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Reggio. Teatro, la figura di Pietro Manodori


La Reggio che vediamo e in cui viviamo si deve in parte anche a Pietro Manodori. Sindaco di Reggio Emilia, fondatore e presidente della Cassa di Risparmio, presidente del Monte di Pietà e della Casa di Carità, tra i fondatori della Croce Rossa, Manodori fu un personaggio di spicco per il territorio reggiano nell’Italia risorgimentale e figura di riferimento durante le crisi economiche e sociali del periodo.


 
Nato sulle pendici del monte Valestra, il 21 marzo 1817, rimase per tutta la vita legato alle proprie radici montanare, anche quando gli incarichi pubblici lo spinsero a trasferirsi in città.
 
Per conoscere l'impegno sociale e civile di Pietro Manodori, nel bicentenario della nascita, la Fondazione che porta il suo nome ha organizzato un incontro pubblico per sabato 25 marzo alle ore 11 alla Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia.
Il presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, traccerà un breve profilo biografico, il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, parlerà di Manodori primo cittadino della città dal 1860 al 1872, l'economista Giovanni Fracasso illusterà la creazione della Cassa di Risparmio di Reggio Emilia e lo storico Alberto Ferraboschi approfondirà la nascita della scuola d'infanzia in via Mari ad opera del Manodori.
 
A partire dal 1849 - e per 28 anni - è presidente del Monte di Pietà, nel 1852 fonda la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia che guida per 25 anni. Grazie alle proprie relazioni e alle capacità che gli venivano riconosciute, a partire dal 1850 si attiva per allestire un asilo per bambini poveri che rischiavano di morire per fame e malattie, con l'intendo di dare loro anche un'istruzione e un'educazione di base.
Nella Reggio di metà ottocento, l’iniziativa rappresenta un atto coraggioso e lungimirante. L’Asilo d’Infanzia Pietro Manodori, per un ampia fascia sociale, diventa quindi una conquista e il riscatto da una situazione d’indigenza e di precarietà. Avrà sede a Palazzo da Mosto e continuerà ad essere per tutto il Novecento laboratorio di importanti sperimentazioni pedagogiche.

 
Grazie ai suoi meriti, al suo intenso lavoro a favore dei meno abbienti e ai suoi rapporti con famiglie e persone influenti della sua epoca, Pietro Manodori viene eletto sindaco di Reggio e confermato in carica per quattro trienni consecutivi.
Particolarmente interessato ai problemi dell’educazione, dà comunque impulso a numerose altre attività, con energia e determinazione.
 
Tra le opere pubbliche di maggiore rilievo, la selciatura delle strade di Reggio, la costruzione di un teatro dell’area della cittadella, l’incanalamento del canale di Secchia nel canale Tresinaro. Manodori rilancia e sostiene allo stesso modo l’attività commerciale e quella culturale della città. Sotto il suo governo viene istituito il mercato delle tele e delle manifatture e l’esposizione biennale e si programmano le corse dei cavalli, la fiera del bestiame e dell’agricoltura. Parimenti, promuove l’acquisto del Casino dell’Ariosto e l’appalto di spettacoli teatrali con artisti di rilievo.

 
A lui si deve infine il decreto per la nuova denominazione della città e del comune ‘Reggio nell’Emilia’, ‘per togliere gli equivoci che nascono con l’altra Città omonima delle Calabrie’.
Passione, impegno, competenza e felici intuizioni che ci hanno lasciato istituzioni che sono tuttora un punto di riferimento per la nostra comunità.
Tra queste, la Fondazione Manodori che ha ereditato la funzione di sostegno alle classi sociali più deboli e l’attenzione ai bisogni della comunità dal Monte di Pietà e dalla Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, nel 1991, quando l’attività di beneficenza venne separata da quella della gestione del credito.  
La Fondazione di Reggio Emilia che, unica in Italia tra quelle derivate dalle Casse di Risparmio, non a caso porta un nome: quello di Pietro Manodori.
 


Ultimo aggiornamento: 21/03/17

12/04/17 h. 18.35
Fausto Poli dice:

Manodori, da come viene descritto un uomo che seppe sviluppare Reggio Emilia, nonostante il periodo storico. Leggo che fu benefattore e penso' ai meno abbienti.

Bene, mi sembra giusto ricordarlo.

21/03/17 h. 16.00
Gonzaga dice:

Un grande! L'intuizione che banche e territorio devono andare di pari passo......altro che la storia della banca universale fatta per allontanare i capitali e farli gestire per speculazioni lontane invece di far crescere aziende e finanziare la casa delle famiglie nell'area di riferimento.

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