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Giovedì 23.02.2017 ore 17.12
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Reggio, bene l'occupazione nel primo trimestre


Il 2017 parte bene sul fronte dell'occupazione nella nostra provincia. Secondo le analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sul monitoraggio dei fabbisogni professionali delle imprese che Unioncamere e il sistema camerale, in accordo con il Ministero del Lavoro, svolgono tramite l'indagine Excelsior, il primo trimestre dell'anno si chiuderà, infatti, con un saldo positivo di oltre 2.700 posti di lavoro contro i 1.040 dello stesso periodo dello scorso anno.

 
Da gennaio a marzo, le analisi camerali parlano di 5.710 nuove entrate nelle imprese della provincia a fronte di un numero di uscite (scadenza del contratto, pensionamento o altri motivi) che dovrebbe invece attestarsi a quota 2.970.
Dei quasi seimila ingressi previsti, 2.250 saranno lavoratori dipendenti, 1.920 saranno interinali, 800 collaboratori coordinati e continuativi e 740 collaboratori a partita IVA o occasionali.
 
Fissando l'attenzione in particolare sui 2.250 lavoratori dipendenti, il 43,6% delle assunzioni riguarderà giovani under 30 (contro una media nazionale del 34% e del 32,9% per l'Emilia Romagna) mentre la quota di assunzioni in rosa sarà di appena il 13% ma, aggiungendo una quota di assunzioni per cui il genere è ritenuto ininfluente, la percentuale potrebbe più che raddoppiare, raggiungendo il 28%.
 
"Queste previsioni - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - confermano bene l'andamento registrato nel 2016, che secondo le prime stime si è chiuso con un incremento dell'occupazione pari al 2,4%".
"Un dato confortante - aggiunge Landi - soprattutto alla luce del fatto che la crescita del Pil, stimata nell'1,3%, si è tradotta in lavoro e occupazione e in un aumento del reddito disponibile per le famiglie (+2,4%), fattori fondamentali per poter parlare di un miglioramento della situazione economica e sociale del nostro territorio".
Dalle analisi della Camera di Commercio emerge che nel primo trimestre 2017 il 43,7% degli ingressi in azienda di lavoratori dipendenti avverrà in modo stabile, cioè con contratto a tempo indeterminato (29,9%) o di apprendistato (13,8%). Un altro 46,3% (1.040 nuove entrate) sarà invece a tempo determinato, strumento utilizzato non solo per far fronte a picchi di attività (che riguardano circa un terzo degli ingressi di personale con contratto a termine) ma anche, nel 50,2% dei casi, come periodo di prova per valutare una futura assunzione stabile. 
 
I nuovi contratti saranno siglati, per circa due terzi, nel comparto dei servizi (1.420 ingressi) distribuiti fra commercio e turismo-alloggio-ristorazione (350 assunzioni per ognuno dei settori), servizi alle persone (300) e servizi avanzati di supporto alle imprese (120); le restanti assunzioni nel terziario riguarderanno gli altri servizi (trasporti e logistica, editoria, telecomunicazioni, finanza, immobiliare, vigilanza, pulizie, ecc.).
Delle 830 nuove entrate previsti nel settore manifatturiero, 500 saranno destinate alle industrie metalmeccaniche ed elettroniche, 270 nelle altre industrie (alimentari, tessile-abbigliamento, ceramica, gomma-plastica, legno, utilities, ecc.), mentre i restanti ingressi andranno nelle costruzioni.


Ultimo aggiornamento: 16/02/17

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