Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Venerdì 01.08.2014 ore 09.47
24 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Referendum Bologna, Pd: alleanza con Sel non a rischio


Martedì 28 maggio



Dopo il referendum, l'allenza tra Pd e Sel, che si sono schierati su fronti opposti, "non è a rischio". Lo dice il segretario del Pd di Bologna Raffaele Donini. "Anche in un momento di massima fibrillazione politica, a 48 ore dalla consultazione referendaria, io e il coordinatore di Sel Luca Basile abbiamo firmato un documento che dice sostanzialmente che non è in discussione la maggioranza. Noi siamo stati eletti due anni fa su di un programma del sindaco Merola, eletto al primo turno cosa che è merce rara, e dobbiamo onorarlo fino in fondo, poi è chiaro che siamo una coalizione, ci saranno cose che ci dividono, dobbiamo incontrarci, approfondire e discutere, cercando di arrivare ad una sintesi e ci sono tante cose che ci uniscono". Quanto al referendum, il numero uno del Pd di Bologna sottolinea sia che la tornata era di tipo "consultivo", sia la bassa affluenza.

"Ringraziamo tutti coloro che si sono presentati alle urne, non sono stati tantissimi per la verità, però vanno rispettati". Donini appoggia la decisione di Merola di non rinunciare alle convenzioni con le private, seppur aprendo a possibili migliorie delle stesse. "A valle di questa consultazione, penso che l'amministrazione faccia bene a dare una risposta di disponibilità mantenendo un presidio fondamentale per il nostro sistema scolastico che è pubblico integrato, ma disponibile anche a farsi carico delle discussioni e proposte di modifica delle convenzioni come ha detto bene il sindaco Merola". Il 6 giugno il Pd organizzerà un'iniziativa di ascolto con tutto il mondo della scuola.

"Mi sembra che non sia stata espressa ufficialmente la convinzione, la consapevolezza che, come dice la legge del 2000, nel nostro sistema di istruzione pubblica, non ci sono solo le scuole dirette dallo Stato ma anche quelle dirette da altri soggetti che pero' sono riconosciuti parte integrante del sistema pubblico - ha commentato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei - Si continua a parlare di scuola pubblica e privata ma la dizione e' sbagliata, per poca conoscenza o per altre intenzioni".

Lunedì 27 maggio

Risultati definitivi: in 50.517 (il 59%) hanno votato per l'opzione A e in 35.160 (il 41%) per l'opzione B.



Ore 10 - "La cittadinanza ha compreso la portata collettiva di questa questione di civiltà", nonostante, "un vasto schieramento di forze politiche ed economiche si fosse attivato per la difesa dello status quo e per disincentivare il voto, nonostante le scomode e irrazionali dislocazioni dei seggi, e le carenze organizzative del Comune - ha commentato il Nuovo comitato Articolo 33 - I cittadini hanno colto lo spirito democratico e propositivo di questo appuntamento e hanno difeso la scuola pubblica con il proprio impegno e la propria partecipazione, per rilanciarla come una priorità della politica. Bologna non ci sta a lasciare fuori qualcuno dalla scuola pubblica e si riprende il suo ruolo di avanguardia, lanciando un messaggio al Paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, e' un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione".

L'esito del referendum ''è un segnale per tutto il Paese'', sottolinea la rete della Conoscenza. "Questo risultato è in piena continuità con le mobilitazioni studentesche che in questi anni si sono caratterizzate per la difesa dell'istruzione pubblica. Oggi è necessario fare un salto in avanti e capire dopo vent'anni di politiche ambigue sulla gestione dell'istruzione, come si innesca un processo di ri-pubblicizzazione dei saperi. Vogliamo riaprire un dibattito nazionale su come ad esempio si riforma la legge 62/2000, che introduceva i finanziamento pubblico per le scuole private, come si ridà linfa vitale al sistema pubblico d'istruzione rifinanziandolo e ammodernandolo, e ridefinire la funzione dei saperi per la società. Nelle scorse settimane abbiamo organizzato un referendum studentesco nazionale in cui circa 100.000 studenti tra scuole e università si sono espressi in tutt'Italia su sette temi riguardanti il futuro e l'istruzione. A breve presenteremo i risultati della consultazione e vogliamo sfruttare l'occasione per aprire un dibattito in tutto il Paese partendo da come gli studenti vorrebbero per le proprie scuole ed università".

