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Primo Gonzaga

La guerra dei mercati


di Primo Gonzaga

Oggi è Cominciata la Guerra dei mercati tra Germania e Italia. 

Finirà come nel 2011 oppure oggi gli eserciti in campo sono differenti?
 
Nell’immagine abbiamo riportato uno Stuka, famosissimo aereo tedesco che imperversò nei primo mesi della Seconda Guerra Mondiale. Lo Stuka in realtà non era un aereo potente e nemmeno tanto efficiente, ma aveva una funzione: terrorizzare le colonne di soldati e carri che attaccava. Era dotato di poche bombe e non era molto preciso, ma faceva attacchi al suolo in picchiata e per spaventare ancora di più, lo avevano dotato di potenti sirene che azionava mentre scendeva procurando un fischio caratteristico che terrorizzava chi era a terra e portava totale scompiglio tra le truppe avversarie. 
L’immagine è adattissima a spiegare cosa sta succedendo ora sui mercati finanziari. Da qualche giorno è iniziato l’attacco al BTP italiano.  Più Lega e M5S dialogano e più le vendite crescono. In parallelo c’è un continuo alzare i toni dai vari Commissari UE e dai loro lacchè sulla stampa Italiana. Il ritornello è sempre lo stesso:  l’Italia deve ridurre i debiti e fare le riforme, gli Italiani sono dei bambini incapaci che hanno bisogno di essere inquadrati dalle sane regole UE (in realtà tedesche). Insomma lo stesso identico modello del 2011 quando dopo mesi di trattative il Governo in carica rifiutava la Troika e il prestito capestro UE/FMI (che significava abdicare alla nostra indipendenza) e la Merkel/Napolitano imposero Monti.  
Lo Stuka utilizzato nel 2011 per attaccare l’Italia fu Deutsche Bank che cominciò a vendere i nostri BTP e soprattutto disse a tutti che vendevano. I giornali, a cominciare dai nostri (Corrierone Repubblica e Sole24Ore) che come le sirene degli Stukas dovevano creare terrore, cominciarono a martellare con notizie terrificanti . 
 
In questi casi di solito interviene l’esercito per tentare di fermare l’attacco. L’esercito sono le Banche Centrali, ma la Banca D’Italia inquadrata dentro le armate UE non poteva intervenire e la BCE prese tempo. 
 
Insomma l’attacco fu facilissimo, senza alcuna opposizione e in pochi mesi l’Italia capitolò.  Nessuno ricorda che con Monti i debito aumentò moltissimo e non furono i mercati a salvare l’Italia ma l’Intervento della BCE  (il famosissimo “Faremo qualsiasi cosa necessaria “ di Draghi) . 
Ora si sta giocando una partita analoga. La UE a guida Tedesca si trova un Governo in Italia che non vuole , un Governo che dichiara di voler riprendere in mano le leve dell’economia Italiana. 
Ed ecco che dopo 2 mesi di tregua sono ripartiti gli Stukas con le vendite sui mercati (bombe) e le sirene a tutto volume (i media che amplificano i discorsi dei Commissari UE)
 
Andrà ancora nello stesso modo? 
 
1) Bisogna osservare la BCE . Il “nostro esercito alleato” è ancora pieno di munizioni, infatti il QE è ancora operativo e la BCE/Banca D’Italia sono autorizzati ad acquistare ogni mese MLD di BTP italiani . Lo faranno? Interverranno pesantemente per fermare l’attacco? Si vedrà presto! Ripeto lo strumento per farlo c’è ed è operativo. 
 
2) Oggi la Merkel è molto più isolata sia all’interno della UE che all’esterno. Non c’è più l’asse Merkel Obama Sarkozy. Quindi bisognerà vedere se gli USA di Trump vorranno intervenire in modo diverso rispetto al “non intervento del 2011) 
 
3) La UE dopo la Brexit non può permettersi una Italexit .  Italia è il terzo paese della UE ed è il secondo paese manifatturiero.  
 
Sicuramente siamo in un periodo di grandissima transizione sia in Italia che nella UE, un periodo in cui il vecchio sistema non regge più , ma il nuovo non è ancora stato nemmeno ipotizzato. E’ un periodo molto pericoloso dove servirebbe tanta saggezza e qualche grande statista.  Gli italiani e molti Europei hanno però votato per grandi cambiamenti, la speranza è che gli Euroburocrati non applichino il vecchio detto “muoia Sansone insieme a tutti i Filistei”  e accettino una transizione. 
 
Sarà dura! 
 
 
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16/05/18 h. 19.52
Paolo dice:

Di certo l'europa è molto attenta ai conti Italiani su tutto al di fuori di quanto spende relativamente ad accoglienza e gestione dei flussi migratori.
Diciamo che tende a contabilizzare in modo piuttosto superficiale, conosci il proverbio occhio non vede cuore non duole.

16/05/18 h. 19.24
Paolo dice:

Cmq vada il destino della moneta unica, piaccia o non piaccia, è segnato, è soltanto questione di tempo. Chiaro che il problema principale non sono i 250 miliardi di btp in pancia alla Bce, ma quelli acquistati dalle banche Italiane che per forza di cose torneranno nell'occhio del ciclone, lo spettro del bail-in aleggerà di nuovo sulle teste di tutti noi, speriamo anche su quella di Crozza che professava la sicurezza degli istituti di credito/debito Italiani, pardon non era Crozza era Padoan.

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