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Martedì 17.10.2017 ore 04.10
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La Sergio, onesta e seria


di Giammaria Manghi

Messa di fronte all'inchiesta Aemilia Reggio Emilia non ha nascosto la testa sotto la sabbia. La città, istituzioni in testa, si è da subito schierata dalla parte del lavoro dei magistrati con atti e fatti concreti, misurabili. Regione, Comuni e Provincia hanno accompagnato e supportato il grande lavoro svolto, e gli esempi in questo senso sono innumerevoli. Prova ne sono la costruzione dell'aula nel Tribunale reggiano a tempo di record, cosa mai avvenuta in Italia, il rinnovo in modo ancora più incisivo dei protocolli antimafia, l'opera messa in campo con la Prefettura e le categorie economiche sulle white list provinciali. 
 
Tante altre azioni, nelle scuole, nella cultura, nel dialogo con l associazionismo civile, vanno in questa direzione e tutti noi siamo impegnati ogni giorno, per le competenze che ci sono delegate, a testimoniare e a praticare questo lavoro nel quotidiano.
 
Al tempo stesso la medesima cultura democratica ci induce oggi a rivendicare con forza la difesa di un funzionario pubblico quale l'ingegnere Maria Sergio che svolge con onestà e dedizione il proprio lavoro nell'ente pubblico – lo ha fatto, per alcuni anni, anche alla Provincia  di Reggio Emilia – e che in tutto questo tempo mai è stata raggiunta da accuse o indagini delle autorità. Le istituzioni funzionano perché ci lavorano persone che compiono il proprio dovere quotidianamente, animati dal desiderio di agire per il bene pubblico. Non può essere che generici riferimenti non circostanziati da alcunché, considerazioni allusive che ignorano qualsiasi attinenza con le più elementari regole del procedimento amministrativo, consentano di mettere alla gogna qualcuno. Questo è tanto più vero quando si tratta di persone che agiscono negli enti locali, il cui operato non è discrezionale, ma vincolato alla legge italiana e rintracciabile in atti e procedure trasparenti e soggette a costante controllo da parte di molteplici organi. Accettare che bastino alcune frasi buttate qua e là per affermare il contrario costituirebbe un gravissimo vulnus al buon funzionamento stesso della pubblica amministrazione, il trionfo della cultura del sospetto non suffragata da atti che - in ultima istanza- porterebbe alla paralisi delle articolazioni dello Stato. Un obiettivo, questo, che non farebbe assolutamente il bene della legalità, ma semmai aprirebbe varchi di azione enormi e gravi all'attivismo di clan criminali.
 
Giammaria Manghi - presidente della Provincia di Reggio Emilia


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13/10/17 h. 11.17
svoltare_e'_facile dice:

anche i servizi di Telereggio, se notate, hanno cambiato registro sulle accuse del pentito Valerio. Quello che asserisce in aula viene riportato come quasi certo e senza alcun minimo dubbio riguardo la veridicità' dei fatti riportati, tranne quando parla della consorte del sindaco, a quel punto viene deligittimato. bah...

12/10/17 h. 23.13
Antitaliano dice:

Sembra quasi una difesa d'ufficio. Ma si sa che il volgo lurido, abietto e vile si diverte a malignare. Nel PD son dei veri maestri nel far propaganda a quei terroni fancazzisti dei grillini.

12/10/17 h. 21.05
adolf dice:

Lap, lap, slurp, slurp, lec, lec...

12/10/17 h. 13.56
a-ha dice:

mah...

12/10/17 h. 13.38
diirigenti labrador dice:

Aspettare il responso della giustizia sarebbe il minimo. Invece i dirigenti del pd scelti su basi di assoluta fedeltà al partito e non per particolari doti politiche si lanciano a pancia bassa nella difesa della coppia 'reale'. Senza fare crociate colpevoliste, un partito serio avrebbe congelato il ruolo del sindaco fino a completo chiarimento della vicenda. Ma questo PD reggiano è chiaramente 'deviato' per via di interessi e clientele di misura tale che lo rendono difforme dal panorama nazionale. Sud escluso.

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