"Partiti e sindacati possono leccarsi le ferite come e quando vogliono, o possono continuare ad ignorare la tempesta che li investe, ma sarebbe gravissimo e per noi inaccettabile che il sindaco e l'amministrazione della citta' non guardassero al significato profondo di questo consulto chiesto ai cittadini" dice il consigliere comunale di Sel Bologna Mirco Pieralisi. "Attendiamo l'apertura di un confronto reale per definire le tappe e i contenuti di una diversa politica scolastica, così come attendiamo più incisive azioni di pressione nei confronti del governo per l'apertura di nuove sezioni di scuola dell'infanzia statale. Noi che abbiamo sostenuto il referendum e sediamo nei banchi del consiglio comunale e della sua maggioranza, abbiamo il compito di garantire che il messaggio forte e chiaro del maggio bolognese pervenga a destinazione".

Ore 9 - Nonostante i dati sull'affluenza siano i più bassi della storia della città (mai, infatti, si era scesi sotto la soglia del 30%), l'opzione A (a favore della revoca del contributo comunale alle materne private) ha sfiorato il 60%. Motivo che ha spinto i promotori della consultazione a festeggiare la vittoria. Qualcuno ha anche detto che la partecipazione è stata "buonissima, perché gli elettori superano di gran lunga il numero delle persone direttamente coinvolte". Quello che emerge dalle urne, secondo il Comitato Articolo 33, è "un risultato del quale l'amministrazione dovrà tenere conto. La scuola pubblica ha vinto il referendum nonostante una larga alleanza di forze politiche ed economiche abbia sostenuto l'opzione B con tutto il proprio peso. Un risultato che lancia un messaggio al paese: la scuola di tutti, laica e gratuita, è un bene comune e deve rimanere un diritto come sancito dalla nostra Costituzione". La speranza dei B era in realtà quella di riuscire a vincere nelle urne. Nessuno aveva fatto campagna per l'astensione.

Domenica 26 maggio

L'affluenza alle ore 22 è stata di 85.934 votanti, pari al 28,71%.

L'affluenza alle ore 19 è stata di 69.166 votanti, pari al 23,22%.

L'affluenza alle ore 12 è stata di 25.367 votanti, pari all'8,47%.

Sabato 25 maggio

A causa del maltempo la festa dei sostenitori dell'opzione B (pro paritarie) nel pomeriggio in piazza Maggiore è stata annullata. "Dalle 15 alle 17 sarà comunque garantito in piazza un presidio informativo per i cittadini e per gli organi di informazione'' fanno sapere gli organizzatori.

Festa invece bagnata e sottotono per il comitato promotore del referendum. A scaldare il clima venerdì sera Moni Ovadia in piazza Maggiore. "Sono venuto tante volte a Bologna, nei momenti belli in cui questa città era paradigma di civiltà e nei momenti in cui il terrorismo ha sbranato Bologna, com’è possibile che qualcuno ci dica marziani" attacca riferendosi all’assessore Lepore che ha definito marziani i firmatari illustri dell'appello pro opzione A. "Siamo tutti un po’ bolognesi in questo Paese, non ho niente contro le paritarie, io stesso ho studiato in una parificata, la scuola ebraica di Milano, ma la Costituzione è la nostra legge, voluta da tutto l’arco costituzionale e i Dossetti, i De Gasperi, i padri costituenti oggi sarebbero qui. La vostra battaglia è la battaglia di tutti noi per il valore della laicità, che è sinonimo di democrazia. La scuola, l’educazione, la formazione sono la cosa più preziosa, per un Paese democratico sono linfa vitale. La scuola pubblica è il valore più alto per costruire il futuro del nostro Paese".

Venerdì 24 maggio

http://24emilia.com/immagini/Lavoro/insegnanti_asili_555.jpg

Ore 17
- Sprint finale per il referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole paritarie in programma domenica. Il comitato referendario Articolo 33 ha organizzato stasera un momento di festa in piazza Maggiore che si trasformerà, per l'occasione, in un grande laboratorio ludico con musica e laboratori per i bambini. Domani il "Crescentone" sarà occupato dai comitati che sostengono invece l'opzione B, per mantenere l'attuale sistema integrato tra pubblico e privato. Nella stessa giornata, da piazza San Francesco partirà il corteo promosso dal sindacato Usb che ha sposato la causa dei referendari.

