A testimoniare ciò sono esemplari le opere di questi maestri Pop di “Seconda generazione” (definiti tali perché sono di una periodo successivo a quello inaugurato da Warhol e Lichtenstein): Valerio Adami (nella foto) con la sua carica elegantemente dissacrante e profondamente evocativa che si dispiega in immagini definite da campiture di colori forti e omogenei; Lucio Del Pezzo con il suo spirito disincantato e ludico proprio della post-modernità e gli oggetti applicati alle tele che alludono alla pittura metafisica di De Chirico, Morandi e Carrà; Concetto Pozzati, che si autodefinisce ironicamente un “rapinatore” in quanto la sua produzione “citazionista in anticipo” ha come base la storia dell’arte e le sue icone ed infine, ma non per importanza, Emilio Tadini, artista eclettico e fine intellettuale, debitore alla tradizione e cubista e surrealista per quanto riguarda l’intenzione di dilatare le possibilità della ragione espressiva in nuove regioni del reale. Immagini, icone, stili, stilemi, allusioni e suggestioni aizzate da una carica sdrammatizzante e dissacrante, condite da un pizzico di ironia e addolcite dall’invocazione del gioco e della leggerezza.La Pop Art è questo, ma è soprattutto tutto il resto.
Per approfondire: www.ccpl.it (La Raccolta d’Arte).










