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Giuseppe Caliceti

Ius soli


di Giuseppe Caliceti

Non so se il rinvio della legge sullo Ius Soli sia un successo per il Centrodestra e una sconfitta per il PD di Renzi. Non credo. A meno chela parola rinvio non voglia dire cancellazione: dopo che Renzi ha parlato di numero chiuso di migranti, rifacendosi a un'idea cara a Lega e centrodestra, potrebbe anche essere. Certo è che, durante l'estate, da anni, le informazioni sui media relative agli sbarchi di migranti, non aiutano a riflettere con la sufficiente calma e intelligenza su questo epocale problema, che viene utilizzato strumentalmente in chiave politica. 
 
Potrà essere considerato dai più noti commentatori politici come un atto di pragmatismo di Gentiloni, questo rinvio, ma sottollinea inequivocabilmente un nostro ritardo culturale e politico sulla questione immigrazione, di cui partiti e Parlamento hanno responsabilità quanto la cosiddetta pubblica opinione. E' troppa la confusione che si vuole creare nell'opinione pubblica, invece di fare chiarezza. Anche se non è difficile capire, in realtà. Lo Ius Soli temperato, cioè lo Ius Culturae, non ha nulla a che fare con le ondate migratorie perchè riguarda i giovani nati in Italia, gli immigrati giovani, stabili, regolari, scolarizzati, già presenti. E non concede alcuna cittadinanza facile e a pioggia, come si è letto in queste settimane sui giornali, ma piuttosto cercava di risolvere alcuni ostacoli burocratici sulla vita di chi in Italia sta già da anni e, spesso, è nato qui. E continuerà a starci. 
 
Ma come invisibile. Almeno fino ai diciotto anni. Viene da chiedersi: i valori dell'Europa, la pace, i diritti, sono un traguardo possibile per tutti o solo per alcuni? E perchè per i minori e per i bambini, invece che essere facilitato, si complica? Si ha paura dei bambini che hanno genitori che non sono nati in Italia? Si riparlerà della proposta di legge sulla cittadinanza in autunno, si dice. Speriamo. Una cosa è certa: occorre che questa battaglia, specie sul fronte culturale, continui. Almeno per chi dice di crederci veramente. Nella consapevolezza che il populismo si nutre di paura. E il populismo e la paura trovano terreno fertile quando la politica è debole e i politici non sono coraggiosi. Abbiamo bisogno di politici autorevoli con pensieri e idee che non siano in balia solo dei sondaggi dell'ultima ora e di una informazione ormai strumentalizzata a solo fini elettorali e propagandistici. 
 
Abbiamo bisogno di una politica di lungo respiro e non appiattita in un continuo rincorrersi di sentiment di un elettorato esausto e in preda ai fumi di una perenne battaglia elettorale. Tra qualche mese, in nome di questa demagogia, noi italiani doc, continueremo a non vedere quello che ci è davanti agli occhi ogni giorno? Quando vedremo quei ragazzi invisibili entrare a scuola insieme ai nostri figli, continueremo a far finta di non vederli? Anche se ci sono? E' negando i diritti ai compagni di banco dei nostri figli che pensiamo di creare una società più coesa, tollerante, giusta, migliore anche per noi e i nostri figli? Più sicura?
 


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17/07/17 h. 23.51
Luca Tadolini dice:

Giuseppe Caliceti mi spiace, ma non condivido nessuna delle sue riflessioni. Le contesto un pregiudizio ideologico che ormai devo definire estremista visto che il suo articolo nega la realtà, fornisce dati non corretti e distorce le posizioni che non condivide.
Possiamo iniziare dalla negazione della realtà: non è una allucinazione balneare l'aggravarsi della tratta di esseri umani attraverso il varco creato dalla (incostituzionale per l'Italia) guerra in Libia del 2011. Il traffico nel Canale di Sicilia ha raggiunto intollerabili livelli di deportazione di masse africane dalla costa libica da parte delle milizie antigheddafi divenute dedite allo schiavismo e scafisti. Segue il recupero ormai a riva, da parte di poco limpide flotte piene di dollari. Segue la gestione di 4 Miliardi di Euro stanziati dallo Stato Italiano per . Le masse sbarcate diventano richiedenti asilo senza avere speranze di averne diritto. La procedura per l'accertamento del diritto asilo intasata comporta la stasi degli africani nella situazione di "accoglienza". Ma respinta la domanda di asilo, le masse dovrebbero essere reimpatriate. Ci vogliono 4 poliziotti e 3000 Euro per ogni reimpatrio: impossibile. Quindi, foglio di via e diventano clandestini.
Questo avviene in una Nazione esausta per una crisi economica iniziata nel 2008 per un avvelenamento finanziario Made in USA è mai finita. Esausta per governi in successione spesso in frode della legittimazione elettorale incapaci di tenere in buono stato quello che già esiste in Italia: peggiora il degrado urbano, continua la corruzione politica, dilaga la criminalità spicciola e mafiosa.
Perchè la legittima protesta che ovviamente cerca democraticamente aiuto nell'opposizione essendo scontenta della politica governativa viene sprezzantemente detta populismo?
Cosa dobbiamo vedere fuori della porta di casa per aver diritto a protestare senza essere populisti? Dobbiamo arrivare al caos? Alla strage? IUS SOLI? Siamo ingrati egoisti razzisti perché in piena emergenza di sbarchi di massa dal canale di Sicilia, si dice che non si vede motivo di abbreviare il civilissimo procedimento di legge che richiede la maggiore età per diventare Italiani?
Caliceti, Lei parla di stranieri invisibili! Ma dove? Cosa dobbiamo fare ancora? Crocefissi tolti dai muri. Mense che cambiano menù secolari. Centinaia di associazioni dedite ad accogliere lo straniero profumatamente pagate con soldi pubblici. Iniziative continue, di piazza, giornalistiche, istituzionali, scolastiche, tutte ideologicamente dirette a favore di una società multirazziale secondo il punto di vista dei partiti di governo. Lo vede tutto questo? Forse no. Molti Italiani lo vedono e lo vivono sulla propria quotidianità. E non ne possono più.

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