E' in carcere da un anno e mezzo Rosario Caiazzo, l'ex vigilante dell'Ivri finito in manette nel dicembre 2010 dopo essere fuggito a bordo di un furgone blindato contenente 3 milioni e 700mila euro tra contanti e assegni, e si è visto confermare in Appello la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione, la stessa pena che gli comminò in primo grado il giudice del tribunale di Parma Paola Artusi.Caiazzo era presente all'udienza davanti alla seconda sezione penale del tribunale d'Appello di Bologna. Non ha rilasciato dichiarazioni e non ha avuto particolari reazioni durante la lettura della sentenza, seguita dall'ordinanza di rigetto della richiesta di arresti domiciliari. L'avvocato difensore fa sapere che Caiazzo molto probabilmente rinuncerà al ricorso in Cassazione e chiederà al Tribunale di Sorveglianza misure alternative alla detenzione.
L'avvocato aveva fondato il ricorso sulla derubricazione del reato da furto aggravato ad appropriazione indebita e aveva chiesto il minimo della pena, con concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. Il pg, invece, aveva chiesto la conferma della condanna, ritenendo “mite” il trattamento sanzionatorio di primo grado, poichè non sarebbe stato tenuto conto della gravità del reato commesso e della personalità di Caiazzo, la "spregiudicatezza” nell'organizzare e mettere a compimento il piano.
L'imputato non è stato ritenuto meritevole delle attenuanti generiche in considerazione della non totale collaborazione con gli inquirenti. L'accusa ha ricordato la mancanza di riscontri durante il sopralluogo nel punto in cui l'ex vigilante aveva dichiarato di aver sepolto il denaro. Secondo il pg, la versione di Caiazzo sarebbe totalmente inventata e l'uomo si sarebbe costituito esclusivamente per poter avere uno sconto di pena. L'avvocato di parte civile, l'Ivri, ha insistito perché fosse confermata la sentenza di primo grado che ha garantito all'istituto un risarcimento di 3 milioni e 700mila euro.









