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Mercoledì 19 ottobre a Reggio la presentazione del libro "Logistica" di Giorgio Grappi


La Camera del lavoro di Reggio, insieme alla Filt-Cgil e al Centro studi R60, hanno organizzato per mercoledì 19 ottobre alle 18 nei locali della Ghirba di via Roma a Reggio la presentazione del libro "Logistica" (Ediesse) di Giorgio Grappi, ricercatore reggiano all'Università di Bologna, componente del Coordinamento migranti di Bologna e del collettivo Connessioni Precarie.



Assieme all'autore discuteranno il segretario della Cgil reggiana Guido Mora, Antonio Mattioli della Cgil dell'Emilia-Romagna e Marco Righi, segretario della Filt-Cgil di Reggio.

L'iniziativa arriva a circa un mese dalla tragica morte dell'operaio egiziano Abd Elsalam Ahmed Eldanf, travolto da un tir durante un presidio sindacale davanti ai cancelli della sede piacentina della Gls, e in occasione della manifestazione regionale che si terrà proprio a Piacenza sabato 22 ottobre per chiedere più sicurezza sul lavoro, legalità e rispetto dei contratti nazionali negli appalti.

Il volume servirà per entrare dentro una realtà dai più spesso relegata agli ambiti specialistici del trasporto merci e che invece, come racconta l'autore, permea e plasma il modello sociale e politico in cui viviamo.

“La logistica nel suo complesso – ha spiegato infatti Grappi – non è solo uno specifico comparto, né riguarda soltanto magazzini, distribuzione e trasporto, ma incide sull'organizzazione complessiva del lavoro e sulla sua organizzazione politica”.

Il libro prova ad offrire chiavi di lettura innovative sui temi della globalizzazione, della trasformazione della forma-Stato e degli equilibri globali. “Con “logistica" si intende infatti l’insieme di decisioni, movimenti, strumenti, infrastrutture, mezzi di trasporto e software che costituiscono la dimensione globale dell’attuale fase dello sviluppo capitalistico".

"Le trasformazioni del processo produttivo e dei trasporti hanno portato tutto ciò che ruota intorno alla logistica a ridefinire gli spazi tradizionali della politica e dell’autorità: zone economiche speciali, corridoi e porti sono così divenuti altrettanti snodi all’interno di una nuova mappa del potere globale”.

Le lotte dei facchini, in questo senso, rappresentano la punta più alta della precarietà di un sistema che in realtà investe tutto il mondo del lavoro, dove sempre più frequentemente la competitività viene perseguita quasi soltanto agendo sul costo del lavoro e sulla diminuzione dei diritti: “In queste lotte in gioco non c'è solo un contratto di lavoro – ha concluso Grappi – ma le condizioni politiche che determinano la precarietà in cui si trova tutto il lavoro”. 


Ultimo aggiornamento: 18/10/16

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