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Sabato 03.12.2016 ore 10.34
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Attentato alla caserma, procura di Bologna: un atto di terrorismo


E' stato un atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi. Questo il reato ipotizzato dalla Procura di Bologna nell'indagine sull'attentato avvenuto nella notte tra sabato e domenica davanti alla caserma dei carabinieri di Corticella, alla periferia di Bologna.



A dirlo è stato il procuratore capo, Giuseppe Amato, incontrando i cronisti al termine di un sopralluogo all'interno della stessa caserma, fatto nel pomeriggio insieme al Comandante Generale dell'Arma Tullio del Sette e al Comandante Interregionale Vittorio Veneto Carmine Adinolfi.
 
"E' chiaro che pensiamo al mondo dell'eversione" ha spiegato ancora Amato rispondendo. "Di vero e proprio attentato si tratta - ha proseguito - un fatto grave per il simbolo colpito, una stazione di prossimità dei Carabinieri, ma grave anche per quello che poteva succedere. Potevano veramente esserci feriti o peggio".

Renzi: volevano fare male. "Sono stato a portare la solidarietà del Governo e di tutti gli Italiani alla stazione dei Carabinieri colpita da un vile attentato dinamitardo nella notte tra sabato e domenica. Volevano far male. E lo avrebbero fatto se due carabinieri non fossero stati molto tempestivi nell'intervento. Chi colpisce l'Arma dei Carabinieri, colpisce l'Italia. E noi stiamo dalla parte dei Carabinieri. Prenderemo i responsabili, costi quel che costi". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, nella e-news ai militanti del Pd.


Intanto il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette ha detto: "È chiaro che per dei malintenzionati che in qualche modo vogliono segnalare la loro attività richiamando l'attenzione e la loro contrarietà all'organizzazione di uno Stato civile, la stazione dei Carabinieri può rappresentare un obiettivo: ma questo certamente non ci intimorisce in alcun modo".

Un attentato esplosivo contro una stazione dei carabinieri, nella notte, alla periferia di Bologna. Non ha fatto feriti, ma potenzialmente avrebbe potuto anche uccidere. Un attentato nel giorno dell'arrivo a Bologna di Matteo Renzi per un incontro in vista del referendum del 4 dicembre. E il presidente del Consiglio dopo aver partecipato all'incontro è andato in caserma "a portare l'abbraccio affettuoso di tutti gli italiani, tutti".
 
"Oggi - ha detto il premier - è il momento della solidarietà, della vicinanza e della affettuosa partecipazione. Tutte le analisi competono agli inquirenti, a chi farà le indagini. Quello che è certo è che noi li prenderemo e li assicureremo alla giustizia perché siamo un Paese serio". Le modalità dell'attentato hanno fatto subito pensare all'area anarco-insurrezionalista. 
A essere colpita verso le 3 è stata la stazione dell'Arma 'Corticella' di via San Savino. L'ordigno - due taniche di benzina innescate da una miccia, e si sta valutando con le analisi scientifiche se ci siano stati 'addittivi', come polvere pirica o altre sostanze - è stato fatto esplodere davanti all'ingresso. I muri hanno tenuto ma è saltata via la porta e si sono frantumate le finestre e alcuni vasi. Se ci fosse stato un militare dietro la porta avrebbe potuto farsi molto male. Forse anche morire. 
 
Ci sono anche le immagini di tre persone, completamente vestite di scuro, con il volto coperto e i guanti, intenti ad innescare l'ordigno davanti alla caserma. A registrarle la videosorveglianza della stazione. I tre indossano giacche tipo 'k-way' di cui potrebbero essersi disfatti dopo l'azione. Non si esclude che fuori dal raggio delle telecamere potessero esserci altre due-tre persone, a fare da 'palo'. La caserma si trova quasi alla fine di una strada chiusa che finisce in un sottopasso ferroviario, nei pressi di una chiesa parrocchiale. Nella stazione sono in servizio poco meno di dieci militari, un paio dei quali erano a dormire nell'edificio. Il boato ha svegliato gli inquilini dei palazzi vicini. 
 
Già poco dopo l'attentato è cominciato il lavoro degli operai per riparare il danno: la caserma "non ha mai chiuso, è aperta" ha detto ai giornalisti il generale Aldo Fischione, comandante dei Carabinieri dell'Emilia-Romagna, lasciando via San Savino. 
 


Ultimo aggiornamento: 30/11/16

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