Luca Dondi, responsabile del settore immobiliare per Nomisma, analizza gli ultimi dati dell'Agenzia del territorio inerenti le compravendite di abitazioni nella città di Bologna nei primi tre mesi del 2012: 901 in tutto, in calo del 18,4% rispetto al 2011, il risultato più nero degli ultimi 6 anni. Bologna comunque non si discosta molto dalla dinamica nazionale (dove il calo è quasi del 20%, mentre nelle città principali si ferma al 18%),tuttavia il capoluogo emiliano aveva anticipato la crisi del mercato immobiliare e ci si aspettava un rimbalzo.
I dati mostrano un mercato fermo in città da almeno 4 anni con un numero di case vendute o comprate nel corso dell'anno stabilizzatosi nel solo capoluogo attorno alle 4.800 unità, contro le 6.295 del 2006 e le 5.498 del 2007 (in tutta la provincia si passa da quasi 18mila del 2006 a meno di 12mila nel 2011).
La situazione è nera nonostante i prezzi a metro quadro siano diminuiti rispetto ai picchi del 2007 del 16% e in periferia di quasi il 18%. Ma, tenendo conto anche dell'andamento dell'inflazione, si stimano cali reali fino a quasi il 30% rispetto a 5 anni fa. In realtà non basta il prezzo che si abbassa: senza il credito il mercato non riparte, le banche restringono le erogazioni e si crea un circolo vizioso.
Le erogazioni di mutui, nei primi 4 mesi dell'anno, sono scese del 30% in provincia di Bologna. 13.600 le case nuove costruite e rimaste invendute secondo Nomisma, per la maggior parte concentrate in provincia. Le cose non cambiano per uffici o capannoni: anche in questo settore il mercato è sostanzialmente fermo.









