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Sabato 24.06.2017 ore 17.34
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I nazisti dell'Illinois


Sottrarre Reggio Emilia al centrosinistra (chiamatelo come volete: sinistra generica, centrosinistra con o senza trattino, tradizione social-comunista-cattolico-progressista, insomma tutto fuorché la destra vera o percepita) è impresa da Guinness, qualcosa di arduo assai, un po’ come scalare l’Everest con le infradito. Tuttavia c’è chi ci sta inconsapevolmente provando, e se non si rimettono le cose a posto anche l’impossibile potrebbe rivelarsi, di qui a qualche tempo, non più tale.

 
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Lunedì scorso sono scese in piazze alcune centinaia di persone (non più di cinquecento, a dire il vero, poi sui giornali si moltiplicano nella speranza che per transustanziazione si moltiplichino anche le vendite: il che peraltro non accade, un po’ come si scrive in locandina “Brucia la scuola” e uno pensa come titoleranno il giorno in cui, non dovesse mai accadere, una scuola bruciasse per davvero) molte delle quali, in piazza, di norma transitano per lavoro o per piacere, ma non certo per politica.

 
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Il breve corteo era indetto da comitati di alcuni quartieri alle prese con problemi di sicurezza un tempo percepita e oggi non più. Fenomeni reali, non inventati. I nostri nonni abitavano nei villaggi popolari e potevano permettersi di lasciare aperto l’uscio di casa. Spesso oggi non bastano allarmi e porte blindate. Ancora una ventina d’anni fa ricordo un’amica di Napoli sconcertata dall’esposizione notturna di prodotti di pregio in vetrine illuminate e incustodite: “Queste a Napoli durerebbero una notte”, sorrideva. Decisamente, erano altri tempi.
 
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Reggio è una delle piccole capitali dell’accoglienza internazionalista. Ne può vantare una tradizione sia comunista sia cattolica. Sull’Africa Australe il Pci si impegnò per anni, con la benedizione di Mosca e il silenzioso assenso dei governi democristiani. Sui nomadi – ma più in generale sui “dannati della Terra” – la chiesa postconciliare avrebbe qualche ragione per innalzare agli altari figure straordinarie come don Alberto Altana.

 
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Dunque i numeri di oggi, costruitisi in venticinque anni di accoglienza in parte implementata e in parte subita, non rappresentano una novità. Anzi: negli ultimi tre anni il numero degli immigrati ha iniziato a scendere, ovviamente anche in conseguenza della crisi. E non occorre spendere parole per convincere anche il lettore più riottoso dell’utilità anche economica dell’ingresso di giovani migranti, i quali suppliscono a carenze demografiche largamente praticate dai nativi italiani.
 
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Reggio sconta le difficoltà che scontano quelle città alle prese con ogni immigrazione male organizzata alla radice e faticosamente gestita nei suoi vari passaggi. Sono problemi diffusi in quasi tutta Italia. A meno che non si viva sulla Luna, basta viaggiare un po’ anche solo lungo l’asse della via Emilia storica per constatare luoghi di degrado, sia in aree urbane sia extraurbane.
 
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Esiste qualche reggiano (o modenese, o parmigiano, o della Bassa o dell’Appennino) cui faccia piacere trovarsi lo scooter rubato, la casa svaligiata, la vetrina del negozio sfondata, la borsetta rapinata?
E ciò ha qualcosa a che vedere con le categorie politiche della destra e della sinistra?
 
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Con un briciolo di razionalità, ciascuno di noi risponderebbe di no. 
Il problema è che prevale la pancia e non il cervello. A sinistra come a destra.
 
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Il sindaco Luca Vecchi, in questo rubrica storicamente e affettuosamente ribattezzato Prudencio, ha sbagliato a inseguire la nuova maggioranza neo-ideologizzata che sovrintende alla sua giunta e che ha confuso normali e rispettabilissimi concittadini (e soprattutto concittadine) con i nazisti dell’Illinois.




