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Venerdì 24.05.2013 ore 22.18
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Edili, grande adesione allo sciopero regionale per l'integrativo


Venerdì 29 giugno

Grande adesione allo sciopero generale regionale della filiera delle costruzioni proclamato da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Le percentuali di adesione sono state significativamente elevate in tutta la regione: a Forlì 100% alla Monier, 75% alla Ferretti Group, 100% alla cooperativa edile umanitaria; a Imola 70% alla Wienerberger e 75% alla Tre Elle; a Reggio 100% tra gli operai Coopsette, 100% alla Montanari; a Bologna 80% alla Tecnoform, 85% al Cantiere Lotto 5A della variante, 80% alla cooperativa Costruzioni linee ferroviarie, 90% alla Ages Strade; a Parma 100% alla Scic; a Rimini 100% alla Industrie Valentini; a Ravenna 100% alla Cooperativa Edile Iter, 60% alla Micromineral; in tutta la regione le percentuali di adesione allo sciopero sono state comprese tra il 65% ed il 100%.



Migliaia di lavoratori hanno sfilato nel rumoroso e partecipato corteo che si è snodato per le vie di Bologna partendo dalla sede regionale dell’Ance per concludersi davanti alle sedi di Legacoop e Cna. Gli slogan ricorrenti durante la manifestazione hanno riguardato prevalentemente la rivendicazione del diritto al lavoro e al rinnovo dei contratti.

Nei loro interventi conclusivi i tre segretari generali regionali Luigi Giove (Fillea Cgil), Ciro Donnarumma (Filca Cisl) e Riccardo Galasso (Feneal Uil) hanno ribadito che “sono trascorsi ormai 18 mesi dalla presentazione delle piattaforme per il rinnovo dei contratti provinciali dei lavoratori edili. Da 18 mesi quindi i lavoratori attendono il rinnovo dei contratti, ma ad oggi non si è potuto rinnovarne neanche uno. Anche in questo modo si sta scaricando sui lavoratori il peso maggiore della crisi economica che rischia di essere pagata più volte dagli stessi soggetti. I lavoratori pagano un prezzo già altissimo a causa dell’uso massiccio degli ammortizzatori sociali, pagano con la mancanza di lavoro e con i licenziamenti, pagano con l’aumento della pressione fiscale e la riduzione dei servizi, pagano infine perché il mancato rinnovo dei contratti riduce ulteriormente il proprio reddito".

I lavoratori edili hanno scioperato per rivendicare il diritto al proprio contratto e per promuovere, insieme a tutti i lavoratori della filiera delle costruzioni, azioni concrete di contrasto alla crisi. I sindacati ritengono "che non sia più rinviabile l’avvio di una serie di investimenti che consentano di intervenire sul dissesto idrogeologico del nostro territorio, sulla messa in sicurezza dal rischio sismico per quanto riguarda le strutture sia pubbliche che private, il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse e residuali, la bonifica delle aree inquinate, il recupero dei centri storici" e chiedono agli enti locali "interventi incisivi ed immediati, sapendo che per fare ciò è necessario mettere in discussione, non più solo a parole, ma nei fatti, il patto di stabilità che, così com’è oggi, rappresenta un grave ostacolo alla crescita e agli investimenti".

Giovedì 28 giugno

"Sono trascorsi ormai 18 mesi dalla presentazione delle piattaforme per il rinnovo dei contratti provinciali dei lavoratori edili. Da 18 mesi i lavoratori attendono il rinnovo dei contratti, ma ad oggi non si è potuto rinnovarne neanche uno. Anche in questo modo si sta scaricando sui lavoratori il peso maggiore della crisi economica che rischia di essere pagata più volte dagli stessi soggetti".

Lo scrive la Cgil annunciando per venerdì 29 giugno uno sciopero regionale dei lavoratori edili per l’intera giornata e la manifestazione regionale indetta da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Emilia Romagna che si terrà a Bologna con concentramento alle ore 9 in via F. Parri, presso la sede regionale dell’Ance.



