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Centro Meteo europeo, una delegazione a Bologna per definire l'accordo


Lunedì 20 marzo è iniziato il percorso per definire gli aspetti tecnici dell’accordo di sede, il documento che entro il prossimo mese di giugno ratificherà l’arrivo in Emilia-Romagna - a Bologna - del data center del Centro meteo europeo, che attualmente ha sede in Inghilterra, a Reading.



La giornata della delegazione del consiglio dell’Ecmwf (il centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine), guidata dalla direttrice generale Florene Rabier, ha preso il via con il benvenuto delle istituzioni in Regione ed è proseguita con specifiche sessioni di discussione e un sopralluogo nell’area del Tecnopolo, all’ex Manifattura Tabacchi, di proprietà della Regione, che ospiterà il data center. Martedì 21 marzo, poi, la delegazione si è spostata a Roma per i previsti colloqui ai ministeri degli Esteri e dell’Economia.

Il Centro meteo è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1975 e sostenuta da 22 Stati membri europei. Le sue finalità riguardano lo sviluppo dei metodi numerici per le previsioni meteorologiche a medio raggio, la preparazione delle previsioni meteorologiche a medio raggio per la distribuzione agli Stati membri, la ricerca scientifica e tecnica rivolta al miglioramento di queste previsioni, la raccolta e la conservazione dei dati meteorologici (Ecmwf possiede il più grande archivio al mondo di dati numerici di previsione del tempo).

“Per noi è un grande privilegio essere associati con Bologna, sede della più antica Università del mondo, che ha un rapporto privilegiato con l’Inghilterra anche grazie a personaggi del calibro di Guglielmo Marconi e Laura Bassi", ha sottolineato la Rabier: "Una città e una regione note nel mondo non solo per il loro patrimonio culturale, scientifico e tecnologico, ma anche per l’alta qualità della vita. Siamo davvero felici di iniziare questa nuova fase e di farlo a Bologna, che non a caso è stata scelta tra altre candidature d’eccellenza di diversi paesi”.

“In questo progetto abbiamo creduto, mettendo impegno, risorse e la nostra capacità di fare squadra, che è la cosa più importante", ha spiegato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti: "Siamo certi che il data center potrà diventare uno strumento per diventare ancora più forti sul fronte delle tecnologie e dell’innovazione. Ora andiamo avanti per concludere il contratto e i lavori di ristrutturazione nei tempi più rapidi possibili. Anzi, vogliamo che sia Bologna a ospitare sotto le Due Torri, in occasione del G7 sull’ambiente di giugno, un evento internazionale sul Centro meteo, per far conoscere la straordinaria occasione di sviluppo e visibilità che rappresenta per la città, la regione e l’intero paese”.

“Siamo onorati e orgogliosi, e al tempo stesso certi che la vocazione e la capacità del nostro territorio saranno all’altezza dell’importanza di questo progetto”, ha aggiunto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha ricordato come già adesso in Emilia-Romagna si concentri il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale e come il territorio regionale ospiti una delle più importanti comunità internazionali nel settore dei big data, con oltre 1.700 ricercatori coinvolti.

Una regione, l'Emilia-Romagna, che può contare inoltre sull’innovativa Rete Alta Tecnologia, con 82 laboratori di ricerca e 14 centri per l’innovazione, e sui principali istituti e le principali agenzie del settore meteorologico e climatico come Cmcc, Cnr, Enea e Istituto europeo di tecnologia-Climate Kic, che hanno la sede proprio a Bologna.

“Con il data center del Centro meteo europeo – ha concluso Bonaccini – la nostra Regione si prepara a diventare il grande hub europeo della ricerca e dell’innovazione, uno degli obiettivi prioritari che ci siamo dati con il programma di mandato”.


Ultimo aggiornamento: 31/03/17

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