Sono schierati per l'opzione B il sindaco di Bologna Merola e gran parte delle forze politiche cittadine (Pd, Pdl, Lega Nord), ma anche il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, il sindaco di Firenze Matteo Renzi e Romano Prodi. Sul fronte opposto Stefano Rodotà, Gino Strada, lo scrittore Andrea Camilleri, Margherita Hack, Francesco Guccini, il Movimento 5 Stelle, il leader di Sel Nichi Vendola.

Secondo i dati del Comune di Bologna, in città le scuole comunali sono il 60% del totale, le private rappresentano il 23% e le statali il 17%. Per la scuola d'infanzia (tra i 3 ed i 6 anni) il Comune investe ogni anno 37,76 milioni di euro di cui 35,5 per le comunali e un milione e 100mila euro per le private paritarie. Soldi destinati a 27 scuole in convenzione per la quasi totalità d'ispirazione cattolica, che danno posto ad oltre 1.700 bambini su quasi 9mila. I seggi saranno aperti domenica dalle 8 alle 22.



Ore 11 - L'accordo attuale a Bologna "ha funzionato per anni e ha permesso di ampliare il numero di bambini ammessi alla scuola dell'infanzia, che nel sistema integrato bolognese fra scuole comunali, scuole statali e paritarie riesce a coprire ben il 98% della domanda". Su Facebook il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza sostiene l'accordo con le paritarie per cui è previsto un referendum a Bologna nel weekend. "Pur nel rispetto di tutte le posizioni - scrive - come ministro dell'Istruzione punto a un buon governo pubblico del sistema attuale. Inoltre, non ritengo che la vicenda bolognese debba essere trasformata in una bandiera nazionale".

In questa posizione "non c'è nessuna diminuzione dell'attenzione per la scuola pubblica. Il fine di questo governo e del ministero dell'Istruzione è esattamente l'opposto". E, di ritorno dalla manifestazione di Palermo contro le mafie con migliaia di studenti ha aggiunto: "Sappiamo che il mondo dell'istruzione pubblica ha bisogno di investimenti, di fiducia e di buon senso. Ha bisogno di dare risposte alle domande giuste: sul personale, sulla dispersione e sull'edilizia scolastica. Pensiamo che molte di queste giuste domande italiane possano avere, nelle prossime settimane, risposte concrete europee e siamo al lavoro, con il massimo impegno, per garantire i diritti di tutti i bambini".

"Davanti a un sistema educativo come quello bolognese che in una sussidiarietà positiva ha trovato un'occasione di allargamento di opportunità per tutti, con risultati d'eccellenza testimoniati dalle esperienze e dalle statistiche, il dibattito sul referendum di domenica sembra privilegiare soprattutto le esigenze politiche e i diversi posizionamenti ideologici, piuttosto che gli interessi dei bambini - ha sottolineato - A volte, in queste discussioni, la prima impressione è che ci si dimentichi di loro con troppa leggerezza: la sacrosanta battaglia per una scuola pubblica più forte non si può vincere mettendosi contro chi cerca di dare un posto a tutti i bambini". Su questo "è necessario fare chiarezza: la sussidiarietà, nell'ambito del sistema bolognese e della legge 62/2000, non è in nessuna maniera una forma di privatizzazione, ma un modo con cui l'organizzazione delle persone risponde a una domanda della società, realizzando un contributo dal basso che è in linea con gli standard europei". La priorità resta "mettere davanti a tutto le esigenze dei bambini, perchè dobbiamo avere a cuore una scuola che dia opportunità a tutti loro. Una scuola che non escluda nessuno. Dare risposte a tutti i bambini è l'esigenza pubblica per eccellenza, in cui i 'beni comuni' sono tutte le realtà educative che, in un sistema integrato, sanno mettersi al servizio della formazione dei nostri figli nel rispetto dell'interesse collettivo".
Anche Renzi si schiera col Comune di Bologna per mantenere il sistema integrato: "Sono sulla posizione del sindaco Merola".

