il problema è che la ricetta è sempre quella.
Nella perfetta continuità fattuale tra le giunte Spaggiari-Delrio, continuità che solo il Direttore obnubilato da questa perniciosa infatuazione per il ns Sindaco non vede,lo sviluppo è basato sulla ricetta storica dei keynesiani: drenare risorse con le tasse per reinvestirle nelle grandi opere e nel mattone.
Questa è la pericolosissima ricetta che ha deturpato il ns territorio, richiamato manodopera non qualificata e sopratutto assorbito capitali e risorse verso un settore industriale, quello edile, che è una droga di suo: un boom effimero ed un down profondo.
Ora, solo questo i nostri incapaci amministratori da venti anni sanno fare, niente altro, senza soluzione di continuità.
E questo di fatto c'è nel piano presentato, almeno così come qui esposto: di concreto, dietro le vane chimeriche parole, c'è solo l'equazione cemento=sviluppo.
Lo sviluppo invece ha bisogno di idee e di capitali.
E le idee le hanno gli uomini, non i muri.
Se poi i capitali li metti nei muri non puoi che aspettarti che Reggio diventi un enorme parco Ottavi.
Reggio avrebbe bisogno invece di imprese, di tecnologia, di know-how.
Perciò ha bisogno di aumentare l'attrattività del territorio, ad esempio abbassando la tassazione alle imprese, ed invece la si aumenta.
Avrebbe bisogno di venture capital per fare nascere nuove imprese.
Avrebbe bisogno i servizi di capitalizzazione per far crescere le imprese esistenti se hanno know-how e tecnologia all'avanguardia, e ci sono.
Ma anche le scelte urbanistiche dovrebbero essere coerenti: le Reggiane potrebbero diventare la ns silicon valley, invece ci volgiono fare case, giardini, supermercati ed altre amenità del genere, perchè il lavoro, sopratutto per chi non ha mai lavorato sul serio, è brutto, diciamocelo.
Però, va bene così viviamo nel migliore dei comuni possibili, di che ci lamentiamo.

Nell’ambito delle risorse tangibili il Comune si muoverà secondo tre direttive principali: qualità urbana, aree produttive e infrastrutture digitali. L’obiettivo è quello di riqualificare la città storica completando alcune opere (quali Isolato S. Rocco, piazzale della Vittoria e Chiostri di San Pietro) e implementando nuovi progetti, come quello di rigenerazione urbana del quartiere Mirabello.
Non manca poi una sensibilità eco-freindly con il potenziamento della “cintura verde” composta da polmoni verdi e dai parchi fluviali del Crostolo, del Rodano e del Modolena e la trasformazione dell’area industriale di Mancasale in un nucleo ecologicamente attrezzato grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici e di una centrale di biomasse. Tra gli altri progetti green figurano anche lo spegnimento dell’inceneritore di Cavazzoli e il potenziamento di una mobilità sostenibile.
In merito alle aree produttive il sindaco ha sottolineato l’importanza della realizzazione della stazione mediopadana (prevista per fine anno) quale dato competitivo per le imprese, la riqualificazione di via Gramsci e via Filangeri e l’importanza della realizzazione del Tecnopolo di ricerca industriale quale strumento di occupazione e valorizzazione delle risorse umane, ma anche come motore del progresso economico territoriale.
Non solo infrastrutture edilizie ma anche infrastrutture digitali nel progetto “Smart Town” con l’introduzione della fibra ottica Ngn in centro storico, nell’area nord e a Mancasale congiuntamente all’introduzione delle “web cabines”.
Si parla invece di cultura, ricerca e di servizi quando Delrio presenta gli asset intangibili, rappresentati dal Parco della conoscenza (che si snoderà tra Tecnopolo, Centro Malaguzzi e Progetto NegaWatt), dalla conclusione del Patto per il Welfare, dalla valorizzazione dell’eccellenza reggiana in termini di gestione del dato multiculturale e dalla capacità di attrazione culturale del Comune. “Le iniziative culturali non devono essere trascurate come strumento di crescita della città - ha detto il primo cittadino - e investire nella cultura è ancora uno strumento di sviluppo individuale e collettivo importantissimo”.