 
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Prudencio, in questo caso, non è stato Prudencio ma è andato in tilt. Secondo la presente rubrica, è mal consigliato. Al suo posto un sindaco del Pci (escluso Campioli, li abbiamo conosciuti tutti di persona) avrebbe sicuramente accolto in municipio una delegazione dei manifestanti, li avrebbe ascoltati, avrebbe riconosciuto la dignità della loro protesta e avrebbe spiegato con calma e pazienza come Reggio Emilia sta organizzando una situazione che è difficile da gestire per tutte le amministrazioni, a cominciare dallo Stato.

 
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Invece no. Al netto di qualche infiltrazione politicante (neofasci stagionati, grillini, fratellini d’Italia, qualche leghista) era tutta gente in perfetta buona fede. E se non ascolti i tuoi concittadini – tu che sei il sindaco – non solo ti prendi i titolacci dei giornali, ma cominci pure a diventare antipatico a chi non lo eri.
 


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24/06/17 h. 14.09
l'orecchio del sindaco dice:

In privato (ma io presente) il sindaco Vecchi ha affermato che dei post su questo sito, se ne frega bellamente in quanto rispetto alle migliaia di preferenze avute alla sua elezione, trattasi di un niente. Il sindaco Vecchi preparato ma non intelligente, ignora che si, i post sono pochi, ma vengono letti da migliaia di persone. Pur di non ascoltare voci contrarie si esibisce in affermazioni del cazzo!

20/06/17 h. 14.43
Da dimenticare lui dice:

e tutto il codazzo di gente che gli ruota attorno....mamma mia che basso livello!

20/06/17 h. 9.58
Prude dice:

Un sindaco che verrà, spero presto, dimenticato.

19/06/17 h. 14.30
Antitaliano dice:

Duole concordare con colui che usa il nome dell'imbianchino austriaco...

19/06/17 h. 11.10
Adolf dice:

Un personaggio incapace, inetto, inutile, con la preparazione politica di un qualsiasi frequentatore della bocciofila del Gattaglio e la faccia che Alfano a confronto sembra Brad Pitt.

19/06/17 h. 9.25
Gianni dice:

Di lui, su Telereggio, si sentono solo parole di propaganda, coerenti con i tempi di Soncini col Mozambico: "Reggio con questo e quello, dimostra un ulteriore..." Ma i tempi non son più quelli e se in quel tempo erano i reggiani a portare aiuti in Africa ora sono gli africani a venire in Italia.
Sui temi concreti, reali, dalle interrogazioni che lo riguardano personalmente ai problemi stridenti creati dalla dicotomia diritto-dovere d'accoglienza e tenuta del tessuto sociale... beh lui si imbizzarrisce, alza i toni, la voce diventa stridula e la prosa offre querele o sdegnati e trancianti dinieghi al dialogo.
E' un problema...

17/06/17 h. 20.14
Anna dice:

Il problema è che questi " nuovi" politici non hanno fatto una sana gavetta, le città sono e saranno sempre più difficili da amministrare !

17/06/17 h. 0.42
Antitaliano dice:

Cristo, direttore, ma lo vedi che espressione ha? Cosa vuoi che ascolti? Questo sente delle voci! Ma non sono angeli, sono gli specialisti che gli consigliano la terapia appropriata!

16/06/17 h. 17.56
campine dice:

Delrio accolse i comitati contro le campine, ne ascoltò le ragioni e non furono criminalizzati.
Poi non modificò più di tanto il progetto, ma non si può negare almeno l'ascolto.

16/06/17 h. 14.34
Giorgio dice:

Perfetta analisi direttore. Nessun sindaco avrebbe fatto questo errore. Ma è giovane! Imparerà? O anche lui si sente unto dal signore?

16/06/17 h. 12.38
antonella dice:

".... Al netto di qualche infiltrazione politicante (neofasci stagionati, grillini, fratellini d?Italia, qualche leghista) era tutta gente in perfetta buona fede. E se non ascolti i tuoi concittadini ? tu che sei il sindaco ? non solo ti prendi i titolacci dei giornali, ma cominci pure a diventare antipatico a chi non lo eri....." dimmi con chi vai e ti dirò chi sei .

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