“La Cisl Emilia Romagna, in pieno accordo con le ragioni formulate in questi giorni dalla Cisl bolognese, ribadisce un convinto e incondizionato sostegno all'opzione B del referendum consultivo bolognese sull'abolizione dei fondi comunali destinati alle scuole dell'infanzia paritarie a gestione privata”. E’ quanto dichiarato da Giorgio Graziani, segretario generale regionale della Cisl, a margine di una riunione della segreteria regionale. “La Cisl – ha proseguito il sindacalista - fin dalla sua fondazione, ha sempre posto tra i valori fondanti quello della sussidiarietà ed è del tutto evidente come un dinamico rapporto integrato tra pubblico e privato possa essere un valore aggiunto per la crescita economica, sociale e culturale della comunità. D’altro canto, è stata la stessa Regione Emilia-Romagna, nel '95, con la legge regionale n.52, a riconoscere il sistema integrato delle scuole per l'infanzia, sostenendone la sua qualificazione e diffusione territoriale”.

Quindi, a poche ore dal voto sul referendum che vede la Cisl bolognese impegnata per l'opzione B a difesa del sistema integrato tra scuola pubblica comunale e scuola paritaria, anche la Cisl Emilia Romagna ribadisce, come peraltro ha fatto già nell’ultimo Congresso regionale, il pieno appoggio all’operato della propria struttura territoriale e al Comitato “+scuolextutti” affinché “si faccia tutto il possibile per preservare il modello integrato bolognese, soprattutto in un momento di crisi e di risorse calanti”.“Il referendum – conclude il segretario della Cisl regionale – resta uno strumento straordinario di democrazia, purché non se ne abusi o, come in questo caso, non diventi un paravento ideologico totalmente scollegato dalla realtà”.

Mercoledì 22 maggio

"L'interesse mio e del ministero è appoggiare gli accordi che vedono il ruolo delle paritarie per coprire tutti i posti per i bambini - ha detto Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione, parlando del referendum di Bologna - Dobbiamo pensare ai bambini che devono andare a scuola e garantire la copertura per tutti i bambini''.

"Anacronistico e fuorviante". Il sottosegretario all'Istruzione Gian Luca Galletti giudica in questo modo il referendum consultivo promosso dal Comitato Articolo 33. "Il referendum è anacronistico perchè mette in discussione principi come la libertà di scelta educativa e la sussidiarietà che sono ormai accettati universalmente" precisa l'ex assessore al Bilancio di Palazzo D'Accursio. Il quesito è anche "fuorviante perchè con questo referendum non si sceglie tra scuola pubblica e scuola privata come vogliono far credere i referendari, a Bologna tutta la scuola è pubblica, c'è una parte di essa che gestita dal Comune e una parte gestita da privati, ma sempre secondo le regole e gli standard qualitativi e quantitativi dettati dall'ente locale".

Secondo Galletti, che ribadisce il suo aspicio "affinchè vinca l'opzione B", tale scelta di conferma del sistema attuale va anche nell'interesse diretto delle famiglie: "Senza la scuola materna gestita dai privati ci sarebbero 1.736 famiglie che non troverebbero posto per i propri figli e se il Comune dovesse erogare questa stessa quantità di posti attraverso le materne comunali, dovrebbe spendere 10 volte tanto la cifra trasferita alle materne convenzionate, vale a dire non circa 1 milione ma ben oltre 10 milioni di euro" all'anno, "per questo il referendum è semplicemente ideologico".

Martedì 21 maggio

http://24emilia.com/immagini/politica/romano_prodi_rab555.jpg

"Se, come spero, riuscirò a tornare in tempo da Addis Abeba, domenica voterò sui quesiti riguardanti le scuole dell'infanzia e voterò l'opzione B" per il mantenimento dei contributi pubblici alle scuole d'infanzia paritarie a gestione privata. Lo annuncia sul suo sito Romano Prodi, in vista del referendum consultivo del 26 maggio a Bologna.

"A mio parere, il referendum si doveva evitare perchè apre in modo improprio un dibattito che va oltre i ristretti limiti del quesito stesso - prosegue Prodi - tuttavia il mio voto è motivato da una semplice ragione di buon senso: perchè bocciare un accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e che, tutto sommato, ha permesso, con un modesto impiego di mezzi, di ampliare almeno un po' il numero dei bambini ammessi alla scuola dell'infanzia e ha impedito dannose contrapposizioni? Ritengo che sia un accordo di interesse generale".

