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Inaugurato il Tecnopolo di Reggio. Ora si guarda al Capannone 18


Sabato 26 ottobre



E' stato inaugurato sabato mattina il Tecnopolo di Reggio. Prima della tavola rotonda – a cui hanno preso parte il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, il rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Angelo Oreste Andrisano, il direttore di Ater Paolo Bonaretti e, quale moderatore, il giornalista de La Stampa e docente alla Princeton University Gianni Riotta - dedicata a “Innovazione, ricerca e conoscenza: le chiavi di sviluppo dei territori”, il vicesindaco di Reggio Ugo Ferrari ha voluto salutare i partecipanti e ringraziare chi ha preso parte al progetto.

"Il Tecnopolo è il frutto di un lavoro collettivo, un risultato della città di Reggio, dell’impegno delle nostre forze migliori, della capacità di pensare e progettare insieme, una delle peculiarità che da sempre caratterizza il tessuto sociale, culturale ed economico del nostro territorio. Un’ampia sinergia su cui anche la Regione ha potuto contare - ha detto Ferrari - Il Tecnopolo è una delle risposte alla crisi di una città e di un’economia che vogliono essere cooperanti e competitive, che guardano al futuro, a una crescita 'intelligente, sostenibile, inclusiva', nella prospettiva di Europa 2020. La fermata dell’alta velocità, gli investimenti sul Centro internazionale Loris Malaguzzi, la struttura in cui oggi ci troviamo, i progetti sull’Area Nord sono il segno della nostra volontà di affrontare la crisi non in difesa, ma di creare nuove condizioni e presupposti, dentro nuovi scenari di cambiamento, per continuare ad essere una comunità forte, coesa; città e territorio in grado di offrire opportunità in particolare ai giovani. Il Tecnopolo di Reggio è parte di una rete di dieci tecnopoli per la ricerca e l’innovazione tecnologica che stanno sorgendo in Emilia-Romagna. E’ il primo in regione ad essere inaugurato, è stato realizzato nei tempi previsti e non sforando di un euro rispetto alle risorse assegnate e senza infortuni per i lavoratori".



Reggio Emilia Innovazione, Crpa, Università di Modena e Reggio Emilia, oltre ad una preziosa rete di ricercatori informali (tra cui quelli del Fab Lab), sono i soggetti che, in collaborazione con le imprese, animeranno il Tecnopolo con progetti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Saranno circa 90 i ricercatori che opereranno qui in settori chiave dell’economia locale e non solo, come la meccatronica, la green-economy, l’agro-alimentare. Insieme alla ricerca nel settore dell’educazione sviluppata nel vicino Centro internazionale dell’infanzia Loris Malaguzzi, il Tecnopolo è un ulteriore tassello del futuro Parco della Conoscenza, Innovazione e Creatività.

“Il progetto – ha sottolineato Ferrari - tiene conto anche di ciò che le Officine Reggiane hanno rappresentano per la storia della nostra comunità. Qui all’inizio del Novecento ha preso vita un’azienda diventata negli anni leader a livello internazionale. Questo grazie alla capacità di sperimentare nuovi prototipi e di innovare i processi produttivi. L’intera industria reggiana trova qui le sue radici, così come è passata una parte della storia del movimento operaio, con le sue sconfitte e le sue conquiste. Alle Reggiane abbiamo acquisito gran parte del nostro saper fare, della nostra radicata cultura del lavoro, della democrazia. Anche i momenti più bui del nostro paese hanno segnato la vita di questa fabbrica, che sui muri porta ancora i segni evidenti della guerra e dell’Eccidio del ’43. Un passato che non vogliamo dimenticare, di cui vogliamo fare tesoro. Nella riqualificazione di questa struttura si è voluto preservare l’architettura originaria dell’industria e adesso riconsegniamo questo luogo alla sua natura originaria: un centro dove far nascere nuove idee, sperimentare nuove soluzioni grazie alla presenza delle migliori intelligenze e di strumenti ad alta tecnologia. Un luogo dove chi ha una buona idea imprenditoriale può trovare i mezzi per realizzarla. Dove un sogno, un progetto, può trasformarsi in realtà. Le Reggiane sono, così, un pezzo del passato e del futuro di Reggio".



