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Mercoledì 26.04.2017 ore 15.38
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Fercam-Artoni, sindacati: ancora sciopero. La protesta, "3mila posti a rischio"


Prosegue la mobilitazione dei dipendenti Artoni e dei lavoratori delle imprese in appalto che anche oggi, venerdi 17 febbraio, scioperano e presidiano i magazzini
"Nessun riscontro da Fercam" - "3000 posti di lavoro, tra lavoratori Artoni e lavoratori indiretti, sono stati compromessi unicamente dal comportamento scellerato di Fercam, FercamArtoni e Artoni", dichiarano i sindacati.

 
In una nota spiegano i sindacati: "Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti Nazionali apprendono da note stampa della società Fercam/Artoni notizie distorte e non corrispondenti al vero. Occorre fare chiarezza rispetto al reale svolgimento degli eventi, richiamandosi alla verità dei documenti ufficiali e non alle chiacchiere. 
Le Segreterie Nazionali ribadiscono che vi è stato un solo incontro, per avviare la procedura di affitto di ramo d’azienda attivata da Fercam e Artoni, il giorno venerdì 10 febbraio. Tale incontro non ha concluso la procedura prevista dall’art. 47 della Legge 428/90. 
 
Le aziende si sono poi incontrate al Ministero del Lavoro, martedì 14 febbraio, per verificare la possibilità di attivare la Cigs per i lavoratori non soggetti al passaggio d’azienda. Mercoledì 15 febbraio è stato convocato il secondo incontro per esperire la procedura. Le Segreterie nazionali non hanno svolto nessun’altra delle riunioni cui fa riferimento la nota stampa di FercamArtoni. 
Fercam non si è presentata all’incontro di espletamento della procedura di mercoledì 15 febbraio, in totale spregio della normativa e di corrette relazioni industriali. 
Nonostante  ciò le Segreterie Nazionali hanno presentato, il giorno stesso, a Fercam una proposta che accoglieva tutto quanto richiesto dall’impresa il venerdì precedente. Questo è stato possibile grazie alla disponibilità di Artoni a mantenere aperta una parte delle attività non cedute, affinché si potesse attivare la Cigs nei confronti dei lavoratori non soggetti al passaggio. Tale disponibilità, già richiesta il venerdì precedente, è stata comunicata all’incontro del 15 febbraio. 
 
A tale proposta, formulata a soli tre giorni dalle richieste di Fercam e che accoglie totalmente quanto dichiarato vincolante per realizzare l’operazione da parte aziendale, non è ancora pervenuta formale risposta. Questo comportamento di Fercam evidenzia chiaramente la pretestuosità delle richieste stesse. 
Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti Nazionali rigettano il bieco tentativo di far ricadere sul sindacato la mancata realizzazione dell’operazione.

 
I 3000 posti di lavoro, tra lavoratori Artoni e lavoratori indiretti, sono stati compromessi unicamente dal comportamento scellerato di Fercam, FercamArtoni e Artoni. 
Il sindacato si è mosso, come sempre, con grande senso di responsabilità e, in soli tre giorni ha reso possibile accettare quanto richiesto da Fercam, mettendo a nudo le vere intenzioni dell’impresa. 
Le Segreterie Nazionali si stanno attivando per coinvolgere i ministeri competenti al fine di affrontare questa delicata e drammatica situazione e per stigmatizzare comportamenti imprenditoriali che, con la massima leggerezza, mettono in crisi l’occupazione in un settore che necessita di tutele, regole e legalità, quale quello della logistica. 
Anche Confindustria non può restare indifferente in quanto i comportamenti inaccettabili citati sono stati attuati dal presidente di Fercam nonché presidente di Anita, associazione dell’autotrasporto di Confindustria. 
Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti Nazionali dichiarano lo sciopero per l’intera giornata di venerdì 17 febbraio del personale di Artoni e delle imprese in appalto promuovendo azioni di visibilità e mobilitazione presso i siti Fercam".

I consiglieri regionali. “Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze sociali ed economiche di questa crisi perché le attività del Gruppo Artoni rappresentano un settore strategico sia a livello locale che nazionale, occupando direttamente o indirettamente oltre 3.000 persone.” “Per non disperdere un simile patrimonio di risorse umane e professionali è necessario attivare tutti gli strumenti utili a superare lo stallo che si è creato dopo la rottura delle trattative con la Fercam.”
 
Così dichiarano i consiglieri regionali PD di Reggio Emilia Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi e Ottavia Soncini, appellandosi prioritariamente a chi ha già manifestato interesse ad acquisire la Artoni, ma in senso più ampio all’intero sistema imprenditoriale e territoriale, in forza della strategia che ha ispirato il Patto per il Lavoro regionale sottoscritto nel 2015 e che, come certificano gli ultimi dati, ha prodotto già buoni risultati in termini economici e occupazionali. “Siamo solidali con i lavoratori impegnati nella tutela dell’occupazione – sottolineano i consiglieri – e consideriamo l’unità di intenti e la collaborazione di tutte le rappresentanze sociali, territoriali e produttive la leva più efficace per traguardare la crisi, mantenere e produrre nuovi posti di lavoro”.
 
“Ora il nostro impegno per il Gruppo Artoni – assicurano - sarà quello di monitorare e sostenere l’azione dell’Assessorato regionale ai fini dell’attivazione immediata del tavolo di salvaguardia presso il MISE, ritenendo che il percorso di risoluzione di questa crisi richieda – sottolineano gli esponenti PD in Regione - un’azione congiunta e coordinata di istituzioni e rappresentanze per scongiurare le conseguenze più drammatiche per l’azienda, le famiglie e per tutto il territorio.”
 
 


Ultimo aggiornamento: 17/02/17

18/02/17 h. 11.02
le colpe dei padri dice:

Non viene a nessuno il sospetto che la Artoni Trasporti sia stata gestita male dall'ultima direzione aziendale data in mano alla figlia dei capi precedenti? Manager in provetta costruiti a scuola, bocconiani fighetti che non hanno mai fatto pratica sul campo, sporcandosi le manine con il lavoro vero e con le difficoltà reali del mercato.

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