"I lavoratori pagano un prezzo già altissimo a causa dell’uso massiccio degli ammortizzatori sociali, pagano con la mancanza di lavoro e con i licenziamenti, pagano con l’aumento della pressione fiscale e la riduzione dei servizi, pagano infine perché il mancato rinnovo dei contratti riduce ulteriormente il proprio reddito. Nei tavoli contrattuali ci si è spesso trovati a dover respingere con forza la volontà, da parte di alcune associazioni datoriali, di rimettere in discussione quanto già previsto dai contratti, compresi diritti e istituti che segnano il grado di 'civiltà' nel rapporto di lavoro; ad esempio in diversi casi si tenta di mettere in discussione la copertura economica in caso di malattia - prosegue la nota firmata dal segretario provinciale reggiano della Cgil Guido Mora e da Rudi Zaniboni, segretario provinciale Fillea Cgil Reggio - I lavoratori edili sciopereranno il 29 giugno per rivendicare il diritto al proprio contratto e per promuovere, insieme a tutti i lavoratori e le lavoratrici della filiera delle costruzioni, azioni concrete di contrasto alla crisi. Il recente sisma che ha colpito la nostra regione ha reso fin troppo evidente quanto sia necessario e urgente mettere in sicurezza il nostro territorio, le nostre città, le infrastrutture ed i luoghi pubblici, le nostre fabbriche".

"Noi riteniamo che non sia più rinviabile l’avvio di una serie di investimenti che consentano di intervenire sul dissesto idrogeologico del nostro territorio, sulla messa in sicurezza dal rischio sismico per quanto riguarda le strutture sia pubbliche che private, il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse e residuali, la bonifica delle aree inquinate, il recupero dei centri storici - prosegue la nota di Mora e Zaniboni - Per fare questo chiediamo agli enti locali interventi incisivi ed immediati, sapendo che per fare ciò è necessario mettere in discussione, non più solo a parole, ma nei fatti, il patto di stabilità che, così com’è oggi, rappresenta un grave ostacolo alla crescita ed agli investimenti. Al sistema delle imprese diciamo chiaramente che pensare di scaricare tutto il peso della crisi sui lavoratori dipendenti non serve ad affrontare il problema vero che è la mancanza di investimenti ed il sostanziale blocco del credito che si sta determinando in questa fase. In parole povere le imprese non si salvano semplicemente con una compressione del costo del lavoro, la smettano di pensare che risparmiare qualche euro (perché di questo stiamo parlando) sulla pelle dei lavoratori possa in qualche modo risolvere gli enormi problemi sul tappeto. Piuttosto si cominci a ragionare di come sia possibile (e noi riteniamo che lo sia) fare sviluppo, anche in edilizia, senza consumare altro territorio, cambiando il modo di costruire, abbandonando una logica di profitto speculativo".



Da Modena, inoltre, è prevista la partecipazione di oltre 150 lavoratori edili "in rappresentanza di una categoria che, nei giorni funestati dal sisma che ha colpito la zona di Mirandola e di Carpi, è stata in prima fila, insieme alla Protezione civile e ai vigili del fuoco, per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici lesionati o l'abbattimento di fabbricati pericolosi per l'incolumità delle persone. Gli interventi ancora rivolti all'emergenza e alla messa in sicurezza verranno garantiti anche in questa fase di lotta sindacale per la conquista del rinnovo dei contratti", scrive Sauro Serri, segretario della Fillea Cgil di Modena.

"La forte sollecitazione che viene dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali alle controparti imprenditoriali, è quella di chiudere la già troppo lunga fase di negoziazione e firmare il rinnovo contrattuale, così come previsto dal contratto nazionale, e dedicarsi poi alla definizione dei protocolli per l'avvio della ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, alla luce di nuove norme per la sicurezza e avendo l'attenzione necessaria a contrastare eventuali infiltrazioni malavitose negli appalti - prosegue Serri - Le organizzazioni sindacali dei lavoratori delle costruzioni, con questo sciopero, sollecitano il mondo delle imprese a superare le chiusure e le resistenze ideologiche che fino ad ora hanno impedito di firmare il contratto dell'edilizia, a Modena come nel resto della regione Emilia Romagna, che rimane l'unica regione nella quale nessun accordo è stato ancora rinnovato".

* * *

Il consigliere regionale Beppe Pagani, presidente della Commissione Lavoro, in merito alla vertenza degli edili dell’Emilia Romagna scesi in sciopero, esprime la sua solidarietà piena ai lavoratori che si sono astenuti dal lavoro per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che tarda già un anno e mezzo. “Lo sciopero unitario di oggi – interviene Pagani – chiede il rinnovo di un contratto che tarda da un anno e mezzo e che manca ormai solo in Emilia Romagna. Non è accettabile che nella situazione economica che stiamo attraversando, in un settore delicato e particolarmente esposto come quello edile, si tenti di scaricare direttamente sui lavoratori gli effetti della crisi".


Ultimo aggiornamento: 29/06/12

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