Nel vicino capannone 18 "potranno trovare posto centri di ricerca privati per continuare e ampliare l’esperienza della ricerca applicata e dello scambio tecnologico avviata con il Tecnopolo. A questi interventi seguiranno i progetti previsti con i 17 milioni di euro e derivanti dal Piano Città e dalla Regione, per acquisire il Capannone 18, aprire il ramo storico di viale Ramazzini, creare una piazza che connetta il Tecnopolo al Centro internazionale Loris Malaguzzi e al Campus universitario di San Lazzaro e al centro storico. Così come il Parco della conoscenza nell’area Reggiane deve rappresentare una rilevante opportunità di riordino e riorganizzazione per i quartieri di Santa Croce e della stazione ferroviaria, per la riqualificazione di un quadrante che oggi vive alcune criticità e situazioni di marginalità".

“L’innovazione deve essere non una vertigine, ma una scelta adottata in un piano strategico. Servono in questo senso ‘autostrade’ su cui muovere l’innovazione, il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca alle imprese, per creare nuovo sviluppo e lavoro. Serve perciò fare rete, come ha fatto la Germania, con i suoi centri di trasferimento tecnologico, che ora attraggono intelligenze e risorse anche dall’estero. Con la rete dei Tecnopoli, l’Emilia-Romagna è su questa strada e sta costruendo un modello esportabile altrove. Certo bisogna, nello stesso tempo, che il Paese sappia indicare le grandi vie di cambiamento su cui orientarsi, sappia darsi una visione di sistema. Una volta indicate le prospettive, il cambiamento è possibile e le infrastrutture, come quella che consegniamo oggi alla città di Reggio Emilia, si creano di conseguenza” ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio.

Sul tema delle risorse, il ministro ha detto: “Non è vero che in Italia i soldi non ci sono: le risorse esistono, ma spesso non vengono investite. Ci vuole a volontà di chiamare a raccolta, indicando nuove chance. L’Italia non può permettersi di sprecare fondi europei. Bisogna ristabilire regole di base di funzionamento, che potremmo definire ‘fattori igienici’, con un grande sforzo collettivo, per sviluppare progetti, competizione, nuovi talenti”. Delrio ha perciò sottolineato come decisivo, ancor prima delle risorse finanziarie, il tema delle risorse umane: “L’innovazione in Italia si può fare, perché la vera risorsa sono le persone. Quella è l’enorme risorsa da inseguire. Le vere risorse dello sviluppo sono le persone, che siano capaci, brillanti, preparate attraverso una cultura della formazione. A Reggio Emilia questo può diventare realtà: piccole e medie imprese troveranno nel Tecnopolo il loro hub per l’innovazione, che è memoria e nuovo ingegno in questo luogo”.

Angelo Oreste Andrisano, neorettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio, che trasferirà tre suoi laboratori nel Tecnopolo reggiano, ha evidenziato l’importanza della rete dei laboratori regionali anche perché “la loro presenza e funzionalità consente di accedere con facilità maggiore ai cluster nazionali” e quindi di accrescere scambi, conoscenze e accedere a nuove risorse: “Un trampolino di lancio anche per accedere a finanziamenti europei di ricerca, in grado di favorire lo sviluppo delle imprese”. Altro aspetto virtuoso del ‘sistema Tecnopolo’ sottolineato dal professor Andrisano è “l’osmosi tra competenze diverse, scientifiche, tecnologiche e umanistiche, che contribuisce, insieme con la vicinanza delle imprese, a creare nuove professionalità”.