"La motivazione più forte di chi vota l'opzione A è che i mezzi forniti alla scuola statale e comunale siano così scarsi che le casse comunali non possono allargare il loro impegno al di fuori del loro stretto ambito - sottolinea l'ex premier - Credo tuttavia che le restrizioni che oggi drammaticamente limitano l'azione del Comune, per cui non tutti coloro che vogliono mandare i figli alle scuole statali e comunali possono farlo, e in generale penalizzano la scuola siano dovute a una errata gerarchia nella soluzione dei problemi del Paese e non ad accordi di questo tipo. Vorrei inoltre concludere chiedendomi perchè argomenti che potrebbero essere risolti in condivisione e serenità debbano sempre finire in rissa".

"Questa sera non posso essere con voi, ma sono qui con il cuore ad accompagnare la vostra campagna. Questa sera sono a Pistoia a discutere di viaggi e incontri ai 'Dialoghi sull'Uomo' e questa coincidenza mi porta a pensare proprio alla scuola, e alla scuola dell'infanzia, pubblica laica e plurale, come uno dei luoghi fondamentali dove l'uomo prende forma e inizia il suo viaggio". E' il messaggio che il cantautore Francesco Guccini ha inviato al Comitato articolo 33, promotore del referendum. Guccini si schiera a sostegno dell'opzione A: "Entrare alla scuola pubblica, ove si opera senza discriminazioni e senza indirizzi confessionali, è il primo passo di ogni individuo che voglia imparare l'alterità e la condivisione; è il primo passo di ogni essere umano per diventare uomo, per diventare donna. Bisogna continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la continuità della coscienza morale'".

Unindustria Bologna si schiera dalla parte di Merola a favore dell'attuale sistema scolastico integrato. "Come industriali e come bolognesi supportiamo l'idea di un sistema scolastico integrato che metta in relazione scuole comunali, statali e paritarie private, al fine di avere una qualità educativa diffusa", dichiara Sandra Samoggia, consigliere delegato a Formazione e Università di Unindustria. L’associazione "sostiene la posizione critica assunta dal sindaco, Virginio Merola, nei confronti del governo che ha attuato tagli della spesa senza una corretta valutazione delle ricadute su settori strategici e sensibili come la scuola".


Ultimo aggiornamento: 04/06/13

  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Aggiungi a Technorati
  • OKNotizie
28/05/13 h. 16.16
chris dice:

hai ragione

28/05/13 h. 9.52
kattocom dice:

no in effetti non ho perso tempo a leggere questi signori roland barthes, cesare pavese, carl gustav ci sono letture più edificanti, San Giovanni da Capestrano,
San Bernardino da Siena, San Giacomo della Marca oppure più noto san francesco

27/05/13 h. 14.55
@ spectator dice:

quelli che hanno votato B sono ancora meno, 35.000.
Chi era contrario al referendum, non ha proposto l'astensione, ma di andare a votare e votare B. Non c'era quorum, e tutti lo sapevano. Se uno ci teneva a far avere i contributi alle private, andava a votare. E' stato a casa? Vuol dire che non gli frega. Bene. Allora si dovrebbe fare come indicato da quelli a cui frega, quelli che hanno votato. Ti vedo agitato, a scrivere così tutto in maiuscolo...

27/05/13 h. 14.19
spectator dice:

CLASSICO ESEMPIO DI COME UTILIZZARE UN TITOLO PER CERCARE DI STRAVOLGERE LA REALTA':A BOLOGNA HA VOTATO MENO DEL 30% DEGLI AVENTI DIRITTO e SOLO IN 50000 HANNO VOTATO PER L'"OPZIONE A"!
GIUSTAMENTE, DEI RISULTATI DI QUESTO PSEUDO REFERENDUM GLI AMMINISTRATORI CHE HANNO LA RESPONSABILITA' DI PRENDERE LE DECISIONI DI MERITO SE NE STRAFOTTERANNO!!!

