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Sabato 03.12.2016 ore 10.37
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In Emilia-Romagna 471 milioni di euro per la non autosufficienza


La giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha definito la ripartizione alle aziende sanitarie del Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna), pari a 436 milioni di euro per il 2016: 120 milioni di risorse proprie più altri 316 milioni del Fondo sanitario regionale, incrementato di 5,4 milioni rispetto al 2015.



A queste risorse si aggiungono 4,344 milioni da accantonamenti del 2015 e 30,888 milioni dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, per un totale di oltre 471 milioni per far fronte ai problemi di anziani e disabili, dei loro familiari e di chi li assiste (caregiver). Anche nel 2016, dunque, le risorse per la non autosufficienza si confermano superiori al totale del fondo nazionale, pari a 390 milioni per tutte le Regioni.

I 436 milioni del Frna sono stati così suddivisi: 29.603.921 euro a Piacenza, 43.000.922 euro a Parma, 47.170.836 euro a Reggio, 64.736.546 euro a Modena, 90.048.270 euro a Bologna, 12.753.226 euro a Imola, 37.432.286 euro a Ferrara e 111.253.923 euro all’Ausl della Romagna. Quest’ultima quota è stata ulteriormente ripartita in 39.922.253 euro all’ambito di Ravenna, 19.860.054 euro a quello di Forlì, 19.164.345 euro a quello di Cesena e 32.307.271 euro a quello di Rimini.

La quota assegnata all'Emilia-Romagna nel riparto del Fondo nazionale per le non autosufficienza, invece, sarà oggetto di un successivo provvedimento specifico, mentre i 4,344 milioni da accantonamenti del 2015 sono già nella disponibilità delle singole aziende sanitarie.

Soddisfatto il presidente della Regione Stefano Bonaccini: “La scelta di investire importanti risorse nel fondo regionale per la non autosufficienza rende chiaro quelle che sono per noi le scelte davvero strategiche. Lo abbiamo detto fin dall’inizio e manteniamo ciò che abbiamo promesso: non lasciare sole le famiglie e le persone che assistono i propri cari, rafforzando la sanità e il welfare regionale attraverso il miglioramento delle strutture, il rinnovo delle apparecchiature, l’assunzione e la stabilizzazione di personale. Chi vive giorno per giorno con familiari con problemi di salute rilevanti deve poter contare su un sistema di servizi efficiente e in grado di rispondere alle più diverse esigenze, con strumenti diffusi nei territori che rappresentano per noi una priorità”.

Quello della non autosufficienza “è un tema destinato a diventare sempre più rilevante - ha aggiunto l’assessore regionale alle politiche per la salute Sergio Venturi - che pone tutta una serie di problemi anche a livello economico e organizzativo per le famiglie. La scelta che abbiamo fatto ci consente di aumentare il numero dei cittadini inseriti nella rete dei servizi. Stiamo parlando, in particolare, di un ampliamento delle opportunità e delle modalità di erogazione degli interventi a bassa soglia, e cioè di quegli interventi caratterizzati dal massimo livello di accessibilità e di presa in carico di anziani, disabili, ma anche dei loro familiari e dei caregiver”.


Ultimo aggiornamento: 01/12/16

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