Aster è la società consortile tra la Regione Emilia-Romagna, le Università, il Cnr e l’Enea, le Associazioni di categoria e Unioncamere che promuove l’innovazione del sistema produttivo, ed è promotrice della Rete Alta Tecnologia dei Tecnopoli. Il suo direttore Paolo Bonaretti ha ricostruito il cammino che ha portato alla creazione di Aster, iniziato nel 1998, e della rete dei Tecnopoli, per sottolineare che “queste operazioni richiedono indubbiamente un impegno continuo nel tempo, un impegno dell’intera comunità e delle istituzioni”. E ha aggiunto che “importanti progetti possono nascere anche in campo nazionale, ma perché questo avvenga servono driver di rilievo nazionale, grandi ‘traiettorie’ in grado di attrarre investimenti, anche pubblici e di qualità. Un nuovo Rinascimento è possibile, sulla traccia e con quella filosofia che permise di realizzare il nostro storico Rinascimento: creatività, investimento pubblico di qualità, che intervenga là dove altri non intervengono, e rigore formale”.

L’assessore regionale Muzzarelli ha detto che il nuovo Tecnopolo di Reggio “dimostra che la città si può fare e rifare per creare nuove opportunità e nuova impresa” e ha aggiunto che “i Tecnopoli sono la chiave di una strategia per portare al 3% del Pil gli investimenti pubblico-privati in innovazione. Ora serve che chi ha usato bene le risorse dell’Ue sia valorizzato. La rete dei nostri Tecnopoli, che sono pienamente attivi in sedi diverse, deve dialogare ancora di più al suo interno, grazie anche a sedi unitarie come quella che inauguriamo oggi a Reggio Emilia. Come ha detto Romano Prodi, non ci resta che fare meglio quel che già sappiamo fare, nei campi ad esempio della green economy, della meccanica e meccatronica, della cultura, della salute. I Tecnopoli possono aiutarci a fare meglio”. Per la presidente Masini, “il Tecnopolo è risultato di coesione e volontà comune, nella direzione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Proseguiamo in questa direzione, con determinazione e fiducia nel futuro”.

In mattinata, un artigiano sabbiatore è salito sul tetto della struttura e ha steso degli striscioni. Quando sono arrivati i primi lavoratori, si sono accorti della singolare protesta. Sul posto sono intervenuti la polizia e i vigili del fuoco, che hanno steso anche il telo da salto. L’uomo ha raccontato di non essere stato pagato del tutto dall’imprenditore che gli ha appaltato i lavori. E' stato convinto dalle forze dell'ordine a scendere ed è stato accompagnato in questura.

Venerdì 25 ottobre

Verrà inaugurato al pubblico nelle giornale di sabato 26 e domenica 27 ottobre la nuova sede del Tecnopolo di Reggio per la ricerca industriale avanzata e il trasferimento tecnologico. I lavori di riqualificazione del capannone 19 dell’area delle ex Officine Reggiane sono infatti ultimati: l’edificio che ospiterà i laboratori di ricerca è una delle infrastrutture principali dell’Area nord e, con il centro internazionale Loris Malaguzzi, costituisce uno dei capisaldi del Parco della conoscenza, dell'innovazione e della creatività.



Con un weekend inaugurale che prevede incontri e dibattiti, performance e mostre, sabato 26 e domenica 27 ottobre sarà consegnata alla città la sede del tecnopolo di Reggio per la ricerca industriale avanzata e il trasferimento tecnologico. I lavori di riqualificazione, finanziati dal Comune di Reggio e dalla Regione Emilia-Romagna con un investimento complessivo di 5,5 milioni, realizzati su progetto dell’architetto Andrea Oliva, sono stati conclusi. Nei prossimi mesi troveranno posto nella nuova sede i laboratori di ricerca di Rei-Reggio Emilia Innovazione, dell'Università degli studi di Modena e Reggio e di Crpa, da anni in funzione in altre sedi, con una novantina di ricercatori.

Il tecnopolo, le cui radici affondano nella secolare storia di lavoro, ricerca, innovazione e sviluppo delle ex Officine Reggiane, nei principali centri di ricerca di Reggio e nella cultura di innovazione della città, sarà il primo ad essere ultimato fra quelli della Rete Alta Tecnologia regionale: è quindi il primo della regione a potersi avvalere di un’infrastruttura specificamente dedicata, in questo caso con i suoi centri di ricerca su meccatronica, costruzioni, agroalimentare ed energia e ambiente.

