a mio avviso procedere per stralci non porta da nessuna parte. Occorre ripensare tutto l'assetto degli enti locali, a partire da una profonda riforma della finanza locale: il compianto Enzo Bonazzi giustamente diceva che una finanza locale in Italia non c'è mai stata.
Il primo cittadino di Reggio ha anche detto che si è già cominciato a ragionare su come definire le nuove funzioni provinciali nel modo ottimale per i cittadini, nonostante ci si trovi in una fase preliminare e non sia ancora stato trovato un accordo sui confini. Sono infatti diverse le correnti di pensiero sulla riorganizzazione: c’è chi preferisce un “Provincione” unico, chi più accorpamenti tra Province limitrofe e chi si oppone del tutto al cambiamento.“Sappiamo che si tratta di una parte di una riforma più complessiva in cui ci sono anche le unioni dei Comuni e le città metropolitane: sono tutte trasformazioni positive che semplificheranno le cose”, tranquillizza Delrio e aggiunge: “Quello di oggi è stato un primo scambio di idee, ovviamente ci sono ancora opinioni diverse tra noi su quale sarà l’ambito migliore. Concentriamoci però sui servizi e su quale sarà l’effetto finale per i cittadini, ci sono gruppi di lavoro in corso su questo. Vedremo i dati sui servizi, ma io sono convinto che quel tipo di funzioni vengano realizzate meglio in ambito di area emiliana, in una Provincia emiliana da Piacenza a Modena”.
Ora la mano passa al Consiglio autonomie locali che ha fino al 24 ottobre per esprimere una proposta, poi dovranno dare l’ok la Regione e infine Roma. “C’è poco, anzi pochissimo tempo. Non perdiamone più”, esorta Delrio.Non è dello stesso parere il sindaco di Modena Giorgio Pighi che davanti alla stampa non è sembrato entusiasta dell’idea del collega reggiano e ha dichiarato: "Oggi la discussione non è stata sui confini, ma sul metodo da adottare. Di soluzioni non si è parlato, anche se è chiaro che quella che Delrio condivide è una delle proposte in campo. Siamo in una fase in cui si analizzano i criteri e quello che dovranno fare queste nuove Province, che saranno enti di secondo grado, in rapporto alle funzioni. Ma le conclusioni sono un capitolo ancora aperto".
Più aperto alla proposta di Delrio appare il sindaco di Piacenza Paolo Dosi: "Se, come sembra, andremo nella direzione di operare all'interno di un sistema sovra-provinciale che si estende tra Piacenza e Modena - ha detto il primo cittadino - dovremo essere in grado di conquistare gli spazi utili a valorizzare le nostre eccellenze, produttive e di servizio alla persona. Sia per non disperdere la ricchezza di un patrimonio, sia per metterlo a disposizione di nuovi utenti. Il lavoro non manca. Siamo e saremo presenti"."Province, dibattito inesistente sul futuro di Modena. Attendiamo gli ordini presi a Bologna dal partitone?"









