Ecco, se invece i GIORNALISTI si occupassero di CONOSCERE veramente quello di cui parlano, e non continuamente di parlare ALLE nostre pance (cavalcando un'onda meramente emotiva), un dibattito sulla laicità si potrebbe fare in modo serio.
Mi risulta pure che per la stessa Chiesa -come hanno ammesso sconsolati due uomini che lottano contro la mafia pagandone un prezzo personale altissimo, il dr. Gratteri e il prof. Nicaso- sia d'uopo non scomunicare i mafiosi, neppure quelli che hanno ucciso, condannato a morte, oppure sciolto nell'acido ragazzini, ad esempio al triste monito di “liberatevi del cagnoletto”, impartito da Riina ai suoi riferendosi al piccolo Di Matteo.
Pure “il sondino di Stato”, la volontà di regolare fin nei suoi ultimi istanti il diritto di vita -che comprende pure il diritto di morte- di ogni singolo individuo, mi sembra una discussione, attualmente in Parlamento, eredità di Santa Romana Chiesa; che rischia di far passare per concetto di “nutrizione”, quel trattamento farmacologico che solo un medico, pena la morte del paziente, può praticare, e che si distacca anni luce dal pietoso -o pretestuoso- Giuliano Ferrara che portava a Eluana Englaro una bottiglietta d'acqua e un pezzo di pane, che la povera ragazza non sarebbe stata mai in grado di bere e mangiare.
Dunque temo che di laicità in questo sciagurato Paese, occorrerebbe parlare e come, proprio sulla scia delle decisione europea di considerare il crocifisso “soggetto passivo” e dunque innocuo, di fatto depotenziato nel suo elemento rinnovatore e rivelatore. Ecco, se la Chiesa si occupasse di questo, e non continuamente delle nostre vene e delle nostre pance, un dibattito sulla laicità si potrebbe evitare. Invece credo che sia importante parlarne. Così, laicamente.
Il rapporto tra sacro e questioni morali-sociali in tutto quello che la Chiesa produce (tra Angelus, Omelie, discorsi e catechesi, oltre che documenti della CEI) sarà 2 a 1, se non 4 o 5 a 1.
Il problema è che quando parla del sacro non gliene frega una mazza a nessuno, perché sono tutti lì ad aspettare solo una parola sulla "morale" per poter starnazzare "laicità! laicità!".
Parola morale che, non di rado, giunge nell'ultima pagina, come conclusione di 5 o 6 cartelle di discorsi teologici che ne rappresentano il presupposto e la motivazione e che, ripeto, nessuno - men che meno se giornalista - legge.
Quindi, quegli stessi giornalisti non ci vengano poi a dire che la Chiesa non parla del sacro, per favore. Un po' di dignità.
io non ho imbarazzi a dirlo e scriverlo: la chiesa è il male!
non il corcefisso, non il cristianesimo, non la religione.
ma proprio la chiesa cattolica romana: senza staremmo molto molto meglio!! non dico che diventeremmo scandinavi, ma chissà...
PER CHI SI FIRMA: x Sara Di Antonio / Che cosa c'entra la mafia con la laicità? Forse c'entra la doppia morale della chiesa (ufficiale) e dei cattolici. La prima molto genuflessa con i ricchi e i potenti, perché essa stessa ricca e potenta. Pronta a perdonare atrocità e ingiustizie se commesse dai potenti (hanno sempre un grande fascino i potenti e i delinquenti). I secondi sempre pronti a spaccare il capello in quattro, a separare, ainterpretare. Se la Chiesa deve difendere i suoi principi che li difenda davvero. Altrimenti siamo nella doppia morale, quella di certi cattolici che vedono la pagliuzza negli occhi altrui e non la trave nei propri. Spero di aver fatto comprendere che tra mafia e laicità esiste un nesso.
Che la seconda combatte la prima, non l'assolve con i distinguo...
eccovi un bel discorso da Bar cio'è di quelli che rimangono in superfice un pò generici e che mescolano gli argomenti, importante è sparare non nel mucchio ma sulla Chiesa
La chiesa si preoccupa fuori misura delle nostre pance, meno si occupa di quei bambini già nati e abusati da persone del clero.
Qualche parola l'hanno detta, ma fatti concreti ZERO.
Si tengono imperterreti le loro belle mele marce, continuano a non fare nulla di concreto e fanno ancora troppo per nascondere e affossare.
Scusa, ma cosa c'entra la scomunica dei mafiosi con la laicità?!?
Saranno affari della Chiesa....., oppure mi viene da dire che in Italia il problema è paradossalmenta il contrario: sono i laici che vorrebbero la Chiesa a loro uso e piacimento.
Signor Marco, quando dico che ognuno dovrebbe poter essere libero di scegliere (ovviamente nei limiti imposti dalla legge) intendo dire che se si applica la morale religiosa, di qualsiasi religione, alla gestione della vita individuale o pubblica si limita la libertà individuale.
Un esempio concreto. Se mi viene imposta la nutrizione forzata perché sulla base di un punto di vista etico-religioso io non posso decidere sulla fine della mia vita, non ho più la facoltà di scegliere, ma è una religione si impone su di me.
@Marco La legge sull'interruzione volontaria della gravidanza è stata approvata da un parlamento sovrano, non abrogata dallo strumento referendario, (con il quorum raggiunto però), il tutto secondo la Costituzione....,
Come donna puoi liberamente scegliere di credere o non credere.
Come donna non puoi liberamente scegliere di ammazzare o non ammazzare una altra persona, altrimenti salterebbero tutte le più elementari leggi di convivenza civile.
Mi sembra un ragionamento così semplice.....
In Italia le leggi le fa il Parlamento.
Non la Chiesa.
Al massimo i cittadini devono preoccuparsi di chi votano (se quel partito/candidato fa riferimento alla dottrina della Chiesa o meno).
Poi chi ha la maggioranza governa.
La legge sulla procreazione è stata approvata da un parlamento sovrano, non abrogata dallo strumento referendario, il tutto secondo la Costituzione...., e non secondo il Vangelo.
Così è, cari anti-clericali....., si chiama DEMOCRAZIA, tutto il resto sono chiacchiere da bar.......
Concordo con Sara.
Da tempo la chiesa ha smesso di parlarci del sacro, preferendo lenzuola e sondini.
Addirittura si "smonta" la forza dirompente del crocifisso a simbolo culturale, riducendo così Cristo a un Socrate qualsiasi.
Non c'era bisogno del messaggio evangelico per sapere "come vivere secondo giustizia o secondo natura". La questione era già stata risolta parecchi anni prima in Grecia.
Comunque, contenti loro...
Chissà se ci sarà mai un dibattito serio in questo senso perché, sono d'accordo: ne avremmo veramente bisogno.
Parlare di morale al giorno d'oggi non significa necessariamente parlare di religione perché esiste una morale laica che si basa sul rispetto della persona, che sia se stesso o l'altro.
Secondo me il credo religioso fa parte di quella sfera privatissima della persona che non si può imporre, o esportare, e ritengo che ci vogliano delle leggi ampiamente laiche all'interno delle quali ognuno possa liberamente scegliere come muoversi. Come donna in difficoltà posso scegliere di abortire, come credente posso scegliere di non farlo.
Mi sembra un ragionamento così semplice.
Il problema è che c'è ancora una forte e radicata tendenza a non riconoscere il pensiero altrui e a ritenere che il proprio sia l'unico e il migliore (il che, in ogni caso, non li giustifica dall'imporlo).
Le religioni monoteiste si basano su una presunzione di verità assoluta per cui un dialogo, talvolta, è veramente difficile.









