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Sabato 03.12.2016 ore 10.36
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Referendum, giovedì primo dicembre Cgil e Comitato per il No a Reggio con Maurizio Landini


In diretta video dal Palazzetto dello sport di Reggio la manifestazione di Cgil e Comitati per il No al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre.



Dopo le numerose iniziative organizzate in città e in provincia negli ultimi mesi, giovedì primo dicembre sarà il segretario della Fiom Maurizio Landini - in rappresentanza della Cgil - a concludere la campagna referendaria per il "No" alla riforma costituzionale durante un'iniziativa promossa dal sindacato stesso e dal Comitato provinciale per il No (di cui la Cgil non fa parte) in programma dalle 19 alle 23.30 al palazzetto dello sport di via Guasco a Reggio.



Diversi gli ospiti di una serata che vuole essere di approfondimento ma anche di intrattenimento. Porteranno il loro contributo lo scrittore Patrick Fogli, il deputato emiliano-romagnolo di Sinistra Italiana Giovanni Paglia e la deputata reggiana del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni. E ancora i consiglieri regionali Silvia Prodi (Pd) e Piergiovanni Alleva (L'Altra Emilia-Romagna), l'europarlamentare di Possibile Elly Schlein, Paolo Ferrero del Prc, l'assessore comunale di Reggio Mirko Tutino, il vicesindaco di Reggio Matteo Sassi e il presidente del circolo Arci Tunnel Marco Vicini.

Dal palco interverranno anche Silvia Manderino del coordinamento di Democrazia Costituzionale, Alfiero Grandi del Comitato nazionale per il No, il vicepresidente dell'Anpi Alessandro Pollio Salimbeni e il giornalista Luca Telese. A coordinarli la giornalista radiofonica Francesca Fornario. Dopo la parte di serata dedicata al referendum, dalle 22 saliranno sul palco Cisco e Lassociazione.

La portavoce dei Comitati per il No di Reggio Rina Zardetto ha ricordato che i comitati sorti a livello provinciale sono stati 16 in 42 Comuni, con oltre 90 iniziative negli ultimi tre mesi.

Il segretario della Cgil reggiana Guido Mora, invece, ha evidenziato che “il sindacato non ha aderito a nessun comitato ma questo non ha significato che la Cgil sia stata a guardare o sia rimasta neutrale di fronte a quanto sta succedendo, che ci riguarda tutti. Siamo una grande organizzazione che ha nella Costituzione il suo riferimento prioritario sin dal dopoguerra".

"Questa riforma non ci convince - ha aggiunto Mora - perché non affronta i problemi della gente comune, non affronta i problemi drammatici sul piano sociale ed economico e non risolleva il paese: è una riforma voluta dai poteri forti che non viene dal basso e non migliora le condizioni di chi ha subìto leggi come il Jobs Act o la Buona Scuola. Se questa riforma costituzionale passa ci saranno rischi molto seri per la democrazia del nostro paese".


Ultimo aggiornamento: 01/12/16

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