Sabato 26 ottobre, dalle 10.30, ci saranno i saluti istituzionali del vicesindaco di Reggio Ugo Ferrari, della presidente della Provincia di Reggio Sonia Masini, dell'assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna Gian Carlo Muzzarelli. A seguire la tavola rotonda “Innovazione, ricerca, conoscenza: le chiavi di sviluppo dei territori” con gli interventi del ministro per gli affari regionali e le autonomie Graziano Delrio, del presidente di Iren Francesco Profumo, del futuro rettore (dal primo novembre) dell’Università degli studi di Modena e Reggio e direttore di Intermech-MoRe Angelo Andrisano, del direttore di Aster Paolo Bonaretti. A coordinare il dialogo Gianni Riotta, editorialista de La Stampa e docente alla Princeton University.

Alle 18.30 (in replica alle 19, alle 19.30 e alle 20) lo spettacolo Industriale/Tribale, performance di percussioni per 30 fusti industriali. Installazione artistica ideata da Spazio Gerra, a cura di Officina delle Arti (Atelier BeeLive), in collaborazione con l’istituto superiore di studi musicali Achille Peri di Reggio e il Professional music institute - Pmi di Reggio. Il suono generato dal più classico prodotto industriale, il fusto cilindrico in lamiera, si trasformerà in un concerto condotto da 30 percussionisti diventando un’installazione artistica itinerante, grazie alla collaborazione di realtà ed esperienze artistiche diverse.

Sempre il 26 ottobre nella sede del Tecnopolo aprirà un’importante mostra su "Archivio storico delle Officine Reggiane. Recupero, salvaguardia e valorizzazione”, a cura di biblioteca Panizzi, polo archivistico/Istoreco, Spazio Gerra e Sovrintendenza archivistica regionale. Una visita guidata a questa mostra, primo allestimento sul tema che consente di prendere visione dello straordinario materiale dell’archivio della grande fabbrica dopo la sua chiusura, è prevista per lo stesso sabato 26 ottobre alle 17.30 a cura della biblioteca Panizzi e di Istoreco.

Contestualmente sono state allestite al Tecnopolo tre mostre fotografiche che continuano a sviluppare il tema della memoria con opere di Fabrizio Cicconi, Alessandra Matia Calò e Fabio Boni. Le mostre saranno aperte fino al 24 novembre compreso. Sabato 26 ottobre dalle 16 alle 21, domenica 27 ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, nelle domeniche seguenti (3-10-17-24 novembre) dalle 16 alle 19.

La giornata di sabato 26 ottobre è anche quella di apertura del Tecnomese, periodo dedicato a workshop, incontri e mostre su ricerca, creatività, sperimentazione, tecnologia, sviluppo e impresa.

Il Tecnopolo ha sede all’interno del capannone 19 delle storiche Officine Reggiane, ristrutturato nel rispetto della sua antica funzione, oggi proprietà del Comune di Reggio a seguito dell’accordo con Fantuzzi-Reggiane. L’edificio di 3.500 metri quadrati, costruito tra gli anni Venti e Trenta del '900 e vincolato dalla Sovrintendenza, è stato oggetto di opere di riqualificazione, restauro e funzionalizzazione per un investimento di 5,5 milioni, di cui 3,1 milioni a carico del Comune e 2,4 milioni a carico della Regione. L’investimento per i programmi di ricerca è pari a 10,6 milioni, di cui 5,3 milioni da contributo europeo Por-Fesr, portando l’investimento totale su Reggio a 16,1 milioni.

La struttura storica del capannone 19 è rimasta integra, secondo le linee di un accurato restauro conservativo. All’interno sono stati montati gli elementi in legno, che formano i vari ambienti su 3 livelli: una parte aperta sul modello di una piazza e una parte riservata a laboratori e uffici dei ricercatori del progetto Tecnopolo.