27/05/13 h. 14.19
chris dice:

caro catto se tu avessi minimamente letto roland barthes o semplicemente cesare pavese senza addentrarsi nel mito attraverso lo studio di carl gustav capiresti quel che dico mentre mi sa che te caro mio sei proprio fiero catto comunista

27/05/13 h. 13.48
kattocom dice:

Non male prendere del confuso da uno che confonde dio con l'ideologia, la storia on la mitologia "eh Già" sono io che sono confuso...un po come gianni che annebbiato dal Laicismo di ritorno peensa che le scuole paritarie siano luoghi di catechismo..nonsa neppure che anche le scuole del comune di reggio fulgido esempio di laicismo sono private e pritarie...ma scusate sono confuso vado a vedere Gozzilla così ripasso la zoologia

27/05/13 h. 13.17
@ gianni dice:

somaro, stiamo parlando dello 0-6

somara, parli di ciò che non sai!!
Se il bambino che va nella pubblica ci costa a noi cittadini 10, chi va alla paritaria costa alla comunità 1.
Con il tuo ragionamento chi manda all'asilo paritario (non in contrasto con la costituzione) deve pagare i 10 che servono a tuo figlio e per il suo pagare altrettanto! Si vede che sei un assolutista di sinistra, e per di più somaro! Tu non sei per la scuola pubblica, tu sei solo un liberticida che ad altri che educhino i figli con le paritetiche che, ribadisco per i somari come te, non sono in contrasto con la costituzione e con la scuola pubblica!

27/05/13 h. 13.08
chris dice:

grande gianni!!! viva gianni!

27/05/13 h. 13.07
chris dice:

caro cattocom scusa se non ti avevo cagato ma i films americani sono la vera mitologia occidentale contemporanea (o post-moderna come vogliono dire i post-modernisti)ma te fai fatica ad accorgertene perchè sei cattocom: confuso "tra demonio e santità" tanto per te "è lo stesso basta che ci sia posto" (vasco reloaded)

27/05/13 h. 13.03
GIANNI dice:

Che pena, se vuoi insegnare a tuo figlio a pregare, mandalo in parrocchia. Quello è il posto giusto.
Non la scuola, lì si devono imparare altre cose: leggere, scrivere, la matematica, la geografia, la storia, le materie tecniche e scientifiche. Cose che valgono per tutti.

Il vaticano è ricchissimo, i soldi per le scuole confessionali li tiri fuori lo IOR e non abbiate la pretesa di prenderli dalle tasse di chi religioso non è.

27/05/13 h. 12.49
chris dice:

rega! le scuole private ci sono sempre state se volete mandarci i vostro figli siete liberissimi di farlo come fecero i miei dopo che mi bocciarono 4 volte alla statale.

27/05/13 h. 11.19
che pena dice:

Logica barbara, assolutista e stalinista!

Tuo figlio lo educhiamo noi, lo stato!!! senza preghiere e senza credenze....

Se vuoi insegnargli a pregare devi pagarti tutta la scuola oltre a pagare quella degli altri...

La libertà a sinistra non esiste, o esiste se fai quello che il DIO stato ti dice!

27/05/13 h. 11.16
Andrea Canova dice:

disgraziati.

26/05/13 h. 23.38
kattocom dice:

"come si è poi manifestato dio in terra santa (e come lo fa ancor oggi in israele) e in africa e sud america lo sappiamo tutti anche attraverso i films." Cio'è tante frasi che lasciano presagire fonti dotte e piene di studi storici, come l'evento di panico e poi mi dici i films? I FILMS?!! I films come fonte storica è bellissima e quali di grazia quelli americani? buonanotte

25/05/13 h. 13.48
Dino Angelini dice:

e poi fra un anno o sei o undici - dipende da quando vinceranno i grillini a Reggio - diranno che siccome la POLVERIERA di RE fa parte di un sistema integrato non si può rescindere quel contratto con le cooperative bianche, fatto praticamente a fine legislatura Delrio. Segniamocelo questo evento che praticamente uccide la concorrenza nel settore!(E a Bologna votiamo la mozione A)

23/05/13 h. 12.33
chris dice:

