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Martedì 23.12.2014 ore 03.56
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Sara Di Antonio

La busta gialla


di Sara Di Antonio

In un suo bellissimo racconto il dissoluto Edgar Allan Poe ci racconta di un caso difficile, in cui la polizia si spreme le meningi per cercare la soluzione senza accorgersi che su un tavolo compare una busta gialla dove vi è la risposta. Tutti potrebbero vederla, ma solo uno se ne accorge.

Salsi se ne è accorto. Bastava un'ottima rete relazionale, un sapiente savoir faire, una location avveniristica e sponsorizzata dalle aziende bramose di farsi conoscere, una simpatica proposta di eventi, quali un gradevole coro di voci bianche e un balletto con Giulia Allegri, per ridare sprint e verve a una città imbolsita, che finalmente ha trovato il piacere di coltivare relazioni e fare salotto, in termini non massoni - possibilmente - e non autorefenziali. Ah, ci voleva anche una vista sulle favolose Vele di Malatrava (copyright del direttore), con panorama esclusivo sulla Reggio del prossimo futuro, ammesso che questa città ne abbia uno.



Era facile? Ieri pareva di sì, perché non si era mai vista tanta gente desiderosa di essere presente e di chiedere informazioni, specie alla titolare di questa umilissima rubrica dedicata agli eventi, su chi fosse stato invitato. In realtà, al di là della fama, quella di ieri è stata una serata aperta a molti, con tante facce giovani e giovanili, mista nella composizione, nel background e nella provenienza. Un discreto fattore effe, una piattaforma da club londinese, un'aria milanese da Magazzini Generali. A proposito, siete mai stati ai Magazzini Generali?

Lo spirito della serata prevedeva l'abbandono di discorsi formali e politichesi; seppure abbiamo avuto modo, agevolate da uno chignon casto e dottorale, di confrontarci con i piddini presenti, un po' sulla strategia di comunicazione del Pd provinciale e un po' sull'oscuro governo di classe impersonato dal governo Monti, mentre un apprezzatissimo Mauro Bigi si è astenuto dall'inveire contro la burocrazia che ci opprime.

"Bisogna avere la prospettiva sul futuro", ha chiosato un Raffaele Leoni sornione, riferendosi probabilmente alle lotte fratricide interne alle sinistra che, come tradizione comanda, imperverseranno non appena le bocce saranno ferme. Ma oggi le bocce non sono ferme, e di là c'era molta voglia di gustare il sontuoso banchetto e di provare a fare finta, almeno mentalmente, di essere più vicini a Calatrava e meno a Bagnolo in piano.



Abbiamo ritrovato una coraggiosa e raggiante Chiara Manicardi che nei prossimi giorni inaugurerà con tre socie l'Ostello della Gabellina aprendolo ad avventori e turisti; luogo molto impervio ma sicuramente inspiring per chi - non come noi che adoriamo lo smog di via Filangieri - si renda conto dell'energia che sprigiona dalla natura.

Ci siamo confortate con l'intelligenza di Luisa Gabbi la quale ci stupisce sempre con il suo garbo d'antan, poiché sappiamo che poche sono le donne, ma pochissime le signore. Il Maresciallo dell'Impero, inopportunamente definito comandante da Annalisa Masselli, ha imperversato nel definirsi di fronte al pubblico femminile - chiedendo alla sottoscritta un'autorevole conferma - storico dell'arte, e nessuno vi ha trovato nulla da ridire.

Presenti politici, cooperatori, sindacalisti, ma soprattutto bei visi e belle persone, che ci hanno mostrato la vitalità che Reggio Emilia riesce a sprigionare se si riesce a incuriosire, offrire spazi realmente aperti e soprattutto a non annoiare.

L'unico momento di noia e di reale snobismo è stato quando, a fine serata, per le immancabili chiacchiere morte - in realtà incentrate su serissimi ragionamenti sul destino incerto dell'amata Fondazione Manodori - si è sfiorato il tema dell'oroscopo. Appena accennato ai segni zodiacali, il direttore ha imbracciato il suo iPad e si è spostato di tavolo, sdegnato. Cose che capitano.



A mezzanotte la serata si è lentamente conclusa, con i tiratardi della situazione e un Salsi stremato ma soddisfatto: avrei saputo poi che qualcuno si era recato a Rubiera, dove vi era un insolito reading di scrittori emiliani, tra cui il beneamato Marco Truzzi il quale - ve lo diciamo noi perché nessuno lo scrive - sta vendendo moltissimo con la sua storia di gagi e zingari in salsa correggese e gira l'Italia in lungo e in largo.

A proposito di passioni librarie: per chi nutrisse ancora dubbi e chiamasse ancora la città con l'ingrato nome di Peggio Emilia invitiamo all'ascolto di Nuzzi, alias Alessandro Di Nuzzo, direttore di Aliberti, che in questa bella intervista a RadioTre ci racconta perché Reggio Emilia è stato un humus formidabile per fare crescere realtà editoriali e culturali di pregio.

