Lo sapevo che avresti fatto il pezzo su Tusk, sono anni che lo segui!!!
Mica per fare sempre dei paralleli su di noi, ma non è che J.Kaczynski ci ha anche una zia suora e l'igienista mentale alla regione di Varsavia?
@Immondizia: eh, anch'io a volte vorrei una politica basata sull'economia reale, poi mi sveglio e vedo alla TV che da 30 anni la Lega vende il suo prodotto di Roma ladrona e Padania che lavora, e allora penso che la forza dell'immagine è poi quella che arriva davvero alle sinapsi che contano...
Figura minacciosa, avida di lavoro, l'Idraulico Polacco ama i salari particolarmente bassi. Si narra che tempo fa un mio vicino di casa ne abbia avvistato uno. Mi ritengo fortunato. Io, personalmente, non ne ho mai incontrati per le vie di Reggio. Il mio idraulico è rumeno e, devo ammetterlo, fa certamente meno paura.
In pochi nel 2004 avrebbero scommesso che la Polonia potesse diventare in breve tempo la locomotiva dell'Europa, l'unico paese dell'Unione a non essere entrato di fatto in recessione. Una crescita stabile del PIL al 4% ed una crescita costante dei consumi (4%) e degli investimenti (6%) sono dati che confermano oggi la dinamicità e la vivacità dell'economia bianco-rossa.

E a capo della locomotiva ancora una volta il liberale Donald Tusk, leader del partito Piattaforma Civica che, aggiudicandosi le elezioni di domenica scorsa, è entrato nella storia come primo Primo Ministro della Polonia a governare per più di un mandato dalla fine del comunismo. Quasi scontata la riconferma. Oltre gli ottimi risultati economici, con il superamento della crisi del 2008 e dell'attuale crisi dei debiti sovrani, dalla sua parte erano anche gli ottimi risultati in politica estera, con l'abbattimento delle tensioni con i poderosi vicini russi e tedeschi.
Di Tusk ho in mente la "discesa in campo" (utilizzo volutamente una terminologia berlusconiana) del 2005. Già parlamentare dal 2001, in quell'anno lo studioso di storia regalato alla politica decise di sfidare alla presidenza della Polonia l'altro astro nascente del panorama polacco, il sindaco di Varsavia Lech Kaczynski. Per la cronaca Tusk perse al secondo turno, ma di fatto gettò le basi per il suo futuro successo da Primo Ministro. Soprattutto però gettò le basi di un nuovo modo di fare politica in Polonia, molto più americano o, come direbbe lui stesso, molto più reaganiano. Convention, palloncini, bandierine, tv, cartelloni e manifesti, tanti manifesti. Così tanti manifesti da far invidia a un Motti. Non ricordo una sola città, un solo paesino dove fosse assente la gigantografia un po' orwelliana di un Tusk dai tratti casciubi pesantemente ritoccati dal fondotinta e da Photoshop.
In un paese dove la parola "progresso" detiene un'accezione particolarmente negativa (molto meglio i termini "libertà" o "tradizione"), la principale sfidante del centro-destra comandato da Tusk è stata ancora una volta l'estrema destra di ciò che resta dei Kaczynski. Dunque niente "effetto Smolensk": Jaroslaw ed il suo partito Diritto e Giustizia si sono posizionati secondi al 30%, distaccati di nove lunghezze dalla Piattaforma Civica tuskiana. Un risultato comunque buono, visti i recenti sondaggi.

Difficile stabilire se e come abbia influito la "gnocca strategy" adottata da Jaroslaw Kaczynski in campagna elettorale. Come ha spiegato Sylwia Lugowska, candidata di Diritto e Giustizia scelta non certo per la laurea in pedagogia che sbandiera ad ogni intervista, "si è voluto rompere con il vecchio stereotipo che vede Jaroslaw circondato solo da vecchi funzionari". E in effetti la Sylwia ha ragione: precisiamo infatti che oltre che da conigliette un po' più incazzose del solito, il buon Jaroslaw è circondato soprattutto dalla madre, con la quale pare viva ancora. Ogni scarrafone è bell' a mamm' soja.
Ma il bamboccione versione polish non è stato l'unico a rompere con i vecchi stereotipi. La figura di Janusz Palikot, terzo classificato con il 10% ottenuto dal suo Movimento Palikot, merita un'attenzione speciale. Non solo per l'impressionante mole di voti ottenuta da parte di un partito che fino a ieri non esisteva, ma soprattutto perché Palikot rappresenta un concentrato di tutto ciò che fa irritare e sdegnare il polacco medio. Sì all'aborto, sì alle unioni omosessuali, sì alle droghe leggere, no alla Chiesa. Questo, in linea di massima, il suo programma.

Il lettore avrà già intuito come il personaggio sia parecchio strano. Miliardario attivo nel settore superalcolici, Palikot un bel giorno decide di abbandonare il lavoro e di dedicarsi alla politica, scegliendo come sponda quella ultra conservatrice. Poi, dall'interno di Piattaforma Civica, il scivolamento verso posizioni sempre più provocatorie, fino ad arrivare alla celeberrima conferenza stampa di Lublino dove, per denunciare uno stupro da parte della polizia locale, Palikot si presenta davanti ai giornalisti munito di una pistola e di un fallo (non in senso calcistico).
Già mi raffiguravo il fondotinta di Tusk colare dalla tensione nel vedere la percentuale del Movimento Palikot salire inarrestabile. V'immaginate affidare la stabilità dell'esecutivo ad un soggetto del genere? Poi, finalmente, la sudorazione deve essere cessata. L'8% del Partito dei Contadini, la classica formazione alleata di chiunque, deve aver fatto tornare il sorriso a Donald il Casciubo. Ecco l'alleato ideale! Quello di ieri. Non urla, non schiamazza, non ha idee malsane e permette una certa stabilità, anche se solo con 4 seggi di vantaggio alla Camera Bassa.
La Polonia, presidente di turno dell'Unione, sceglie dunque la continuità. Squadra che vince non si cambia. Ed economicamente, almeno sino ad oggi, la Rzeczpospolita sembra davvero vincere. A Varsavia c'è già chi inizia a temere l'Idraulico Italiano.
15/10/11 h. 8.12
Demetrios dice:
13/10/11 h. 8.49
l'immondizia dice:
il mito dell'idraulico condottiero non convince in quanto non esiste... infatti non citi una che sia una scelta economica dell'idraulico che sia alla base o abbia influito alla condizione favorevole.. ma solo il metodo della campagna elettorale.
La posizione GEOgrafica della Polonia tra Germania e Russia-land con sbocco sul mare (quindi business agevolato con Svezia/Norvegia ecc..) sono la chiave della differenza.. (industria nautica per esempio è impressionante) (assieme alla condizione pregressa del paese che ovviamente poteva solo migliorare..)









