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Sabato 18.05.2013 ore 14.51
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Cavriago e Ciano: weekend di Teatro civile


Doppio appuntamento con “Fragilimondi”, il festival di Teatro civile in val d’Enza, questo weekend.

Venerdì 15 Ottobre, alle 18, presso la Biblioteca Comunale di Cavriago, piazza Zanti, Daniele Biacchessi presenta, con una coinvolgente lettura scenica, il suo ultimo libro “Teatro civile – nei luoghi della narrazione e dell'inchiesta”, uscito nelle scorse settimane.

E' un grande "copione teatrale" che contiene le testimonianze di Marco Paolini, Paolo Rossi, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Roberta Biagiarelli, Ulderico Pesce, Alessandro Langiu, Saverio Tommasi, Gang, Modena City Ramblers, Yo Yo Mundi, e ancora centinaia di altri cantastorie italiani.

Daniele Biacchessi compie una grande ricognizione “dall'interno” del ricchissimo panorama del teatro civile italiano: torna nei luoghi della memoria, incontra i principali artisti del teatro, del cinema e della musica di impegno civile, narra storie del passato e del presente: Vajont, Seveso, Petrolchimico di Marghera, Ilva di Taranto, l'amianto, le discariche abusive, le scorie nucleari, le fabbriche italiane e argentine, zolfare e zolfatari, il teatro ecologico. E ancora le guerre in Iraq, Somalia, Cecenia, Bosnia, Afghanistan, Medio Oriente. Infine la memoria ritrovata della Resistenza, gli alpini morti sul Don, l'assedio di Leningrado, fino alle pagine più oscure della storia contemporanea come le stragi di Piazza Fontana a Milano e alla stazione di Bologna, la morte di Pino Pinelli, il caso Moro, Ustica, Moby Prince, Linate, gli omicidi di mafia e le cosche al Nord.

Sabato 16 Ottobre, alle 21,30, presso il teatro “Matilde di Canossa”, nella omonima piazza di Ciano d'Enza, sarà la volta di Stefano Lucarelli, uno dei più interessanti e attivi esponenti del teatro civile italiano.

In scena Terracotta, un accorato racconto di teatro civile sul degrado della terra; un provocante e coinvolgente monologo sull’atto del mangiare, e cioè su uno degli atti fondamentali e in assoluto più naturali del vivere, portatore di piaceri, tradizioni, socialità; un atto che però oggi si carica di dilemmi scientifici, politici ed etici, obbligandoci continuamente, che lo vogliamo o no, a fare delle scelte.

Come in questi anni ha insegnato anche Slow Food, con le sue tante iniziative a difesa della tipicità, conviene partire dal piatto dove si mangia, se si vuole dare dignità alle culture locali e alla difesa di un commercio più equo, più umano, più dignitoso. Lucarelli si chiede: siamo sicuri che sia tutto davvero così sano? Che la modernizzazione e la super-produzione abbiano giovato al nutrimento? Che i prodotti della terra riescano a ritrovare il corso delle stagioni?
Se è vero che quello che siamo è quello che mangiamo, siamo certi di essere ancora noi stessi?


Ultimo aggiornamento: 13/10/10

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