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Bologna, domenica 29 manifestazione per Tizian e contro le mafie


"I giornalisti con Giovanni Tizian contro le mafie’": si svolgerà con questo slogan, domenica 29 gennaio alle 10.30 a Bologna, nella sala Farnese di palazzo d’Accursio (sede del Comune felsineo), la manifestazione nazionale di solidarietà dei giornalisti italiani al cronista della “Gazzetta di Modena” (e collaboratore del sito internet Linkiesta e di Narcomafie, la rivista del gruppo Abele di don Luigi Ciotti) e a tutti i giornalisti italiani vittime di minacce e intimidazioni, oltre trecento nel solo 2011.

Il freelance calabrese è stato messo sotto scorta dal 22 dicembre scorso dopo che gli inquirenti avrebbero scoperto l'esistenza di minacce alla sua persona provenienti da ambienti della criminalità organizzata: nel mirino, probabilmente, le inchieste realizzate e pubblicate dal 2006 per il quotidiano emiliano, il libro sulle infiltrazioni mafiose nell'economia del nord dal titolo "Gotica. 'Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea" (edizioni Round Robin) e il suo impegno sul fronte antimafia con l’associazione daSud.



All'iniziativa, alla quale parteciperà anche lo stesso Tizian, interverranno alcuni degli altri giornalisti che in questi anni hanno subito intimidazioni di stampo mafioso in regione, ma anche magistrati e amministratori pubblici. Durante la giornata sarà presentato il dossier di Ossigeno per l’informazione sui giornalisti minacciati in Emilia-Romagna. La manifestazione è promossa da Ossigeno per l’Informazione e dall’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna con la collaborazione del Comune di Bologna e con il sostegno della Fnsi, dell’Ordine nazionale dei giornalisti, dell’Associazione stampa Emilia-Romagna, di Avviso Pubblico, di Libera, del premio giornalistico Ilaria Alpi e di Politicamente Scorretto-Casalecchiodelleculture.

"Le mafie fanno affari - ha spiegato Tizian - nel cuore vivo delle città, parlano con la politica, infiltrano le professioni, immettono soldi freschi nel mercato in crisi. Sono parte della nostra società. Hanno e gestiscono consenso, trovano sempre maggiori complicità".



Ultimo aggiornamento: 26/01/12

25/01/12 h. 16.27
Mario Guidetti - portavoce tav. Hemingway-Cadsociale dice:

?Anch?io mi chiamo Giovanni Tizian?
SOLIDARIETA? AL GIORNALISTA ED A TUTTI QUELLI CHE SONO MINACCIATI PERCHE? SCRIVONO PAGINE DI VERITA?

Al tavolo politico-letterario Ernest Hemingway-Cadsociale del bar di Puianello, nutrono un profondo rispetto nei confronti di chi ha scelto la professione di giornalista. Il ?Quarto Stato? è il baluardo della democrazia. Purtroppo è anche una attività rischiosa, sia sul fronte patrimoniale (cause civili) che soprattutto personale. E? quest?ultimo aspetto quello maggiormente seguito dai membri del tavolo Hemingway, tavolo sul quale è depositato il lungo elenco di giornalisti minacciati di morte e di quelli ammazzati: cronisti di guerra, di fatti di mafia, di terrorismo, della criminalità dei colletti bianchi?? Minacciati od Ammazzati perché ?cercavano e scrivevano di verità?.
Al lungo elenco abbiamo ora aggiunto il nome di Giovanni Tizian, un giornalista ?precario? , un giornalista che ha visto ammazzare il proprio padre dalla ndrangheta quando lui era ancora bambino; gli assassini non hanno ancora un nome. Ora, in questa sazia e disperata Emilia, è Tizian nel mirino della mafia, camorra od ndrangheta. Lo è perché, da giornalista precario, ha scritto pagine di verità sulle infiltrazioni mafiose in Emilia. A Giovanni che ?cerca di trovare il modo i continuare a fare il mestiere di giornalista ed è sicuro che lo troverà?, giunga la solidarietà dei membri del tavolo politico-letterario Ernest Hemingway-Cadsociale che, come il popolo della rete, dicono: ?anch?io mi chiamo Giovanni Tizian?
Al tavolo sono certi che mai verrà soffocata la voce dei giornalisti d?inchiesta, giornalisti coraggiosi che cercheranno e scriveranno di verità. Li esporrà a rischi, perché il loro è un mestiere pericoloso, ma è un mestiere che fa loro onore.

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