e i funzionari dell’Ispettorato provinciale.

"Le truffe e le sofisticazioni alimentari causano un danno enorme agli agricoltori e ai consumatori - commenta la Confederazione italiana agricoltori di Reggio - Non solo si ingannano i cittadini, mettendo a rischio la loro salute, ma si mina la credibilità dell’intero settore agroalimentare italiano, conquistata negli anni proprio grazie alla qualità dei suoi prodotti tipici. Bisogna continuare su questa strada, intensificando gli accertamenti e inasprendo le sanzioni contro chi illegalmente adultera o tarocca il cibo. In Italia le frodi alimentari sono tante e diffuse e muovono un giro d’affari da ben tre milioni di euro al giorno. Soldi sottratti ai produttori onesti che ogni giorno lavorano su tecniche di produzione ad altissimo standard qualitativo, attestato dalle certificazioni europee come Dop, Igp e Stg".

Solo nel 2009, come ricorda la Cia, ci sono stati oltre 700mila controlli da parte delle forze dell’ordine (Nas, Icqrf, Corpo forestale, Agenzia delle dogane, Sistema di allerta comunitario, Capitanerie di porto, carabinieri per le Politiche agricole e alimentari) per un totale di 41 milioni di kg di merci sequestrate pari a un valore economico di 145 milioni di euro.

"E' ora di usare la tolleranza zero nei confronti di chi sofistica e inquina gli alimenti - propone la Cia - rendendo sempre più rigorosi i controlli e salate le sanzioni. Non lo chiedono solo gli agricoltori ma anche i cittadini. Per nove consumatori su dieci, infatti, proprio la sicurezza dei cibi è al primo posto nelle scelte di consumo alimentari".


Ultimo aggiornamento: 09/03/11

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