Nato per produrre e diffondere conoscenza, attrarre imprese hi-tech e ad alto valore aggiunto, e per fungere da incubatore di start up e spin-off, il Tecnopolo di Reggio ha come funzioni principali quelle di mettere in contatto i laboratori di ricerca pubblici e privati con le imprese, di trasferire know-how, di diffondere informazioni tecnologiche sul territorio, di animare il network delle relazioni che stanno alla base della diffusione e della creazione della conoscenza.

Il Tecnopolo di Reggio riunisce 4 centri, ora attivati in sedi diverse, per la ricerca avanzata e il trasferimento tecnologico alle imprese. 3 di essi fanno capo all’Università degli studi di Modena e Reggio, il quarto a Crpa-Centro ricerche produzioni animali: Intermech-Mectron è il centro per la ricerca applicata e i servizi nel settore della meccanica avanzata, della meccatronica e della motoristica, con sede a Reggio e Modena; En&Tech è il centro per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico nel settore delle tecnologie integrate per la sostenibilità in edilizia, la conversione efficiente dell’energia, l’efficienza energetica degli edifici, l’illuminazione e la domotica; Biogest Siteia è il centro di ricerca per il miglioramento e la valorizzazione delle risorse biologiche agro-alimentari; Crpa Lab è il laboratorio dedicato alla ricerca industriale nei settori dell’agroalimentare e dell’ambiente ed energia.

Rei - Reggio Emilia Innovazione è la struttura che gestisce il punto di accesso al Tecnopolo, il portale della Rete Alta Tecnologia, che ha il compito di favorire la visibilità e l’accessibilità del Tecnopolo stesso e della rete nel suo insieme, affiancando alle attività di ricerca industriale e sviluppo tecnologico un’offerta integrata e coordinata di servizi per l’innovazione alle imprese.

Inoltre Rei è presente all’interno del Tecnopolo con il Fab Lab di Reggio, un laboratorio di fabbricazione digitale in piccola scala che, attraverso l’uso di stampanti in 3D, laser cutter di precisione, frese e plotter vinilico, offre servizi di prototipazione rapida e a basso costo, consentendo anche alle piccole imprese di entrare agilmente nel circuito della ricerca e dell’innovazione. Il Fab Lab diventerà anche l’animatore della comunità del Tecnopolo, gestendo uno spazio di coworking, un luogo per la contaminazione delle idee in relazione privilegiata con i centri di ricerca e le imprese più innovative.

Il Tecnopolo sarà inoltre un elemento fondamentale del progetto Area Nord, avviato nel 2010 dal Comune di Reggio e condiviso con i principali stakeholder del territorio. La crescita economica, sociale e culturale di Reggio nei prossimi decenni punta sullo sviluppo delle sue principali competenze distintive in termini di industria, ricerca e servizi, favorendo i processi di internazionalizzazione e condivisione della conoscenza e di valorizzazione dei talenti creativi.

Tali competenze (educazione, meccatronica, edilizia sostenibile, agroalimentare, energia e ambiente) sono state messe a sistema in un processo di pianificazione strategica che ha nell’Area nord della città la storica base territoriale da riqualificare e nell'economia della conoscenza il fattore critico di successo per lo sviluppo e la competitività del territorio.

Il progetto Area Nord prevede nell’area delle ex Officine Reggiane il Parco della conoscenza, dell'innovazione e della creatività. Il primo nucleo del parco è costituito da centri di ricerca già esistenti: il Centro internazionale Loris Malaguzzi per l’educazione e il Tecnopolo con i centri di ricerca in meccatronica, agroalimentare, energia e ambiente.

La crescita e la sinergia di queste strutture incentiverà altre aziende a collocarsi in quest’area per sviluppare filiere innovative e nuove imprese. Il parco diventerà il motore di un nuovo approccio all’economia della conoscenza, basato sul lavoro comune di sapere industriale e conoscenze umanistiche, con l’obiettivo di generare e implementare nuove idee, per aumentare l’attrattività e la competitività di Reggio.