catto come al solito sei confuso (ma è logico è nella tua natura mescolare miti tra loro per ricavarne una rattatouille di concetti slegati fra loro, comunque) caro catto dio è il padrone della guerra perchè un uomo senza dio non fa la guerra non glie ne frega un cazzo. dio può essere anche il comunismo dio è un mito da idolatrare come per qualsiasi ideologia su cui fondare una setta di per rompere i coglioni ai non associati. tu logicamente non riesci a vedefre il tuo mondo la tua terra 1000 anni fa ma io si e ti posso dire che non è che dio si è manifestato pacificamentre a noi emiliano romagnoli. ricordo il genocidio di panico vicino a bologna intorno al 1100 compiuto dall'esercito del vaticano ai danni delle popolazioni di panico.
come si è poi manifestato dio in terra santa (e come lo fa ancor oggi in israele) e in africa e sud america lo sappiamo tutti anche attraverso i films. caro cattocom a me mi spiace che esista ancora il vostro gene perchè è malato e ancora infetta la terra dove cammino.
per cui dare soldi alle scuole cattoliche vuole dire che i vostri figli verranno educati schierati contro qualcuno...e credo di averti spiegato abbastanza...se no guardati il film ceddo di ousmane sembene del 76-77 che spiega l'avanzata e conquista dell'islam nei territori dell'interno delle zone mandingo e tucolor...ma la chiesa si è imposta ancor peggio...va be ti spiego anche che le religioni monoteiste occidentali hanno una radice comune nella bibbia che protegge il denaro per cui a te non fu concesso l'interesse dal credito mentre ai cristiani luterani della svizzera si

22/05/13 h. 11.51
kattocom dice:

Mah sotenere che le guerre, in particolare quelle da te citate poi siano colpa della Chiesa e veramente complesso, ma molto complesso, ma naturalmente rimango curioso di una spiegazione.
Per chi inveci mi risponde che la scuola pubblica serve per garantire la pluralità faccio notare che è esattamente iil contrario nella scuola Statale (xchè è questa che si vuole come unica possibilità), non vi è plurale xchè i programmi sono decisi dal ministero ei singoli insegnanti ci si devono attenere. se non foste accecati dal laicismo vedreste bene che il modello è errati in radice e che non rispetta il diritto odvere dei genitori di scegliere il modello d'istruzione che preferiscono per i loro figli, col risultato che i ricchi fanno quello che vogliono e i poveri si beccano la scuola della gelmini....contenti voi

21/05/13 h. 16.31
Renato dice:

Siamo alle solite, il Pd non sa scegliere. Tutto ciò perché questo partito non è ne carne ne pesce. La scuola, come la sanità, l?acqua e molto altro, devono restare diritti. Se vanno in mano ai privati, diventano merci e come tutte le merci, poi subentrano i prezzari. Il risultato? Chi ha il portafoglio più gonfio, meglio si serve. Semplice no! Purtroppo il PD, non avendo più valori di riferimento, non riesce più conseguentemente a proporre a questo paese un minimo di programma alternativo al liberismo. Se mi è permesso dare un mio piccolo aiuto a far capire al PD, posso riportargli testualmente la dichiarazione che un paio di anni fa rilasciò il ministro della pubblica istruzione conservatore peraltro, del governo svedese, al bravo Riccardo Iacona. Disse: ?Da questa crisi si esce con più saperi, o non si esce. Per questa ragione noi abbiamo aumentato i finanziamenti a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La scuola da noi resterà rigorosamente pubblica, gratuita e laica?. Ecco se il PD avesse le idee chiare come il ministro svedese, sarebbe un bel passo avanti per questo Paese.
Agli impresari delle scuole private, vorrei far notare che ha fare il loro lavoro nel campo della sanità e della scuola, con gli euro pubblici, sono capaci tutti. Anch?io come molti resto dell?avviso, specialmente dopo aver letto il libro denuncia del bravo Ferruccio Pinotti, ?La sanità di Dio?, che se i soldi dati ai privati, fossero spesi per le scuole e gli ospedali statali, avremmo dei servizi di alta qualità.
Casaioli Renato

21/05/13 h. 16.23
Giovanni dice:

25 MAGGIO: VERSO IL REFERENDUM, VOTIAMO A!

Bologna vede materializzarsi nel referendum del prossimo 26 maggio la netta divisione che, come per tante altre questioni, vede contrapposti i ?poteri forti? alla gente comune di questa città. Sono infatti questi poteri (ultimo in ordine di apparizione la Confindustria locale) che stanno scatenando una ?macchina da guerra? per convincere i cittadini ad andare a votare a favore dei finanziamenti alle scuole private, spesso terrorizzandoli con false prospettive di ?abbandono di bambini per strada? o di introduzione di rette e aumento dei costi delle scuole comunali. E' infatti la gente comune, con
le proprie organizzazioni di riferimento come l'USB, che si sta mobilitando spontaneamente da mesi con centinaia di volantinaggi e assemblee nei posti di lavoro per difendere il diritto alla scuola pubblica e dire no a qualsiasi ipotesi di privatizzazione, anche nascosta, votando A.

