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Export, gli Usa per l'Emilia sono il terzo mercato


Nei primi sei mesi del 2017 l'Emilia-Romagna ha esportato verso gli Stati Uniti per 2,9 miliardi di euro, il 5,1% in più rispetto al primo semestre 2016.



Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco per le produzioni emiliano-romagnole, trainate da meccanica, mezzi di trasporto, ceramica, alimentare, moda; Modena, Bologna e Reggio Emilia sono le prime tre province della graduatoria delle esportazioni. Sono alcuni dati dell'export regionale verso gli Stati Uniti analizzati nel workshop 'Esportare negli Usa e collaborare con le imprese americane nell'era di Trump', organizzato da Regione e Unioncamere Emilia-Romagna.
 
Flessibilità, costi ridotti di manodopera media ed energia, trasporti e dogana, ottima logistica, forte stimolo agli insediamenti industriali negli Usa per la creazione o mantenimento di posti di lavoro e investimenti in immobili, macchinari e ristrutturazioni sulla base di incentivi pari al 10-20% (attraverso crediti d'imposta, contributi a fondo perduto, prestiti diretti a tasso basso, garanzie governative su prestiti privati, titoli obbligazionari e altre modalità): sono opportunità che rendono gli Usa un Paese dove oggi è possibile investire o attuare una strategia di penetrazione commerciale.
 
Ci sono notevoli spazi in prospettiva, come sottolinea Claudio Pasini, segretario generale di Unioncamere Emilia Romagna: "nel primo semestre 2017 l'Emilia-Romagna ha esportato quasi 3 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, terzo mercato di sbocco, quindi un 5,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Ci sono molte opportunità e siamo in grado di indicare i prodotti driver con maggiori opportunità sul mercato americano dove sono poco meno di 5000 le imprese che esportano, di cui una metà non sono esportatrici abituali: quindi c'è un grande lavoro perché lo possano divenire, un percorso da parte di istituzioni pubbliche e associazioni di categoria per sostenere le piccole imprese a consolidarsi e le medie imprese a ragionare in termini di stabilizzazione quindi di investimenti per aprire filiali".
 
D'altra parte anche grandi aziende e multinazionali Usa stanno investendo nel sistema regionale, come ha ricordato Palma Costi, assessore alle Attività produttive dell'Emilia-Romagna.
"Abbiamo un rapporto importante con gli Stati Uniti - dice - per il peso del nostro export e per il fatto che l'E-R è una regione con forte presenza di capitale americano. C'è crescente richiesta di insediamenti di imprese che riconoscono qui alcuni elementi: la capacità del sistema produttivo di piccole e medie imprese di saper lavorare e innovare, il tema dei lavoratori e quindi delle persone e la capacità del sistema emiliano romagnolo di favorire questi investimenti. Il rapporto con il mercato americano rimane fondamentale sia tra imprese che istituzioni".
 
Per Charles Bernardini, partner della Law Firm Nixon & Peabody, "la strategia giusta per un'azienda italiana può essere di creare una filiale negli Usa come canale privilegiato che permette di superare diversi ostacoli. I clienti americani preferiscono comprare da un'azienda 'americana', è il fenomeno del cosiddetto Buy America".


Ultimo aggiornamento: 16/09/17

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