Con il Tecnopolo si avvia anche la realizzazione del progetto di rigenerazione urbana che ha nell’area delle ex Officine Reggiane (260mila metri quadrati) il suo cuore pulsante e che prevede il recupero dei capannoni industriali, nuove infrastrutture di mobilità e nuovi collegamenti e la riqualificazione di interi ambiti urbani. Il Comune di Reggio è attivato anche in un percorso per la riqualificazione di ulteriori capannoni dell’area: a questo scopo il piano nazionale città ha accordato a Reggio 11 milioni, cui si aggiungono i 6,5 milioni già resi disponibili dalla Regione Emilia-Romagna e gli investimenti delle organizzazioni e delle società private, in particolare Unindustria e Iren Rinnovabili.

E’ stato individuato nel capannone 18 (7.500 metri quadrati), adiacente al Tecnopolo, il prossimo step di sviluppo del Parco con l’insediamento di nuovi centri di ricerca applicata, di start-up e spin-off d’impresa, di attività produttive e di terziario avanzato.


"Il Tecnopolo, Reggio e un futuro da costruire"
di Luca Vecchi - capogruppo Pd in consiglio comunale a Reggio


Ultimo aggiornamento: 31/10/13

28/10/13 h. 8.47
Ufficiale di Picchetto Sonia Masini dice:

Chiamata PAO!
Chiamata PAO!

28/10/13 h. 8.42
Mah, speriamo bene! dice:

Io non so se il tecnopolo sia stato un investimento giusto oppure no, non ho le competenze per farlo.

Ma trovo questa diatriba paradigmatica del momento che viviamo. Qualsiasi cosa faccia il "Pubblico" trova ormai solo lo scetticismo della gran parte della popolazione. Non ci si fida più.

Il giorno in cui queste cose saranno fatte senza trasformarle in eventi mediatici, lasciando il passo ai soli diretti interessati, gli scienziati, se mai ci sono (temo che l'intervento di La Arsura abbia molto di vero, temo che anche lì valga di più la questione posti da occupare e prebende da spartire, che altro) si potrà pensare in modo meno prevenuto.

Ma fintanto che vediamo foto come quella qui sopra del taglio del nastro, con addirittura un ministro che viene a farsi fare la foto... per quanto ex sindaco...

Mah, speriamo bene!

27/10/13 h. 21.46
tecnopollo... dice:

..ma allora l'avete capito che lo scopo del Tecnopolo è stato solo quello di far costruire l'ennesimo pirillo di cemento!la ricerca a giá prodotto il suo principale risultato, adesso può anche chiudere...

25/10/13 h. 17.55
chris dice:

grande arsura e mi permetto di aggiungere che il più ritardato dei miei amici di scuola adesso fa il prof di marketing all'unibò e uno dei più leccaculo è il direttore di una grossa agenzia di stampa nazionale...il più merda invece fa il consulente mediolanum dove ce l'ha sbattuto il prete...l'ingegnere motociclistico meno competente che conosco è figlio di un padreterno e lavora sempre dove vuole...ha fatto una tesi su una roba che non si potrà mai ottenere o meglio la puoi anche fare ma la guidi poi te

25/10/13 h. 17.09
la arsura dice:

..io a volte... mentre mangio.. sento i dialoghi tra un professore e un assistente/ricercatore..

..sono della stessa "area di studio", un'area tecnica ..me li sarei immaginati nel mio stereottipo mentale dei "super appassionati" della loro materia..

..me li sarei immaginati spesso intenti a parlare tra loro dei contenuti delle loro ricerche..
me li sarei immaginati modello "informatici spaccabit" quando si incontrano..

..ogni volta che li ho vicini rimango deluso.. sempre intenti a parlare di quanto finanziano quel progetto e quell'altro.. del per quale data devono fare vedere qualcosa... di quanti posti ci sono la e quanti qui... di tizio che vuole andare in quel posto là ecc..

..una delusione totale.. non si sente la passione nei dialoghi...

..qs dormono e mangiano e vanno in bagno come tutti.. hanno argomentazioni medie...

..e state li a spendere milionate per una cattedrale ?