Per concludere, a fine serata Davide Zanichelli - non pago di proporre sempre riflessioni non scontate su scuole steineriane, comunità di disabili, Facebook e Google Analytics - ha cinguettato sulla spiritualità e l'Appennino Reggiano. Eravamo al quarto drink, onestamente non abbiamo capito.

Abbiamo invece capito perfettamente il discorso di un uomo intelligente, di cui custodiamo gelosamente l'anonimato, il quale ci ha confessato: "Vedo che tutti mi guardano e mi dicono che sembro un ragazzino mentre le donne, neppure mie coetanee, sono assolutamente devastate". In realtà, giudizi impietosi a parte, di donne platealmente devastate non ve n'erano molte, ma comunque se volete farvi un'autonoma idea della serata fate vostre le sempiterne parole di Moretti in Ecce Bombo: "Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi e io sto buttato in un angolo... no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?".


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17/12/11 h. 22.20
safran dice:

la busta gialla celava lo zafferano per un risottino gustoso e divertente. Si capisce che la cuoca ci sa fare e se la suona e se la canta anche con pochi ingredienti, purché siano di qualità.

17/12/11 h. 21.50
Sara h dice:

È lo specchio di un pezzo della nostra città .....dove è il problema?la nostra "giallista" è in grado di cavarne il meglio,ma anche di esserne la felpata coscienza critica......anche se c'è carenza di bei personaggi.....forse vanno creati,inventati.Divertiti,Sara...

17/12/11 h. 18.53
ironia zero dice:

.... a me pare un gruppo di persone di reggio, alcune con una qualche affinità, che si incontrano alla festa di un comune amico in un bell'ambiente e si trovano bene, tra queste c'è chi ne scrive... un po' di ironia gente..

17/12/11 h. 0.10
M.M dice:

Vip ? Silvestro storico dell'arte ? Certo un poco ne sa ma storico dell'arte e dai Sara ,non esagerare.......
Sprint e verve a una città imbolsita ?
Raffaele Leoni sornione ?
Stefano Salsi come la busta gialla ?
Mauro Bigi apprezzatissimo ?
Sara non ti pare che ti accontenti veramente di poco?

16/12/11 h. 22.36
Ecco dov'era! dice:

ecco dov'era la busta gialla! grazie Sara!

16/12/11 h. 21.14
Lorena dice:

E il sig Saccardi ha mangiato e basta, ho vi ha intrattenuto col suo equometro..???

16/12/11 h. 18.42
proteon dice:

Se ti invitano vai, però prima ripasso della filmografia morettiana e astieniti dall'accarezzare prospettive sul passato...solo sul futuro.

16/12/11 h. 18.15
Invidia3.0 dice:

Ammetto sono invidioso, non sono stato invitato e penso che se m'inviteranno non andrò... forse...

16/12/11 h. 17.50
proteon dice:

Lezione di VIP, secondo capitolo.
La Svolta.
Lo stampo é in ghisa e non si distruggerà facilmente, come volevasi dimostrare.
Ancora Moretti a chiudere, un vero riferimento culturale.
"Un discreto fattore effe", non sembra vero ma é una donna che lo ha scritto.
Troppo bello.

16/12/11 h. 17.32
AMOS dice:

La Plebe?!?! Ma in questi anni l'avete vista la plebe? La volgarità che ha espresso in politica e in tv... La plebe il pane ce l'ha, non ha il cervello... la plebe è reazionaria e fascistoide, è jacquerie...

16/12/11 h. 16.59
amos dice:

Mi piace molto il suo stile di scrittura e la leggerezza che riesce a trasmettere. Sul web è raro imbattersi in articoli scritti bene, lei ha talento e la seguo sempre con piacere

16/12/11 h. 16.29
Amante Tradito dice:

Gentile Sara, non condivido questa tua svolta SNOB ma tant'é, me ne farò una ragione e dirotterò i miei interessi verso altri lidi, con un pizzico di malinconia. Sbircerò di quando in quando, come fa un amante tradito. Sbircerò, ma con disapprovazione.

Approfitto solo solo un pizzico della tua entratura nel jet-set reggiano per chiederti la cortesia di dirmi, se ti va e se puoi, che cosa fa, o che cosa ha fatto, nella vita il cosiddetto Maresciallo dell'Impero, insomma, quale professione svolge o ha svolto... perché io, da umile lettore di r24 con un paio d'anni di anzianità, mica ancora l'ho capito....

16/12/11 h. 16.23
Noblesse oblige dice:

Che bello saper che la perduta vitalità cittadina si ritrovi in privèe deliziosi e rigorosamente riservati alle migliori menti, che finalmente possono riconoscersi ed apprezzarsi tra loro senza fastidiosi rumori di gente e di strada.
Dopotutto se la plebe non ha il pane, mangi delle brioches!

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