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Giovedì 23.03.2017 ore 13.14
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Manodori e Confcooperative, confronto sul welfare reggiano


Due specifici bandi ("Welcom" e il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile) e un impegno del tutto inedito e corposo (500.000 euro) per accrescere le garanzie delle imprese sociali che ricorrono a finanziamenti di Banca Prossima per promuovere nuovi investimenti. E' con questi tre interventi - che vanno oltre i contributi ordinari annualmente erogati - che la Fondazione Manodori si propone come uno dei grandi motori di innovazione in campo sociale nel nostro territorio e rafforza la sua azione a sostegno delle associazioni e delle cooperative sociali.


 
Questa decisa svolta - cominciata nel 2016 e oggi completata proprio con il via (deciso martedì) alla convenzione con Banca Prossima - è emersa dal confronto tra le coop sociali di Confcooperative e i dirigenti della Fondazione: Riccardo Faietti, componente del Consiglio di amministrazione, e Enea Burani, membro del Consiglio generale su indicazione del Forum del Terzo Settore. 
 
"Nel nostro territorio - ha detto Burani - esiste un immenso patrimonio rappresentato dalle associazioni del volontariato e dalle cooperative sociali, rispetto al quale l'obiettivo primario è quello di consolidare una nuova rete di lavoro e di relazioni  che assicuri maggior valore al lavoro di ciascuno e maggiori integrazioni tra azioni e progetti che coinvolgono e hanno ricadute rilevantissime su persone, famiglie, servizi, coesione sociale". 
 
E un primo banco di prova - come è emerso dall'incontro in Confcooperative, aperto dal presidente del settore delle coop sociali, Luigi Codeluppi - potrebbe essere già l'imminente avvio dei gruppi di lavoro impegnati sul progetto "WelCom" e, in particolare, su "cantieri di comunità" (incentrati sul sistema di welfare di  area Nord, stazione, quartiere Mirabello e Santa Croce), la ricostruzione di legami di comunità e il lavoro rispetto alle nuove fragilità. 
 
Un esempio di come la Fondazione Manodori - ha detto Riccardo Faietti - si fa promotore di nuove relazioni e azioni comuni tra pubblica amministrazione, associazioni e cooperative sociali e di una modalità di coprogettazione che va ben oltre i confini della contribuzione ordinaria che sarà comunque mantenuta a beneficio dei singoli progetti presentati da questi grandi protagonisti del welfare reggiano". 
Una linea esplicitamente apprezzata dal presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi. "Queste nuove azioni, che investono anche quelle povertà educative che vedono impegnate diverse cooperative sociali - ha detto Caramaschi - sanciscono il passaggio da una semplice interlocuzione ad una più marcata e autentica collaborazione, sicuramente più adeguata alle tante emergenze che il pubblico e il privato sociale si trovano ad affrontare in una logica di sussidiarietà". 
Dati significativi, poi, sono emersi a proposito della attuale relazione tra Fondazione e coop sociali sulla contribuzione ordinaria. 
 
Nel 2016 - ha ricordato il responsabile dell'area welfare di Confcooperative, Roberto Magnani -  le quasi 80 cooperative e imprese sociali di Confcooperative hanno presentato alla Fondazione 24 domande per un ammontare complessivo di 703.000 euro a fronte di progetti il cui valore ha sfiorato gli 1,7 milioni. Quasi il 24% - dato largamente superiore a quello del 2015 -  della richiesta complessiva è stato accolto dalla Fondazione, con una erogazione pari a 167.000 euro, nell'ambito di una relazione - ha detto Magnani - "che non si è però esaurita in queste cifre, ma ha consentito di misurare gli effettivi e positivi impatti delle azioni sostenute". 


Ultimo aggiornamento: 15/02/17

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