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Mercoledì 28.06.2017 ore 16.14
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Nicola Fangareggi

Freak Antoni genio outsider


di Nicola Fangareggi

Troppo coraggioso e compassionevole, Roberto Freak Antoni, per fingere di non avere visto sul ciglio dell’abisso quel che c’era dopo. Perché dinanzi all’abisso era arrivato presto. Stava sul bordo. Ne era attratto. Come tanti di noi, di quella generazione. Non lo nascondeva.

Ha dato più di ciò che ha ricevuto in vita. La consapevolezza dell’influenza del suo genio di outsider non lo compensava dei costi della solitudine. Sapeva di essere stato il primo. Di essere tra i migliori. Forse il migliore di allora.

Come quelli che ci credono davvero aveva compreso subito che non fosse il caso di prenderla troppo sul serio. Così era arrivato già da ragazzi a comprendere quel che Giuseppe Verdi aveva messo in scena alla fine della vita, nel Falstaff: “Tutto nel mondo è burla”.

Furono dunque subito burla e molti equivoci. Rock demenziale. Punk. Movimento. La Bologna dopo il Settantasette. Gli Skiantos erano irresistibili e dal palco lanciavano gli ortaggi alla platea: “Largo all’avanguardia, siete un pubblico di merda”.

La stagione, come si dice, fu intensa e breve. L’Italia si ripigliò in fretta. Bologna pure. Le avanguardie si spensero tra droga, partito o carriera. “Ho visto le menti migliori della mia generazione diventare politici o giornalisti”, parafrasava amaro l’indimenticato urlo di Allen Ginsberg. Si spegnevano le luci. Tondelli moriva. Rimase Vasco, che ancora cantava “siamo solo noi, quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso”.

Nel solstizio d’inverno del 2012, dal balcone di Piazza del Monte a Reggio, Roberto Freak Antoni scelse un discorso di Osho sulla morte come finzione. Quell’appuntamento aveva in mente. Lucido, sereno, consapevole. Parlava con la dolcezza di un maestro zen e accettava il peso della sofferenza condividendo empatia anche con il suo vecchio pubblico che gli chiedeva di gelati e sbarbine.



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14/02/14 h. 21.20
Sergio dice:

Avercene, come lui... ciao Roberto.

12/02/14 h. 20.40
Azio Sezzi dice:

Un grande uomo che se ne va.
"Una vita spesa a skivar la fresa"
Dolcissimo e profondo allo stesso tempo.
Il tuo "pungolatore" ti saluta e ti abbraccia ...

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