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Martedì 17.10.2017 ore 04.10
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L'Istat: in Emilia è allarme corruzione. Dilagano le concussioni e le raccomandazioni


In Emilia Romagna, dice l'Istat, dilaga il fenomeno della corruzione. I dati sono il frutto dei quesiti posti dall'Istituto nazionale di statistica ai cittadini italiani nell'indagine sulla sicurezza.

 
Agli occupati e a coloro che hanno lavorato in passato è stato chiesto se hanno mai assistito, nel loro ambiente di lavoro, a scambi di favori o di denaro che hanno considerato illeciti o inopportuni. È capitato a oltre 1 milione e 900 mila persone (5,0%) in Italia e se secondo l’Istat al primo posto c’è il Lazio, l’Emilia Romagna si piazza in alto nella classifica, dopo Veneto, Liguria e Sardegna, col 5,8%, prima della Lombardia (5,5%). I settori di attività economica in cui più di frequente si assiste a questi scambi sono quelli delle intermediazioni monetarie e finanziarie (13,6%), sanità e altri servizi sociali (8,8%) e costruzioni (7,4%).
Emerge dalla ricerca sulla corruzione realizzata dall’Istituto nazionale di statistica attraverso domande poste direttamente alle famiglie. "Si tratta di un approfondimento che per la prima volta vuole offrire una stima del numero di famiglie coinvolte nel corso della propria vita in dinamiche corruttive: sono state intervistate 43mila persone tra i 18 e gli 80 anni di età".
 
Nella mappa della corruzione tracciata sullo Stivale l'Emilia sta davanti a tutto il Nord Italia, fa peggio solo  la Liguria, ma anche Toscana, Marche, Umbria e sono a pari merito con la Calabria.
Il dato più alto, poi, è nella concussione e nelle raccomandazione, un "malcostume che appare più diffuso nelle regioni del Centro Italia" con l'11,3% e al Nord est 10,8%. E in modo particolare nelle regioni Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Veneto.
Mentre l'1,5% dei cittadini ha detto che sotto elezioni si è sentito offrire contanti al posto di un voto. In questo caso però la regione siamo molto distanti dai livelli raggiunti in Merdione.
 


Ultimo aggiornamento: 13/10/17

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