Il pastore battista statunitense M. L. King (1929-1968) era riuscito a promuovere un vastissimo movimento per la difesa non violenta dei diritti della popolazione nera. Il punto più alto della mobilitazione si era raggiunto nell’agosto del 1963, quando oltre 200.000 dimostranti pacifici erano arrivati a Washington per chiedere l’approvazione della legge sui diritti civili.Prima del reverendo King erano intervenuti tanti personaggi famosi tra i quali Bob Dylan, Joan Baez e Josephine Baker. Il discorso di King “Io ho un sogno” aveva entusiasmato ancora di più la folla e fatto il giro del mondo. I cuori erano ricolmi di speranza e tutto sembrava possibile. Grazie alla sua predicazione e alla sua opera nel 1964 era stato insignito del premio Nobel per la pace. Forte della sua autorità morale si era poi battuto contro la Guerra del Vietnam che stava mietendo troppe giovani vite.
Il 4 aprile 1968, mentre è impegnato a sostenere la candidatura presidenziale di Robert Kennedy, è ucciso sulla veranda del Lorraine Motel a Memphis, nel Tennessee. Una fucilata in fronte mette fine al suo discorso. L’FBI identifica l’assassino nel killer di Cosa Nostra James Earl Ray, già arrestato a Dallas in occasione dell’uccisione del presidente Kennedy. “Se qualcuno di voi si dovesse trovare dalle mie parti quando incontrerò la morte”, aveva detto King nel corso del suo ultimo sermone, “sappia che non desidero un lungo sermone”. L’oratore avrebbe dovuto ricordare solamente che lui era stato “un tamburo maggiore per la pace e un tamburo maggiore per la giustizia”.
Al funerale sono presenti centinaia di migliaia di cittadini con alla testa del corteo i due candidati presidenziali, Robert Kennedy (democratico) e Richard Nixon (repubblicano). Nel Paese scoppia la violenza e tutte le città degli USA sono sotto assedio. L’esercito, per evitare un ulteriore spargimento di sangue, deve presidiare anche il Campidoglio e la Casa Bianca.
Solo Robert Kennedy può aggirarsi tranquillamente tra i quartieri di Washington dove più violenti sono esplosi gli scontri e promettere radicali riforme civili e sociali, oltre alla fine della guerra nel Vietnam.
Ma anche Bob non arriverà alle elezioni. Sarà ucciso due mesi dopo a Los Angeles, il 4 giugno 1968, da Sirhan Sirhan, un killer palestinese che lavorava negli ippodromi alle dipendenze del boss californiano di Cosa Nostra, Mickey Cohen.
Ogni anno gli americani ricordano M. L. King nel giorno della sua nascita (15 gennaio), osservando l’unica giornata di festa in onore di un eroe nero.









