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Bologna, le telecamere nascoste scoprono un giro di droga all'osteria "Sottosopra"


Giovedì 12 gennaio

Secondo gli avvocati Matteo Murgo e Sergio Mangiavillano, difensori di Vincenzo Atlante e Matteo Palladino, i due soci dell'osteria Sottosopra di via Garibaldi a Bologna attualmente agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della squadra mobile su un presunto spaccio di cocaina nel locale da loro gestito, i rispettivi assistiti "hanno risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari e hanno chiarito la loro posizione processuale".



L'intenzione dei legali non sarà quella di proporre istanza al tribunale del Riesame sull'ordinanza del gip, ma "chiederemo alla procura di valutare le cose attraverso una diversa qualificazione giuridica, invocando l'autonoma figura del fatto di lieve entità".

Se i pubblici ministeri riterranno adeguata questa impostazione, i due indagati saranno liberati - perché lo spaccio di lieve entità non prevede la possibilità di disporre misure di custodia cautelare. 

Martedì 10 gennaio


Sono state le telecamere nascoste installate all'interno del locale a permettere ai poliziotti della squadra mobile di documentare il giro di droga messo in piedi dai titolari dell'osteria "Sottosopra" di via Garibaldi a Bologna, situata peraltro proprio di fronte all'ingresso della Procura felsinea.



In uno dei fotogrammi (risalente a una registrazione del 20 settembre scorso) si vede un cliente del bar mentre acquista una dose di cocaina spingendo un passeggino con dentro il figlio di pochi mesi e, poco dopo, le telecamere lo immortalano nell'atto di consumare lo stupefacente appoggiato al bancone, quando il locale era ancora regolarmente aperto al pubblico.

In altri fotogrammi si nota uno dei gestori del locale sniffare assieme a un altro avventore su uno dei tavolini dopo la chiusura dell'osteria.

L'indagine, coordinata dai pubblici ministeri Marco Forte e Roberto Ceroni, oltre alle riprese ha potuto contare su mesi di appostamenti. Nei giorni scorsi sono stati quattro i provvedimenti eseguiti dalla polizia nei confronti di due dei titolari del locale (di 34 e 35 anni), ora agli arresti domiciliari, e di due persone di nazionalità marocchina, ritenuti il fornitore e il corriere della cocaina. Una quinta persona al momento è indagata: nei suoi confronti non sono stati ancora presi provvedimenti cautelari.


Ultimo aggiornamento: 12/01/17

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