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Materne primarie paritarie, in autunno referendum su fondi comunali


Sarà consultazione popolare sui finanziamenti comunali alle scuole materne primarie paritarie. In autunno, infatti, un referendum chiederà ai bolognesi di esprimere il proprio voto. Il referendum è stato proposto da "Articolo 33".



Il quesito chiede ai cittadini "quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d'infanzia paritarie a gestione privata venga ritenuta più idonea per assicurare il diritto all'istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell'infanzia". Le proposte sono: utilizzarle per le scuole comunali e statali oppure utilizzarle per le scuole paritarie private.

Il Comitato Articolo 33 è un gruppo di 400 cittadini di Bologna che ha come scopo quello di effettuare un referendum consultivo in materia di finanziamenti comunali alle scuole private paritarie, poichè in "città esiste un'opinione pubblica laica e maggioritaria, contraria allo sperpero del denaro dell'Amministrazione in elargizioni alle scuole private paritarie" mentre "le forze politiche si sono allontanate dal chiaro dettato della nostra Costituzione laddove, all'articolo 33, chiaramente enuncia che: L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento; la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi; enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato; la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali, è prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale; le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato".

L'assessore comunale alla Scuola Marilena Pillati stronca la decisione del comitato dei garanti che ha sancito l'ammissibilità del referendum sui finanziamenti comunali alle scuole paritarie: "Il quesito è fuorviante. La consultazione è ginnastica ideologica. Non è rispettato il requisito della chiarezza, dell'univocitá e della coerenza logica. A settembre i bambini devono poter andare a scuola". Fare il referendum (una volta raccolte le 9mila firme necessarie) costerà 500mila euro.


Ultimo aggiornamento: 26/07/12

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