..regalate dei computer ai bambini di reggio e premiate i giovani reggiani sui 15 anni con risultati al di sopra della media!

anziche buttare palate di soldi nel cesso.

25/10/13 h. 16.43
x chris dice:

hanno ragione ignorante stai zitto che fai più bella figura

25/10/13 h. 13.17
chris dice:

"sacrosanto!" viva le persone contro i sodi buttati all'immagine di una grandeur inesistente

25/10/13 h. 12.49
la ricerca la fanno le persone, non i muri dice:

i contenitori da soli non bastano.

Se si fossero usati spazi esistenti già di proprietà pubblica e se si fossero impiegati le risorse per la ricerca effettiva forse avremmo fatto veramente il bene della ricerca.

Quante borse di studio per i ricercatori si pagano con tutti i milioni spesi senza aver ricercato ancora nulla?

Però non si finiva sulle riviste patinate e sui giornali

25/10/13 h. 11.44
chris dice:

minchia ragazzi come siete pregni di nazionalismo orgoglio e ottimismo
beati voi che siete al passo con i tempi

25/10/13 h. 11.37
Giuseppe Barigazzi dice:

Ma stiamo pure a dare attenzione alle parole si sto poveraccio che afferma "del tecnopolio non so proprio niente e non ho neanche letto l'articolo ma immagino che andrà tutto a puttane"? Ma scherziamo. Questa gente si merita la realtà che già vivono: l'emarginazione. Fosse per loro Reggio sarebbe un deserto privo di edifici,persone,cose,fermo ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Avanti così, ben venga tecnopolo, parco della conoscenza, strutture universitarie, arena campovolo, mediopadana e via dicendo. O si sta al passo coi tempi (ricordo che siamo nel 2013) o "at salòt minghina".

25/10/13 h. 10.19
Maestro Elementare dice:

Le bestie ignoranti che non sanno scrivere nemmeno una frase senza riempirla di errori d'ortografia e grammatica dovrebbero tornare alle elementari. Poi, se ancora vorranno scrivere cazzate, almeno le potranno scrivere in un italiano corretto e comprensibile.

24/10/13 h. 21.13
chris dice:

caro poveraccio se vuoi comprarci 3 biglietti grazie ma comunque "sol da lunge" ti saluto
riccardo ti dirò: io non è che sappia poco del tecnopolio non so proprio niente e non ho neanche letto l'articolo ma immagino che andrà tutto a puttane come fosse in africa (perchè siamo messi alla stessa maniera da almeno 10 anni) ti spiego: la cooperazione internazionale (che è la stessa che da i soldi per costruire il tecnopolo) ti da i soldi per costruire una cosa che poi vedrai che non riuscirete a tenerlo in piedi e non scommetto al peggio perchè io non scommetto mai.
all'altro mauro complimenti per la rettorica

24/10/13 h. 20.21
ultima chiamata x chris dice:

...sta partendo il tuo aereo x il fanculistan e se vuoi ti compro i biglietti anche x i due Mauri...ma che cazzo dici ma chi lecca il culo a chi?? ma che cosa ti inventi sfighe!!!...fuori dai coglioni gigi!!!!

24/10/13 h. 19.15
Riccardo dice:

mi pare evidente che qualcuno sta parlando di cose che non conosce. Al Tecno polo andranno a lavorare molte persone che già adesso e in alcuni casi da un sacco di anni, stanno facendo ricerca in alcuni settori importanti per Reggio e per tutto il paese. Riunirli servirà ad aumentare le possibilità di confronto tra loro, quindi di crescita. In alcuni casi verranno dismesse vecchie sedi cadenti che costano alla collettività in termini di consumo energetico e affitto. La Ricerca costa e nessuna piccola e media impresa si può permettere di mantenerla in proprio, se funzionerà (ho scritto se) sarà un ottimo servizio, che creerà altri posti di lavoro. Poi si può certo scommettere al peggio, ma speriamo che non sia questo il caso.