Oltre all'entrata diretta nella contesa del Sindaco che, lo ricordiamo, ha ceduto gli spazi di affissione al comitato per la B, il Partito Democratico, in barba alla normativa sul silenzio elettorale, ha chiesto ed ottenuto Piazza Maggiore per sabato 25 maggio. Per quel pomeriggio però non è stata organizzata nessuna iniziativa del partito, bensì ?scuole e famiglie in festa?, atto conclusivo della campagna elettorale del comitato per la B.

Il comitato referendario Art. 33 ha protestato per questa decisione dell'amministrazione comunale e ha chiarito che rispetterà la normativa sul
silenzio elettorale, chiudendo la propria campagna elettorale venerdì 24 maggio.

Ai poteri forti va data una risposta altrettanto forte e USB si è fatta interprete della volontà della sua gente, chiamando i cittadini ad una
manifestazione sabato 25 maggio che, partendo alle 15.30 da Piazza S.Francesco, sfilerà in via Rizzoli e per il centro cittadino per sostenere
l'opzione A in difesa della scuola pubblica.

Non ci nascondiamo, ma scendiamo in piazza in prima persona. All?arroganza di chi forza le regole a suo uso e consumo non possiamo rispondere chinando la testa e non siamo disponibili a ritirare la nostra manifestazione se il PD e il Comitato per la B continueranno la loro campagna elettorale anche il 25.

Le regole vanno rispettate, anche dai poteri forti.

21/05/13 h. 13.59
@Kattocom dice:

L'uomo non corrisponde necessariamente ai vostri orizzonti e riferimenti culturali. Per questo è importante che la scuola sia laica e plurale....E siccome siamo laici, riteniamo che le diverse confessioni, possano esprimere liberamente luoghi di dottrina ed educazione, ma senza che questo ricada economicamente sulla cosa pubblica ( per tutti gli uomini)
Basta leggere la costituzione e si trova svelato il mistero ( non di Fatima)

21/05/13 h. 13.52
chris dice:

aggiungo che bologna è una città martoriata dal controllo sociale a bologna accadde la strage che uccise 85 persone. nella provincia di bologna fecero saltare l'italicus. da bologna partì l'aereo di ustica. a bologna si distrusse il partito comunista e a bologna ci fu il primo sindaco fascista di forza italia...in più grazie a voi reggiani anche i prodi. bologna non è milano o roma una grande città ma è sempre stata un laboratorio per il controllo delle menti...la sfiga è che ci siamo nati e abbiam ancora molti vecchi se no non ce ne fregherebbe un cazzo e saremmo già tutti migrati

21/05/13 h. 13.42
chris dice:

caro cattocom capisco che per te sia difficile non considerare dio ma se non sbaglio nei films americani di guerra sui caschi c'è sempre scritto lo stesso che sul dollaro (in god we trust) per cui se lasciassimo andare l'idea di dio forse se ne andrebbe anche l'idea di guerra dalla terra. secondo te perchè la chiesa cattolica sta facendo tutto sto casino in italia? perchè i tuoi figli dovranno fare la guerra per il tuo dio...ricordalo e non dimenticarlo più per favore che mi son stancato di ripeterlo...ricorda le guerre d'indipendenza la guerra di crimea la prima guerra mondiale e la seconda i borboni scacciati e sconfitti coi soldi delle grosse banche europee...te cattocom basta che fai la semplice considerazione che la fede in dio è stampata sulle banconote da 1$

21/05/13 h. 13.23
kattocom dice:

e se lasciassimo andare i laicisti ottocenteschi per la loro strada e ci concentrassimo per un futuro per l'uomo?

21/05/13 h. 12.45
chris dice:

gli illustratissimi cattolici di bologna esortqano i fedeli a votare la b di bergoglio (merola l'ha detto ieri in un comunicato stampa)
merola avevamo già abbastanza cattolici in città e adesso ne abbiamo di più dici sia un fatto etnico e di immigrazione? i musulmani stanno aumentando e come a dakar la chiesa ha bisogno di più soldi per le sue iniziative di proselitismo quindi li chiede a voi...ma se lasciassimo andare la chiesa per la sua strada e ci concentrassimo per un futuro civile?

Esprimi il tuo commento
I commenti sono moderati e saranno pubblicati solo dopo l'approvazione della redazione.