Il percorso artistico di Giovanni Sesia si pone a metà fra pittura e fotografia, infatti l’artista rielabora lastre e scatti fotografici con tecniche più propriamente pittoriche.
L’origine di questa operazione va relazionata al ritrovamento di diverse pellicole e lastre fotografiche antiche, di particolare interesse si sono rivelate alcune immagini provenienti da un istituto psichiatrico lombardo.
Le immagini scelte da Sesia evocano la storia e la memoria e questa tendenza lo ha portato a privilegiare sempre più volti, luoghi e oggetti.
Sull’immagine fotografica l'artista innesca tutto il suo istinto e la sua ricerca artistica e l'equilibrio che l'opera trasmette è dato dalle pennellate e dalla grafia, segni che creano una sinergia tra spazi pieni e vuoti, ma in perfetta combinazione tra loro. Dalle antiche lastre trovate nei manicomi, alle vecchie immagini rinvenute, agli scatti da lui eseguiti, i soggetti scelti appaiono al tempo stesso lontani e familiari ed hanno la forza di penetrare nell'anima e di chiedere di non essere dimenticati. Sesia li riscatta dall'oblio e li offre a colui che li guarda con rispettoso amore. I soggetti, scelti con estrema cura e passione, ci appaiono antichi ed atavici ed il solco in cui l'artista si muove è inevitabilmente intriso di tradizione. Utilizza abilmente i colori caldi della terra, i bruni, l'ocra e poi la ruggine per porre l'accento sull'umanità dei suoi soggetti.
Sostenuto dalla critica e dal pubblico, Giovanni Sesia si sta imponendo sempre più sulla scena nazionale ed internazionale. Ha tenuto numerose mostre personali in Italia e all'estero tra le quali: "Fugit Irreparabile tempus" alla Galleria Movimento di Milano e "Di madri e di terra" allo Studio Forni di Milano nel 2010; nel 2009 alla Galleria Samagra di Parigi e alla Galleria Vision Quest di Genova.
Giovanni Sesia nasce a Magenta (Milano) nel 1955. Dopo aver frequentato l'Accademia di Brera a Milano inizia a realizzare dipinti caratterizzati dall'accentuato cromatismo e dal segno forte. In seguito la sua pittura si sviluppa sulla ricerca tonale e sul contrasto tra luci e ombre lavorando tra astratto gestuale e suggestioni figurative. E' in questo periodo che si avvicina alla fotografia quale mezzo tecnico da affiancare all'espressività pittorica. L'artista riesce a raggiungere un perfetto equilibrio fra i due linguaggi espressivi, senza farne prevalere l'uno sull'altro e in modo che l'uno aiuti l'altro a superare il proprio limite. La svolta è alla fine degli anni 90 quando viene in possesso di un vecchio archivio fotografico di un ospedale psichiatrico in abbandono. Attualmente vive e lavora a Magenta.
Per maggiori informazioni:
http://www.giovannisesia.com/it/
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