24/10/13 h. 17.53
Un altro Mauro dice:

...tecnomese al tecnopolo....abitato dalle intelligenze.....come se le poche imprese reggiane , che si contano in una mano, che fanno ricerca siano state ferme ad aspettare il tecnopolo.....parco delle conoscenze.....parole vuote.....ma suonano così bene! 100 metri più in la Santacroce aspetta la liberazione dal ghetto nel quale è stata rinchiusa col muro di viale Ramazzini...ma c'è il tecnopolo....stica..i

24/10/13 h. 15.37
chris dice:

io sto dove mi pare senza chiedere soldi a nessuno non come voi altri leccaculo degli enti pubblici.
vedremo il tempo a chi darà ragione e vorrei ricordarti che nel 93 quando voi vedevate i cartelloni forza italia senza immaginare cosa fossero io avevo già capito che ci avrebbe governati per 20 anni
vedremo chi tra me (mauro e l'altro mauro) e voi tra (non dico 20 ma anche solo) 3 anni chi con le sue previsioni di oggi si sarà avvicinato di più alla realtà

24/10/13 h. 14.42
cazzo ma chris sei un genio!!! dice:

Una analisi xfetta: viviamo in paese immobile da sempre e ora che nella nostra citta si fa una iniziativa lodevole son soldi buttati via...forse si puo pensare che proprio in un momento come questo si possa ripartire e sviluppare le tecnologie e i prodotti x rendere piu' competitive le aziende del territorio che sono tante con eccellenze che spaziano in tutti i settori. Ma tu non avevi scritto che stavi x andare all'estero??beh cosa fai ancora qui ti lamenti e basta? L'italia ha bisogno di positivita' e nn di gente che pontifica e giudica tutto sempre negativamente..buon viaggio e tanta tanta fortuna...

24/10/13 h. 14.04
Riccardo dice:

a volte i soldi vengono buttati al vento altre volte no. La ricerca è una questione importante e per una volta che la si valorizza, bisognerebbe esserne contenti. Chi dice che non conterà nulla è semplicemente perchè non conosce le persone che ci andranno a lavorare, cosa faranno e soprattutto cosa fanno da anni. Le questioni estetiche sono soggettive, si valuterà la funzionalità.

24/10/13 h. 12.53
chris dice:

è molto probabile che alla fine di tutti questi milioni sputtanati abbia ragione mauro
in italia la ricerca non esiste.
spiegatemi come si fa in un momento di fortissima crisi a spendere tutti i milioni di cui ci ha parlato susanna e sperare di riprenderli su prima di morire?
è molto probabile che mauro sia molto meno ignorante di chi gli ha scritto ignorante
investire sulla ricerca in italia è sempre stato fallimentare. e poi per chi la fate quella ricerca che le aziende in italia non sono più italiane?
ditemi?

24/10/13 h. 12.50
Un altro Mauro dice:

Si parla di investimenti, quindi in quanti anni è previsto il punto di pareggio dei 5,5 milioni e da quale anno produrrà utili? Viceversa non si può tecnicamente armare di investimento.
Chi ne beneficia? La collettività è una risposta non valida.
Anche Reggiochildren a 20 anni "fa" investimenti, che il comune ripiana.
Messaggio x prossima giunta: piccole cose che fanno vivere meglio i cittadini, una buona ordinaria amministrazione.

23/10/13 h. 21.54
Susanna dice:

per Mauro : conterà nulla ma i "VALORI" ci sono"investimento di 5,5 milioni, di cui 3,1 milioni a carico del Comune e 2,4 milioni a carico della Regione. L?investimento per i programmi di ricerca è pari a 10,6 milioni, di cui 5,3 milioni da contributo europeo Por-Fesr, portando l?investimento totale su Reggio a 16,1 milioni."

23/10/13 h. 20.07
mauro arzan gnorant dice:

Il solito reggiano provinciale che pur non avendo capito nulla della portata del progetto deve esprimere la sua opinione inutile tra l'altro senza motivarla....che provincialismo che ignoranza....

23/10/13 h. 18.55
Mauro dice:

Tutti li x vedere un'obrobrio del genere che non conterà nulla

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